L’Unesco, il Barocco e la Melinda, calcio e cultura a confronto

L’amichevole tra Noto e Sud Tirol, un gemellaggio sano


Un test match, che mette in risalto il nord e il sud, culture italiane a confronto. In questo il calcio ha solo dei meriti. Come sappiamo il Sud Tirol è una squadra di Lega Pro, avversario di Siracusa e Trapani, squadra allenata da Giovanni Stroppa un ex del Milan dei grandi trofei. La squadra trentina ha scelto la Sicilia, come posto per il richiamo della preparazione alla seconda parte di campionato, più precisamente Noto, per il volere e l’amicizia che legano la società trentina al presidente Musso.

Si è trattato di una grande festa, e anche se il campo non ha dato tante informazioni, qualcosa si è comunque potuto carpire, come per esempio il rientro, nel Noto, di capitan Montalto, come se fosse un vero e proprio nuovo acquisto, impiegato nel suo ruolo naturale sulla destra; l’altra novità, e in questo c’è il lavoro del tecnico netino Di Nola e del suo staff, gli schemi intercambiabili anche a partita in corso.

Dove è possibile migliorare? In mezzo forse manca ancora un po’ di qualità, mancherebbe un vertice di centrocampo, non di interdizione ma di illuminazione, uno da “ultimo passaggio”; Fontanella e Villa lo fanno, ma loro sono gli attaccanti e devono pensare a finalizzare, non a costruire. La squadra del tecnico Giovanni Stroppa è giovanissima, ma la cultura del gioco e della manovra è un libro che l’ex milanista mette a disposizione.

Noi lo abbiamo stuzzicato in un campo minato, quello della giustizia sportiva legata al calcio-scommesse e di riflesso al campionato di Lega Pro. Queste le sue opinioni: «I nostri punti sono tutti guadagnati sul campo, anche se potevamo fare qualcosa di più. Per quanto concerne la giustizia sportiva, è una cosa che non ci riguarda, pur evidenziando che questo campionato è importantissimo e l’essere la squadra più giovane del girone è motivo d’orgoglio; ma non abbiamo ancora fatto nulla, il girone di ritorno sarà un altro campionato e con il mercato riaperto le più strutturate o le più deluse corrono ai ripari».

Continua Giovanni Stroppa: «I nostri ragazzi hanno delle richieste dalla serie B, vedi Martin che è stato ceduto al Pescara di Zeman. E’ giusto che possano coronare le loro aspettative, ma Fischlanner rimarrà almeno fino a giugno. Infine voglio fare i miei complimenti al Noto, tecnicamente ottimo: una squadra che gioca palla a terra, segno di personalità».

È il turno del presidente Musso, del Noto: «Quest’iniziativa è il frutto non solo di amicizia, ma di un progetto legato al calcio giovanile innanzitutto, per poi introdurre anche una chiara attività comune. Ci tenevo a questa amichevole, dopo la vittoria di Acireale ci proiettiamo al derby dell’8 gennaio tant’è che lo slogan di quella partita è “IL SORPASSO”». Poi chiediamo al presidente tabella e obiettivi rispettati fino ad adesso: «Secondo me ci mancano quattro punti, ma siamo a due punti dai play off, e visto il campionato siamo totalmente in corsa. Magari l’inizio della stagione ha inciso, l’errore della scelta tecnica iniziale ci ha fatto perdere tempo, ma senza sbagliare non si migliora. Comunque siamo vigili sul mercato, se ci saranno le giuste occasioni non staremo a guardare».

Ritornando a questo gemellaggio il presidente Musso chiarisce: «Le istituzioni in questa fase non sono partecipi, speriamo che lo diventino. E’ stata un’iniziativa che nasce direttamente con Giovanni Stroppa e Salvatore Forte, uomo d’affari siciliano ormai trapiantato al nord. Andremo di certo in Trentino in primavera o a fine stagione; in Sicilia vi sono dei freni produttivi a volte difficili da capire, ma mi posso dire più sereno di 12 mesi fa». Ultimo passaggio è legato alla sua attenzione viscerale su tutto e tutti, molto in stile “Gattopardo”: «E’ deformazione professionale, sono a capo di un’azienda e “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”».

 È il turno del tecnico del Noto Di Nola: lo stuzzichiamo sulla quantità di giocatori arrivati dalla Campania e gli chiediamo se è il caso di prendere lezioni di dialetto campano… Lui, sornione, ci risponde: «La squadra deve essere messa in campo nel modo più semplice possibile, è questo l’obiettivo. Adesso comincia la seconda parte del campionato, siamo in mezzo, puntiamo a darci un’identità e a cercare di raggiungere l’obiettivo prefissato  dalla società».

di Gian Paolo Montineri


Redazione Golsicilia 30/12/2011
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