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Dal principe ‘Lanza di Trabia’ all’elicottero ‘salva-arbitri’...

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


Dopo il disastro del Secondo conflitto mondiale, la vita riprende e anche per la squadra rosanero inizia la ripresa. Una figura s’impone nel nuovo panorama calcistico, non solo locale, anzi addirittura nazionale: il mitico, molto discusso e pittoresco principe Raimondo Lanza di Trabia. Grazie ai suoi vezzi, stravaganze, concesse ai nobili di quegli anni, nasce il cosiddetto “calciomercato” che farà la fortuna del famoso Hotel Gallia, che sarà  il luogo o, se preferite, come usa oggi, location, dove avvengono le trattative per  gli acquisti e cessioni dei calciatori.scalea

(Nella foto a destra il Principe Raimondo Lanza di Trabia)

Emerge anche la figura di uno dei più prestigiosi allenatori di quegli anni, Gipo Viani, che farà la fortuna, non solo del Palermo, ma diventerà, da qui a qualche anno un autentico “santone” del nostro calcio. Il suo “santuario”diventerà il Milan dei Ghigia, Schiaffino, Nils Liedholm, Josè Altafini e del fuoriclasse Gianni Rivera con alla presidenza l’editore Angelo Rizzoli.

Nel 1948, il Palermo conquista la serie A ed emerge la figura cara a tutti i tifosi dell’epoca quel Cestmir Vicpalek, che s’innamorerà per sempre della “spiaggia” di Mondello ed è sepolto a Palermo. Ma non solo, un altro mitico calciatore sarà il danese Helge Bronèe. Non c’è pace per i colori rosa: nel ’54, dopo uno spareggio con Spal (acronimo di Società Polisportiva Ars et Labor), squadra della città di Ferrara e Udinese. Iniziano delle stagioni, per certi versi discusse del commissario straordinario, l’on. Luigi Gioia e il suo successore Pergolizzi (nessuna parentela con il tecnico Rosario, Campione d’Italia Primavera).

Un continuo saliscendi tra A e B, ma che consentono ai tifosi palermitani di vedere schierato con la maglia rosanero, un giovanissimo portiere Roberto Anzolin, che poi diventerà per anni il portiere titolare inamovibile della Juventus, Tarcisio Burgnich, un solo anno ma quanto basta che capire di che pasta è fatto. Stessa sorte per Beppe Furino, palermitano per caso, Franco Causio e addirittura per mezza stagione un certo Giorgio Mariani, grande calciatore, ma disincantato e lunatico.bersellino

(Nella foto a sinistra del 1969 Silvino Bercellino, foto Franco Ciccarelli)

E quel Silvino Bercellino, soprannominato “torero camomillo”, per la sua flemma ma di classe pura. Ma su tutti rimane nel ricordo dei tanti tifosi con i capelli grigi, l’argentino Santiago Vernazza “detto Ghito”. Sembrava chiusa la carriera dopo i tanti trionfi in rosanero ed invece rese grande anche il Lanerossivicenza e giocò con buoni risultati anche nel Milan.

Ma l’episodio che passò alle cronache non solo calcistiche, che molti ancora ricordano (chi scrive era quel giorno alla Favorita e visse attimi di paura, dopo una carica delle forze dell’ordine) avvenne il 16 marzo ’69, in un Palermo- Napoli, in cui l’arbitro rimase per ore assediato allo stadio e per “liberare” il signor Antonio Sbardella da Roma si fece ricorso all’uso dell’elicottero…


Pietro Ciccarelli 12/04/2012
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