



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
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Messina: andamento lento, forse troppo…
Eccellenza B: bene Tiger, Modica, Vittoria e San Pio X, flop Siracusa. Cade la Fc Acireale
di Pietro Ciccarelli*
Avevo promesso la scorsa settimana, nella mia rubrica Generazioni di Fenomeni, che se "SGES, mi ritorna in mente" fosse piaciuta ai lettori avrei parlato dei giocatori del Cantieri Navali: quella del '65, come nella foto. E' arrivato un inaspettato riscontro da parte dei lettori.
Evidentemente mi era sbagliato nel pensare che ricordare giocatori di 50 anni fa non interessasse nessuno, specialmente nell'era dei computer e che in buona parte dei personaggi da me citati non avessero granché dimestichezza con questo mezzo di comunicazione. Ne sono rimasto soddisfatto e contento. Quindi, continuiamo a scavare nella memoria di un "vecchio" giornalista pronto a scrivere di questi grandi del calcio dilettante palermitano.
In questa foto il portiere titolare stavolta è lui: Vincenzo Provenzani. Per usare una terminologia in
voga in quel periodo, Provenzani era sempre l'eterno secondo. Come il ciclista Fiorenzo Magni, grande campione che ebbe la sfortuna di vivere la sua stagione agonistica nel periodo in cui furoreggiavano Gino Bartali e Fausto Coppi. Dei portieri che non riuscivano mai a giocare, avendo davanti grandi campioni, in campo professionisti, senz'altro il più famoso resta Massimo Piloni che, con Dino Zoff titolare, nei tre anni fra i bianconeri non giocò neanche una partita ma risulta negli almanacchi specializzati vincitore di due scudetti.
Eppure qualcosa in comune fra Provenzani e Piloni c'è: entrambi hanno indossato la maglia della Juventus. Piloni in quella famosa di Torino e Provenzani in una squadra del settore giovanile, chiamata anch'essa Juventus con sede a Palermo in via Sedie Volanti e il cui presidente, il compianto Emanuele Palermo, era un super-tifoso della Juve. Che dire d'altro di Provenzani? Era un ottimo portiere ma con Gianni Catania e in seguito con Ciccio Morana davanti non poteva farci niente. Ludovico Sposito, dopo averne parlato la settimana scorsa, lo ritroviamo più maturo nel Cantieri e divenne per anni il migliore terzino destro del calcio dilettante. Totò Di Gaetano (a lui dedicheremo al più presto una rubrica tutta sua) purtroppo ci ha lasciato troppo presto. Di Emanuele Tarantino abbiamo già parlato in una precedente rubrica. Ha giocato in Eccellenza fino a 42 anni, fatto raro in assoluto. Sempre grinta da vendere anche in seguito come allenatore. Giuseppe (Pino) Schiavo, stopper come lui ve ne erano pochi in giro in quell'anni. Purtroppo al momento del salto di qualità, il suo fisico mingherlino ne tarpò le ali. Leonardo (Nardo) Vegna, pochi giocatori potevano vantare il suo senso della posizione e la visione di gioco. Non correva troppo, ma in sua vece c'era Tarantino che non si fermava mai, neanche negli spogliatoi.
Giuseppe (Pippo) Pace, l'eleganza fatta persona sia dentro che fuori dal campo. Ala pura di ruolo,
dava anche una mano a coprire la sua fascia. Corsa e cross perfetti. Enzuccio Cusimano, troppo pochi i suoi 165 centimetri e anche un fisico esile: un fuscello. Destro e sinistro, dribbling e classe pura. Qualche centimetro e un paio di chili in più e avrebbe, sicuramente, fatto una bella carriera da professionista. Gioacchino Lima, l'autentico "gioiello" di tutto lo sport palermitano di quel periodo. Ancora oggi, si sente parlare delle sua gesta. Vincenzo Zummo, tocco di palla come pochi, dribblomane fino alla "follia".
E infine il rosso Raimondo Alduina, sceso da Caccamo per studiare, con il Cantieri si impose come uno dei migliori e prolifici attaccanti, fino a toccare la serie B nel Taranto, guarda caso anch'essa con la maglia rossoblu. Adesso è un ex professore di educazione fisica in pensione e vive nella sua cittadina d'origine. Ma le sue galoppate in contropiede e il tiro al fulmicotone, sono ancora impresse nella mia traballante memoria di un nostalgico amante del calcio. Alla prossima...

(Nella foto in alto il Cantieri Navali del 1965; in basso la coppia centrale composta da Pino Fiiricano e Totò Di Gaetano; a lato l'attaccante Raimondo Alduina)
*Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d'origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all'arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell'autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L'Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno "sbocciare" e di tanto altro ancora... Ha pubblicato a sue spese il "libello" intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.