



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
Serie B: ''Chi sale e chi scende'' nella 12^ giornata
Messina: andamento lento, forse troppo…
Eccellenza B: bene Tiger, Modica, Vittoria e San Pio X, flop Siracusa. Cade la Fc Acireale
Il calcio è anche questo: un centro come Palermo, con i suoi circa 700.000 abitanti è la quinta città d’Italia per consistenza demografica e ha la seconda squadra della città, dopo il Palermo di Maurizio Zamparini (un friulano) in Eccellenza.
E meno male che a Mondello, dopo anni di separazione fra le borgate limitrofe Valdesi, Mondello e Partanna, si sono decisi ad unire le forze in un’unica squadra di calcio con un nome insolito, che non è altro che l’acronimo delle iniziali delle tre borgate. “Par” sta per Partanna, “Mon” sta per Mondello e “Val” per Valdesi: dunque PARMONVAL.
La borgata di Mondello è nota per essere la ”Spiaggia” dei palermionval. La borgata di Mondello è nota per essere la"rahte limitrofe Valdesi, Mondello e Partanna, si sono decisi ad utani che, come da tradizione, vi trascorrono intere giornate a prendere il sole anche ad ottobre inoltrato. Ma non si “separano” neanche di sera rimanendo a giocare a carte sotto la luce del lume. Il nucleo più antico è costituito da un villaggio di pescatori posto all’estremità Nord dell’insenatura e attorno a un’antica tonnara, in funzione agli inizi del 1900.
(Nella foto a destra il "XXII Quartiere" squadra di Mondello degli anni '80)
Non tutti sanno che sino all’800 i terreni circostanti erano malsani e paludosi. Tra il 1892 e il 1910 la bonifica della zona fu data in concessione alla società Italo – Belga. “Le tramways de Palerme” vi impiantò una città giardino. Nel periodo fra le due guerre, Mondello e Valdesi si sviluppano con tanti villini liberty e come luogo d’elite.
Mo
ndello ha visto nascere e crescere anche due calciatori che hanno calcato i palcoscenici della serie A. Ignazio Arcoleo, nato il 15 febbraio del ’48 e Rosario Biondo, nato il 26 agosto ’66. Sfido qualsiasi tifoso rosanero a dire che non conosce Ignazio Arcoleo. «Ragazzi, ho scoperto un ragazzino di quattordici anni a Mondello che gioca una meraviglia e l’ho portato nel mio Tommaso Natale». Questo signore che mi parlò per la prima volta di Arcoleo era il buon professore Bartolomeo Carollo, che ci ha lasciati circa sette anni fa. Il suo intuito mai fu così foriero di successi per l’ex calciatore della Juventina di Renzo Barbera, del Genoa e, prima giocatore e poi allenatore. del Palermo che diventò famoso sulle cronache sportive per “I picciotti di Arcoleo”.
Rosario Biondo (foto a sinistra), giocava da stopper, o se preferite come si usa oggi, da centrale di difesa. Esordisce con la maglia rosa in B sotto la guida di Gustavo Giagnoni e poi Como, Bologna, Lecce e chiude nella Massese in C2 con 300 presenze tra i professionisti.
di Pietro Ciccarelli