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Quando il calcio si gioca a…’Paliermu’

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


1)“Vengo da Santo Erasmo e c’era il campo del Solarium tutto allagato. Comè? ‘Cca a Tommaso Natale c’è u suli”. – “E chi voi cucinu, quannu mai a Paliermu ha mai funzionatu nienti…”.

2)STAFFILATA. Era un termine in uso diverso tempo fa per indicare un tiro di rara potenza e dalla notevole distanza. Lo rese famoso lo storico telecronista della Rai, Nicolò Carosio. Fra l’altro palermitano d’origine. Veniva anche usato per indicare la stessa prodezza del giocatore, cannonata. Poi si cominciarono a vedere le gare di Coppa Campioni, non solo quelle giocate delle italiane, e si preferì molto il termine eurogol. Si usa anche, ma raramente, anche gran tiro da lontano. Ma vuoi mettere il palermitano: tirazzu ri luntanu”. Indicando in tirazzu, un tiro particolarmente mal riuscito e nei campi di calcio dilettante la qual cosa è molto frequente.

3)PORTIERE. Imbattibile, paratutto, in giornata di grazia, che supera se stesso, che compie il miracolo, ma il suggestivo e abbastanza chiarificatore: “si rapìu i varvuli”, dove lo metti?!?

4)MARCATURA A UOMO. Ormai in disuso, dopo l’avvento del gioco a zona, che ormai si adotta già da tempo anche fra i dilettanti e nelle scuole calcio. “Picciotti ognunu ‘u suo”, gridava il mister dalla panchina. Che nostalgica suggestione…kalsa

5)PRESSING. Ricevuto in prestito dal basket per indicare una marcatura asfissiante sul portatore di palla. Si adotta dalle nostre parti il più significativo: “mittìtici ri supra e unnu fari raggiunari”.

6)’ENZO’. “Papà, ma cu è stu Enzu chi chiamanu tutti e ropu l’arbitro fischia?" - “No, figghiu miu. Si dice “enz”. È una parola del futtibulli ingrese e significa che l’arbitro fischia un fallo di mano e runa a punizioni”.

(nella foto a destra la squadra della Kalsa, stagione 1988, campionato d'Eccellenza)

7)LA ‘TRATTORIA’. Non cadete in inganno. Non stiamo parlando del locale dove si mangia, ‘na vota, a poco prezzo. Per un noto portiere degli anni Sessanta era “il percorso seguito da pallone proveniente dalle fasce”.

8)PUNIZIONE. Nei famosi anni Settanta, Mariolino Corso, noto attaccante dell’Inter, tirava i calci di punizione che qualche cronista sportivo definì a foglia morta. Ma a Palermo, quei pochi specialisti che copiavano Corso tiravano la punizione a “pampinedda”.

di Pietro Ciccarelli


Redazione Golsicilia 12/10/2011
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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