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Il trio Tedesco: Salvo, Giovanni e Giacomo

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


Rosanero e granata i colori preferiti in casa Tedesco. Il rosanero, manco a dirlo, è il Palermo, per il granata ampia scelta: dalla Salernitana alla Reggina per finire al Trapani, squadra neo promossa in Prima divisione e aggiungiamo anche un pizzico di rossonero, (Foggia e Lucchese), due pennellate di Viola (Fiorentina) e qualche goccia di biancoazzurro (Napoli) e, perché no, anche un po' d'azzurro (Novara, Audace Monreale e Capaci), anche il giallo canarino gli sta bene (Mazara) e uno spruzzo abbottante di biancorosso (Perugia e Vittoria).

Potrebbero essere questi i colori a cui un bravo pittore (non certo chi scrive, sempre 3 in disegno e l'anno superato per bontà dei prof) potrebbe attingere per fare un bel quadro di famiglia, dei Tedesco. Da dove volete che cominci, cari affezionati lettori di Generazioni di Fenomeni? Da 49 anni fa – eh, come passa il tempo - quando attraverso un viottolo nascosto all'interno delle Favorita (intesa come Real Favorita e non lo Stadio, ora Renzo Barbera), lato Palazzina Cinese, dopo un tenebroso percorso fatto necessariamente a piedi dopo un tenebroso percorso (tra cani randagi, un paio di inguaribili voyeur e chi andava a "caccia" di giovani futuri calciatori), improvvisamente si apriva uno spiazzo di terra rossa, che qualcuno aveva la pretesa di chiamare campo di calcio. Era il mitico, per quel periodo, Malvagno.

Nonno Totino mandava avanti la famiglia vendendo bibite e affittando il campo ai norvegesi (chissà perché, i marinai che venivano a tirare quattro calci al pallone erano tutti norvegesi). Nonno Totino aveva due figli maschi, Giuseppe, detto Peppino e Giacomino, detto..., meglio lasciar perdere. La domenica, quando il Palermo giocava in casa, nonno Totino e il piccolo Giacomino aveva il loro momento di gloria sotto gli occhi dei tifosi rosanero. A loro spettava il compito di tracciare il campo. Una grossa responsabilità, specialmente quando a dirigere la gara erano gli Sbardella... di turno. (Ancora l'elicottero sorvola i cieli di Palermo con l'arbitro, signor Antonio Sbardella di Roma, dopo un Palermo-Napoli completato da un finale degno di cotanto gesto dell'ombrello di Josè Altafini).

Peppino resta al Malvagno, ma l'amore chiama e convoglia a nozze. Il 14 settembre del '70 nasce Salvatore, detto Salvo o Totò; il 13 maggio del '72 nasce Giovanni e il 1 febbraio del '76 nasce Giacomo, detto anche Massimo. Mi fermo qui perché il resto è negli almanacchi. E' notizia di questi giorni che Salvatore è entrato a far parte dello staff del Palermo. Ora siamo tutti. Nonno Totino e i figli Peppino e Giacomino entrano allo Stadio per segnare il campo, Giovanni e Giacomo hanno indossato la maglia rosanero e per ultimo Salvatore... il più bravo tecnicamente dei tre fratelli, ma che ha pagato il fio di aprire.... la strada ai fratelli.

Pietro Ciccarelli

P.s. Troppo bella la storia dei Tedesco... vi prometto, prossimamente altre infinite... puntate.

 

(Nella foto in altoil Capaci, sotto Totino Tedesco e ancora sotto il Trapani con Totò Tedesco)


Redazione Golsicilia 15/09/2011
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