



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
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Domenica il Palermo incontra al “Dall’Ara” il Bologna e puntuale, come facciamo da qualche settimana, presentiamo nella nostra rassegna il “non rosanero” di turno che ha giocato nel Bologna, meglio ancora, è nello staff tecnico dirigenziale dei rossoblù come Responsabile del Settore giovanile.
Stiamo scrivendo di Massimo Tarantino, nato a Palermo il 20 maggio 1971, 1.82 m per 73 kg. Chi doveva dire ad Antonio Conigliaro, quando fondò e allenò per vari anni una squadra dilettante dal nome ambizioso di Cosmos, che dopo qualche anno si sarebbe vantato, a buon ragione, di avere avuto fra le sue fila dei giovanissimi Lirio Torregrossa, classe ’67, (Licata con Zeman e Torino), il portierone Massimo Taibi, classe ’70, e Massimo Tarantino.
(A destra in contrasto con Manicone)
Difensore di sicuro avvenire, figlio e fratello d’arte (*vedi in basso),nel 1986 a soli 15 anni va a giocare nel Catania, chiaramente nel Settore giovanile, ma nella stagione 1988-1989, diventa titolare con la maglia rossazzurra con 32 presenze e nel ruolo di responsabilità di centrale, seppure nell’allora C1. Viene opzionato dal Napoli che ritiene opportuno che il ragazzo appena diciottenne vada a farsi le ossa in B nel Monza. Il Napoli può attendere e Tarantino va a Barletta, ancora in B, ma con il ruolo di esterno basso di sinistra e dove guadagna anche la maglia azzurra dell’Under 21. Ma c’è l’azzurro nel suo destino e finalmente nel 1991-1992 diventa titolare fra i partenopei sotto la guida tecnica di Claudio Ranieri, Ottavio Bianchi, Marcello Lippi, Vujadin Boskov e Aldo Sensibile. Scusate se è poco!
In 5 stagioni con il Napoli, alternadosi sia da difensore centrale che di fascia, colleziona 99 presenze. Nel 1996, appena il tempo di ammirare il Duomo
e “La Madunnina” e una capatina a San Siro versione Inter, riprende a giocare nel Bologna, dove in 6 stagioni raggiunge quota 89 presenze alle dipendenze di Renzo Ulivieri, “Sor Carletto de Roma mia” Mazzone e Francesco Guidolin. Poi ancora serie A, ma nel Como con Eugenio Fascetti e il trapanese Roberto Galia. Chiude la carriera nel 2006 fra le file di Triestina prima e Pavia dopo. E nel Pavia, dopo essersi abilitato a Coverciano come Direttore sportivo, intraprende la carriera di dirigente.
(A sinistra Massimo Tarantino oggi)
Meno male che fra Viale del Fante e il rione di Romagnolo la distanza è notevole, altrimenti con il Palermo non avrebbe mai potuto disputare ben 202 partite in A, 71 in serie B e 50 presenze in Lega Pro e iniziato la carriera di calciatore nella vicinissima Catania, appena 2 ore e 30 di autostrada…
* Il papà di Massimo è il compianto Bartolomeo Tarantino e i fratelli sono Giovanni, quello sì che giocò nel Palermo, ma solo nella Primavera e in Coppa Italia, e Giacomo. In famiglia 4 calciatori, 3 difensori e un centrocampista, il migliore, Giovanni…