Galfano a GS.it:«Problemi spogliatoio? Non è il momento di parlare.Tifosi contro? Non so perchè»

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Golsicilia.it, ha intervistato in esclusiva mister Angelo Galfano. Il tecnico marsalese domenica sera, dopo la sconfitta del Noto con l’Agropoli, è stato esonerato dalla dirigenza granata. L’allenatore ha avuto parole dure nei confronti di chi lo ha accusato di essere un difensivista, e parole d’elogio per la dirigenza netina. Probabile che il tecnico nei prossimi mesi si lasci andare a maggiori confidenze, che non sono trapelate in questa intervista, nella quale ha dichiarato di voler aspettare ancora prima di dire tutte le sue verità.

Mister Galfano, ha lasciato dopo un inizio davvero difficile, cosa non è andato per il verso giusto?

«Nel calcio sono tante le componenti, potrei dire tante cose, ma, in questo momento anche per il bene del Noto, credo non sia il momento in cui fare polemiche, ma un momento in cui serva serenità. Io voglio ringraziare il presidente Musso per la fiducia avuta nei miei confronti, per avermi sostenuto sempre, così come il suo staff, da Gonzales a Franco Mollica, da Francesco Musso ad il vice presidente Monaca, persone davvero squisite. Il rammarico più grande è stato di non essere riuscito ad ottenere i risultati che questa squadra meritava. Ringrazio e saluto i veri tifosi del Noto e auguro veramente, senza nessuna polemica, che i granata si tirino al più presto fuori da questa situazione».

Se c’è qualcosa da salvare, cosa salva da questa seconda esperienza a Noto?

«La prima esperienza a Noto, secondo tutti, è stata brillante, con una squadra trovata a pezzi e salvata doppiamente, prima con tre vittorie consecutive, e poi dopo averci tolto 7 punti, vincendo il play out. Se poi sono stato trattato così dal primo giorno, bisogna chiederlo a loro, mi dispiace, l’ho detto prima, soprattutto per i veri tifosi del Noto, per le persone che ho nominato prima, di non esser riuscito a fare risultati. Quello che salvo, una cosa è certa, è di aver lavorato con grande professionalità, dando tutto il possibile insieme al mio staff, ma il calcio è così, ci sono momenti in cui il pallone non entra neanche calciato sulla linea».

Si è parlato di problemi all’interno dello spogliatoio, cosa ci dice a riguardo?

«Ce ne sono stati tanti problemi, io mi assumo tutte le colpe per quanto riguarda i risultati e basta, non voglio dire niente a riguardo, ripeto, non voglio fare nessuna polemica per il bene del Noto e per la fiducia che mi hanno dato queste persone».

Qual è stata la partita che l’ha maggiormente fatta arrabbiare?

«Credo che gli episodi non ci abbiano mai aiutato, perché se andiamo a guardare le prime tre partite, abbiamo subito 3 gol al 91’. Basta un palo, un centimetro più o un centimetro meno e la partita cambia. A Licata, alla 1^ di campionato, vinci 1-0, puoi chiudere la gara e si fanno male Piccirillo e Lo Piccolo, perdi centimetri e al 91’ prendi gol da calcio da fermo. Giochi in casa col Messina, fai una grande partita, subisci un pari che ci siamo fatti da soli con l’autogol di Montalto al 48’, al terzo minuto di recupero. Tutto il secondo tempo in 10 e prendi gol al 93’ su un fallo di Corona; quindi, dai 6 punti possibili, ne fai 1: col Cosenza è successa la stessa cosa; poi la squadra, dopo le prime partite ha perso un po’ di serenità. Però la partita che mi fa più rabbia, in cui abbiamo davvero sbagliato gara è stata quella con l’Acireale, la rabbia maggiore lo avuta lì. E poi anche domenica scorsa, con un palo interno e la palla che finisce fuori; gli episodi ci hanno sicuramente massacrati, ma il calcio è così. Dopo 18 anni è la prima volta che mi capita di non fare risultati subito, però gli obiettivi nel calcio si raggiungono alla fine, purtroppo, come ha detto il presidente, dal primo giorno non ci sono stati mai le condizioni per lavorare in grande serenità, ma comunque come ho detto prima, oggi per il grande rispetto che mi lega agli uomini del Noto, mi interessa solo che i netini si salvino».

Dopo la vittoria con la Nissa sembrava ci fosse stata l’inversione di marcia ed invece non è stato così…

«Come ho detto prima, il rammarico più grosso è stata la sconfitta con l’Acireale, la troppa pressione e la tensione, hanno fatto male alla squadra che non ha dato quello che poteva dare. Credo sia stata anche una mancanza di personalità e tranquillità. Come ho detto prima, mi assumo tutte le responsabilità, ma nel calcio ci sono tanti fattori, è facile parlare senza sapere cosa ‘è dietro. Ribadisco, auguro che il Noto si salvi, e poi si vedrà…»

Tanti giocatori sottotono, si aspettava qualcosa in più da alcune pedine?

«Sicuramente mi aspettavo di più, è normale anche questo. Sono tanti i fattori, io potrei raccontare tutto, però in questo momento credo sia giusto così per il bene del Noto e per il bene che voglio a questa dirigenza e a queste persone che mi hanno dato tantissimo».

Mister è stato “accusato” di essere troppo difensivista, come risponde?

«(Ride, ndr) Nel calcio contano i numeri, quasi 20anni che alleno, ho centrato sempre gli obiettivi che le società hanno prefissato, mi hanno sempre accusato di avere uno stile di gioco eccessivamente offensivo, dopo tanti anni di professionismo dovevo venire a Noto per essere trattato da difensivista. Ma comunque, lasciamo perdere». 


Luciano Passalacqua 26/10/2012
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