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Santino Nuccio e quel gol all'Atletico che mandò in visibilio il Barbera

Generazione di Fenomeni


di Pietro Ciccarelli*

Chi l’ha detto che le pagine più belle del calcio lo devono necessariamente scrivere solo i grandi campioni? A Palermo tutti ricordiamo Santino Nuccio, piccola-grande ala rimasta impressa nella memoria di tanti, specie di quei 54.000 tifosi che riuscirono ad entrare alla Favorita in quell’agosto del 1987 per assistere all’amichevole Palermo-Atletico Mineiro.

Santino segnò il gol contro i brasiliani, mandando in visibilio i tifosi rosanero assetati di calcio, dopo un anno di pausa dovuta al fallimento dell’u.s. Palermo. Nuccio ci tiene a precisare che quel giorno è stato il più bello della sua lunga carriera di calciatore: «I tifosi rosanero mi ricordano, principalmente, per la famosa rovesciata al 90’ contro la Juve Stabia, indubbiamente fra le più belle prodezze che un attaccante può fare, ma l’emozione provata entrando con la maglia rosanero alla Favorita gremito all’inverosimile è stata davvero indescrivibile».

Altro fiore all’occhiello per Santino Nuccio la sua presenza in Coppa Uefa con la Dinamo Tbilisi in Georgia con la maglia del Napoli, partendo da titolare. «Mister Gianni Di Marzio mi diede fiducia, purtroppo perdemmo per 2-0 con le reti segnate da due georgiani dai nomi impronunciabile che io ho ricordo ugualmente a memoria: Kipiani e Scenghelija». In quel Napoli di Coppa giocarono Castellini, Bruscolotti, Caporale, Ferrario, Castellani, Pin, Caso, Filippi, Savoldi I, Majo e Nuccio. E poila mattina Vinazzani e Pellegrini III. Tanti allenatori nella carriera di Nuccio, ma fra tutti, come il primo amore, Nuccio ci tiene a ricordare il tecnico che lo “svezzò” (in senso buono, perché il calciatore in erba c’era), ovvero Ciccio La Mattina nella Stella d’Oriente. Sono anche riuscito a pescare una foto di La Mattina (a destra) fra i miei tanti album e almanacchi. Santino, un omaggio da parte mia.

Lasciamo le romanticherie e troviamo Nuccio con la maglia del Napoli, con una presenza in A e 10 in Coppa Italia. Nuccio saltò la finale. Gianni Di Marzio gli preferì l’esperto Luciano ”Cavallo Pazzo” Chiarugi. Per la cronaca vinse l’Inter. Un lungo periodo di campionati in C, fra C1 e C2, tutti o quasi giocate in squadre campane: Nocerina, Turris, Paganese e poi (ricordiamo in ordine non obbligatoriamente cronologico) il periodo toscano Livorno e in quel di Siena con il futuro c.t. della Nazionale Marcello Lippi in panchina e il meno famoso dei fratelli Mazzola, Ferruccio. In Sicilia Santino ritornò volentieri e non “emigrerà” più. Quattro anni ad Acireale, dove tornerà anche da allenatore, dalla C2 alla B. Con Angelo Busetta e Giuseppe Papadopulo fra i mister che hanno lasciato traccia fra i granata. Chiuse da calciatore nel Ragusa.

Da allenatore, Nuccio alterna le sua presenze fra serie D e Eccellenza, santino nucciolasciando ovunque un buon ricordo. Ha vinto anche un campionato, proprio nella sua Palermo, dall’Eccellenza in serie D con la Panormus. Quest’anno gli è andata male con l’Akragas, ma siamo pronti a giurare che tante squadre lo cercheranno e il suo numero cellulare già squilla ed è nella rubrica di tanti ds, non solo della Sicilia.

(Nella foto a destra Santino Nuccio. In alto a sinistra, invece, una foto del Palermo con: Pappalardo, Macrì, Sampino, Marchetti, Bigotto, Carrera, mentre accosciati da sinistra: Casale, Marsan, Nuccio, Manicone, Di Carlo)

 

 

Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d’origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all’arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell’autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L’Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno “sbocciare” e di tanto altro ancora… Ha pubblicato a sue spese il “libello” intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.


Redazione Golsicilia 13/04/2011
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