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I fratelli Tedesco: l’avventura continua…

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


I fratelli Tedesco: Salvatore, detto Totò, Giovanni e Giacomo. Nulla faceva presagire nel lontano 1961- è giusto specificare il secolo, altrimenti ci rifacciamo all’inizio dell’Unità d’Itali… Vi assicuro: non c’ero!- che quel campo di terra rossa, sconnesso e non perfettamente pianeggiante, anzi assolutamente “a scinniri”(in discesa), doveva essere per più di otto anni la mia seconda casa!

totino tedescoLì trovai un signore con un paio di occhiali da vista spessi, di bassa statura e intraprendente. Le prime parole che mi rivolse furono: «Scusa chi ci fai cà? Si un sì un iucaturi vatinni dall’altro lato del campo. Cà un po’ stari!». (Scusa che fai qui? Se non sei un giocatore vai dall’altro lato del campo. Qui non puoi stare).

peppino tedescoEra il custode del “Malvagno”, Salvatore Tedesco, da tutti conosciuto, come ‘u zu Totino. Io appresi il suo nome anagrafico quando fui “promosso” dirigente… a soli 16 anni. Aiutavo a compilare le distinte per gli arbitri e a spillare le foto per i nuovi tesserati della Rigamonti. (Squadra di calcio allievi e vincitrice di 2 titoli provinciali consecutivi nelle stagioni ’60-61 e ’61-‘62, ndr).

Facile adesso per tutti capire che quello era il nonno dei fratelli Tedesco. C’erano i suoi due figli, Peppino e Giacomino, rispettivamente di 13 e 8 anni, che servivano dietro un pozzetto, dove a stento si intravedevano le loro teste, pieno di bibite fresche: aranciata o gassosa.

Per tagliar corto, altrimenti rischio di scrivere un romanzo, quei due bambini erano rispettivamente padre e zio dei fratelli Tedesco. I tre fratelli crescono a pane e calcio, liberi di scorrazzare tutto il giorno a giocare a pallone. Studiano poco, ma la “laurea” il papà Giuseppe gliela fa conseguire lo stesso: una triennale, più due anni di specializzazione e due master… Triennale in “Scienza del pallone”, specializzazione in ”pallone-pallone” e il master in “Calcio applicato al pallone”.

SALVATORE TEDESCO Peppino fa cento e passa lavori per mantenerli a scuola! Ma alla fine le soddisfazioni arrivano. Inizia per primo Salvatore, classe ‘70, Mazara in serie D con 85 presenze in tre stagioni, poi Trapani in C2 e C1 con un totale di 56 presenze. Poi il salto nel Perugia, solo cinque presenze. Comincia bene con Ilario Castagner, poi subentra Galeone che non lo “vede”. Passa alla Lucchese con Bruno Bolchi e a Totò viene assegnata la maglia numero 30, ma la fortuna non è dalla sua parte. Scende per due stagioni in C1 nel Novara. Poi la scelta di vita. Rinuncia al professionismo e sceglie Vittoria in serie D. In seguito gira per la Sicilia in tanti i campi di calcio dilettante, sempre faro del centrocampo. Alcune delle sue squadre, citate a memoria: Alcamo, Akragas, Bagheria e due stagioni nel Capaci con una promozione dalla Prima categoria in Promozione. Sta iniziando un nuovo lavoro, sempre “pallone”, come allenatore ha iniziato a collaborare con il Palermo di Maurizio Zamparini. Per adesso può allenare fino in serie D. Ma noi gli auguriamo che si ripigli con gli interessi quanto la “dea bendata” gli ha negato da calciatore. Auguri Totò.

GIOVANNI TEDESCO classe ’72, Tommaso Natale e poi giovanile della Reggina con l’esordio in B nel ’91 con 24 presenze. La Reggina retrocede e Giovanni non fa una grinza e colleziona 60 presenze e 4 gol. Il passaggio in B nella Fiorentina, poi Foggia, e di seguito nel Perugia di Gaucci e Serse Cosmi, quindi Genoa. Corona il sogno di tutti i calciatori palermitani: gioca nel Palermo dal gennaio 2006 e da questa stagione fa parte dell’organico del Palermo. Migliore stagione 2000-’01 nel Perugia con otto reti. Questi i numeri finali di Giovanni Tedesco: 18 stagioni fra i professionisti; quasi 500 presenze e, anche se non è un attaccante ha segnato: 55 e passa il suo bottino di gol. Il futuro? Sta facendo esperienza da dirigente fra i rosanero. Altrimenti il master in “Calcio applicato al pallone” a che serve?

GIACOMO TEDESCO Andiamo al terzo fratello, classe ’76. Una volta ho chiesto a Peppino, il padre, quale dei tre figli riteneva fosse il più bravo. Mi rispose con la schiettezza e la naturalezza fra gente che si conosce da sempre. “Salvatore è il più bravo, ma ha dovuto spianare la strada agli altri due. Giacomo, però, ha la grinta giusta del vero calciatore ed è uno che non molla mai”. Parte alla grande Giacomo, subito a 18 anni in B, una sola partita. Comincia l’era Arcoleo è c’e spazio per tutti. In due stagioni gettona 64 presenze e 3 gol. Poi sette anni a Salerno, con una parentesi di 14 partite in A nel Napoli. Cosenza in B e 15 presenze, poi altre 4 stagioni da favola nella Reggina, tutte in serie A con 121 partite e solo 5 gol, ma tutti spettacolari o quasi. Poi a Catania, confermato per la terza stagione. Poi una stagione non felice  a Bologna e il ritorno a Reggio Calabria. Da dicembre sempre in granata dei Trapani in Prima divisione (il suo colore di maglia preferito: la Salernitana la Reggina e adesso il Trapani, ndr), ma c’è ancora tempo per smettere. La Scuola Calcio a Tommaso Natale è la sua assicurazione per il futuro. Totino (il nonno) non ha fatto in tempo a vederli giocare.

Sono sicuro che lui accanto a San. Pietro si è divertito a vedere giocare i tre nipoti. Senza bisogno di abbonarsi a Sky. È già in cielo… ma la storia continuaInizio modulo…

(Nella foto in alto a destra"nonno" Totino Tedesco, in alto a sinistra"papà" Peppino. Più giù Salvatore 'Totò' Tedesco)

di Pietro CiccarelliRiveduto e aggiornato,tratto da "Generazioni di Fenomeni". Un libro introvabile dello stesso autore dell’articolo.


Redazione Golsicilia 21/09/2011
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