



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
Serie B: ''Chi sale e chi scende'' nella 12^ giornata
Messina: andamento lento, forse troppo…
Eccellenza B: bene Tiger, Modica, Vittoria e San Pio X, flop Siracusa. Cade la Fc Acireale
Non si sceglie dove o da chi nascere, ma quando si nasce a Palermo e la mamma è la sorella di 5 calciatori, non puoi che fare calcio…
“Quello che…” Aldo Di Majo si è scelto come zii sono i fratelli Firicano: Totò, Franco, Pietro, Pino e Ferdinando. Ormai tutti ultra sessantenni, ma che hanno segnato la storia del calcio siciliano nei favolosi anni Sessanta e Settanta. Aldo Di Majo è quello che va fiero di tanti zii, ma il ricordo particolare è per nonno Leonardo Firicano.
Aldo inizia nei Cantieri Navali sotto l’attento sguardo di Tommaso Lo Galbo, quello che negli anni Settanta era chiamato “il Sivori di Bagheria”. Di Majo, quello che sceglie di fare nella vita è il calciatore e va a giocare in Campania nella Puteolana (la squadra di Pozzuoli) in C2, poi il Trani (Puglia) e Corato, sempre in Puglia. Poi smette e per un decennio niente calcio, ma sceglie un lavoro meno incerto.
Nel 2000 la svolta: quello che si era rifiutato di fare, ritorna prepotentemente ad invadere la vita di Di Majo, il calcio. Allenatore di Terza categoria e arriva anche in serie D con il Marsala. Ma non gli basta e quello poteva essere un hobby, Aldo Di Majo lo vive nella maniera più intensa. Da due anni prende in mano un squadra di Prima categoria, l’Altofonte. Ma non gli basta fare solo l’allenatore e in poco tempo ne diventa il presidente, il direttore sportivo, il direttore tecnico e siede in panchina assieme all’allenatore.
Ma al “Don Pino Puglisi”, il campo comunale di Altofonte, è utilizzato per una Scuola calcio e per i colori gialloblù non c’è posto. Quello che non tutti sanno per Aldo Di Majo non costituisce un ostacolo. Chiede un colloquio con il sindaco di Piana degli Albanesi, Dottor Gaetano Caramanno. Il cognome non poteva essere smentito. L’incontro fra il figlio dell’allenatore Pino Caramanno, ex Palermo, Casertana, Vicenza e Foggia e il nipote dei fratelli Firicano non poteva che scaturire che un “feeling” perfetto.
(Foto a destra Aldo Di Majo; Foto in basso la squadra dell'Altofonte)
Aldo Di Majo è quello che “strappa” un contratto di sei anni per la totale gestione del campo di Piana, con un solo impegno: dalla prossima stagione la squadra cambierà nome e molto probabilmente si chiamerà Skanderbeg Piana. Quello che era un ostacolo per il nostro Aldo Di Majo, per un uomo di calcio come lui è solo uno dai tanti problemi che un presidente, direttore sportivo, consulente tecnico e allenatore deve superare. La prossima stagione vedremo quello che farà e sarà la Skanderbeg Piana…
di Pietro Ciccarelli