



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
Serie B: ''Chi sale e chi scende'' nella 12^ giornata
Messina: andamento lento, forse troppo…
Eccellenza B: bene Tiger, Modica, Vittoria e San Pio X, flop Siracusa. Cade la Fc Acireale
Chiarenza, Greco e Foti: 705 partite e “solo” 79 gol…
Vincenzo Chiarenza, 27 settembre 1954, Termini Imerese (PA), 1.72 m per 75 kg. La sua carriera ha inizio nella Juventus, dove rimane due anni, ma non giocherà neanche una partita con la prima squadra. Da attaccante non poteva di certo a 18 e 19 anni togliere il posto a gente come Pietro Anastasi e Roberto Bettega. In allenamento con a fianco i due campioni apprende molto, a tal punto che l’anno successivo esordisce in serie A con la maglia della Sampdoria dove gioca 15 partite e va in gol una solo volta. Il suo esordio nella massima serie risale, appunto, in un Hellas Verona-Sampdoria 1-0. Non basta per convincere i dirigenti genovesi a riconfermarlo e Chiarenza scende in B, dove darà il meglio di se in questa categoria con una breve parentesi nell’Atalanta e Udinese in serie A.
Va a giocare, sempre da attaccante nel Brindisi per una sola stagione con 34 presenze e 4 reti. Risale lo Stivale e va a Bergamo fra i neroazzurri dell’Atalanta: due stagioni 38 presenze e 6 gol. Quindi Avellino in B, la sua migliore stagione come cannoniere, ma solo 6 reti. Nel 1979-1980, passa al Bari con 37 gettoni ma appena 3 gol. Rimane in Puglia, dal Bari al Taranto e fra rossoblu segna l’ultimo gol della sua carriera.
(Nella foto a destra Chiarenza)
Nessuna meraviglia se qualcosa non quadrava: Chiarenza in 200 partite aveva fino al quel momento segnato solo 21 gol, davvero poco per un attaccante. Ed infatti, l’intuizione del tecnico Angelo Scannimanico cambia la vita calcistica di Vincenzo Chiarenza: da attaccante a terzino di fascia. I suoi cross dalla sinistra andranno a fare la fortuna di Bari, Taranto, Lazio, Udinese, in serie A, ancora Lazio, Triestina, nuovamente Taranto, Legnano e Novara. Totale: in 15 anni da professionista, 387 presenze e 21 gol. Ma il “cordone ombelicale” d’inizio carriera con la Juventus non si è mai spezzato e il termitano torna fra i zebrati nel 1991, dove inizia la carriera di tecnico nelle giovanili fino ad arrivare allo scudetto Primavera nel 2005-2006 e la Supercoppa l’anno successivo.
Altro attaccante dalle polveri bagnate è Giuseppe Greco, nato a Palermo il 7 marzo 1983, 1.82 m per 68 kg. Solo 46 gol in 11 anni di carriera e 13 maglie diverse: Sampdoria, Pavia,Como, Padova, Genoa, Catanzaro, Chievo, Rimini, Cesena, Grosseto e Modena.
Anche il terzo attaccante, preso in considerazione oggi, segna “pochino” ed è Salvatore Foti, nato a Palermo l’8 agosto 1988, 1.93 m per 78 kg. Il cognome tradisce le sue origini catanesi, ma noi ci atteniamo all’anagrafe.
Esordisce in serie A l’8 gennaio 2006 a 17 anni in Sampdoria-Livorno 0-2,sotto l’occhio vigile di Walter Alfredo Novellino, ma segna un solo gol in 15 partite.
(Nella foto a sinistra Foti dopo il gol col Trapani)
Meglio in B nel Vicenza nel 2006-07 dove segna 6 reti. Ritorna alla Sampdoria dove non gioca alcuna gara e scende in Sicilia nel Messina in B e in 17 gare va a segno solo 2 volte. In A nell’Udinese dove non scende mai in campo e quindi Treviso con 19 presenze e un solo golletto. Poi a gennaio del 2011 nel Piacenza in B con solo 3 reti.
Poi Empoli in B con 3 gol e 18 presenze. Adesso è a Lecce in Lega Pro 1^ divisione, dove ha segnato di recente contro il Trapani. Salvatore Foti: sette anni di carriera, otto maglie diverse e 16 gol. È ancora giovane, speriamo bene…