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Quando il calcio ti trovava...'U travagghiu

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


Amo, amas, AMAT. Presente indicativo terza persona singolare del verbo, il cui paradigma fa: amo-as-avi-atum-are. È latino. Pino Ferrante, non ha quasi certamente nulla a che spartire con il latino, ma con l’AMAT sì, anzi la sua è stata quasi una predestinazione.

Come tutti a Palermo sanno, l’AMAT è l’azienda trasporti urbani e che, per un trentennio, fu anche la squadra di calcio dopolavoristica della ditta, composta in buona parte da dipendenti. Agli stessi impiegati-giocatori erano trattenuti in busta paga 3 mila lire al mese come contributo per il mantenimento della squadra che aveva i colori sociali neroverdi.

«Percepivamo 7 mila lire a vittoria e il doppio, se arrivava una vittoria in trasferta, e niente altro». Racconta Giuseppe Ferrante che di quella squadra fu l’inossidabile bandiera per tutta la sua carriera di calciatore, iniziata da seconda punta e terminata, come si usava allora, quando inesorabilmente aumentavano gli anni, da libero. Un attimo di commozione, e orgoglio nello stesso tempo, e sciorina formidabile formazione tipo che negli anni Sessanta metteva soggezione in serie D squadroni come Alcamo, Nissa, Akragas, Folgore,ecc. «Guerrera, Fanara, Alamia; Cortona, De Santis, Fecarotta; Girgenti, Burruano, Firicano, Garberino, Ferrante. Arrivammo quarti in serie D, poi negli anni successivi si aggiunsero Rosario Mancino, Pippo Tranchina, Michele Salvato e in seguito Calò e i fratelli Dia. E tanti altri il cui elenco è lunghissimo. Spesso, a fine allenamento e prima della doccia, ci soffermavamo incantati a vedere giocare quelli che allora erano chiamati “aquilotti”, seguiti amorevolmente più che allenati dal buon Mario Falanga. Sai chi c’era in quel gruppo? Carmelo Mancuso (Messina e una stagione nel Milan), Tommaso Napoli (Messina, Juventus e Cagliari) e un certo Salvatore Schillaci (Messina, Juventus, Inter e capocannoniere a Italia ’90)».amat

I primi calci? «Allora non c’erano le scuole calcio, c’erano gli oratori, il più famoso dei quali era quello di “Santa Chiara”, a Ballarò. La mia prima squadra fu la “San Gregorio Papa”, il cui allenatore, magazziniere, dirigente accompagnatore e soprattutto secondo padre era un piccoletto che si chiamava Girolamo Giordano, che tutti chiamavamo “Mumminieddu” per via della sua non eccelsa statura. Era un vero “naif” del calcio. Nessuno gli aveva insegnato niente, ma lui ci spiegava i segreti di questo sport come tecnico esperto».

(nella foto a destra, formazione Amat 1979/1980)

E l’Amat? Dove sei rimasto per sempre, anche dopo la fine della carriera di calciatore a guidare autobus e in seguito in ufficio. «Fu lo stesso Mommo Giordano che trovò lavoro come custode del Luis Ribolla (il campo dell’Amat) e portò me ed Enzo Macaluso fra i neroverdi. Lì sono rimasto fino alla pensione. Ma che pensi? Sono ancora giovane! Noi che ci occupiamo di calcio, abbiamo scoperto l’elisir di lunga vita. Come si può vivere senza calcio…».

Giuseppe Ferrante non lo fermi più e continua a raccontare come se tutto fosse accaduto appena pochi giorni fa. «Dopo avere fatto per diversi anni l’allenatore, assieme ai fratelli Rizzuto, Natale Tarantino, Gaetano Terrasini e Mimmo Schillaci, il papà di Totò, decidemmo di fondare la Scuola calcio che intitolammo al calciatore del momento, Totò Schillaci. ferranteCi tengo a precisare questo particolare, perché circolano tante inesattezze su questo argomento. Che poi subentrò lo stesso Totò Schillaci e in seguito altre persone comprarono il “marchio”, è tutta un’altra storia».

Per chiudere Pino, cosa ti aspetti ancora dal calcio? «Come hai avuto modo di vedere sono ancora in prima fila e sempre alla ricerca del campioncino cui trasmettere i veri valori della lealtà sportiva e i piccoli segreti del calcio. Lo sport è maestro di vita».

Salutando Pino Ferrante (foto a sinistra), mi viene in mente di ripetere: amo, amas, amat. Quest’ultima, tradotta in italiano significa: “Egli ama”. E Ferrante ama il calcio…

di Pietro Ciccarelli


Redazione Golsicilia 16/11/2011
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