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Speciale derby: ‘Sia Palermo che Catania’(1^ puntata)

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


Questa settimana “Generazione di Fenomeni” farà una retrospettiva del derby Palermo-Catania, sabato 24 novembre al Renzo Barbera, ricordando i circa 30, fra allenatori e calciatori che hanno indossato la maglia rosanero e rossazzurra.

Iniziamo con il doveroso ricordo di Carmelo Di Bella, catanese di nascita, e giocatore e allenatore dei due club. Era nato a Catania il 30 gennaio 1921 e ci ha lasciato il 9 settembre 1991 a Palermo. Di lui si può dire che è stato l’accezione del famoso detto latino, “Nemo profeta in patria”, la sua carriera di calciatore, prima da allenatore dopo, si è svolta tutta in Sicilia, con la sole parentesi nel Catanzaro, stagione ’66-67 e ’73-74 e nella Reggiana (Reggio Emilia), dal ’74 al ’76. Al “suo” Catania si deve la famosa frase di Sandro Ciotti, “Clamoroso al Cibali, in un Catania-Inter in cui i siciliani batterono lo squadrone di Helenio Herrera per 2-0, con reti di Castellazzi e Calvarese. Guidò il Palermo dal ’67 al ’71, con l’inaspettata quanto entusiasmante vittoria del campionato di Serie B, nella stagione ’67-’68 e che gli valse il Premio “Seminatore d’Oro”, quale migliore allenatore della stagione. La formazione del Catania schierata contro l’Inter  in quel 4 giugno 1961 fu la seguente: Gaspari, Michelotti, Giavara, Ferretti, Grani, Corti, Caceffo, Biagini, Calvanese, Prenna, Castellazzi. All. Carmelo Di Bella . La formazione tipo del Palermo della promozione in serie A,’67-68: Ferretti, Costantini, De Bellis, Lancini, Giubertoni, Landri,Perucconi,Landoni,Bercellino, Benetti, Nova. All. Carmelo DiBella.

In quel Catania a centrocampo, come il lettore ha potuto notare, vi giocava a centrocampo un calciatore serio e professionista come Alvaro Biagini, che giocò nel Palermo dal 1955 al 1959 e poi fu ceduto “Per un piatto di lenticchie”, - come titolarono i giornali dell’epoca- al Catania dove giocò 7 campionati consecutivi, collezionando 157 presenze e mise a segno 13 gol. Tanino Troja, il miglior giocatore palermitano di tutti i tempi – facendo salvi Tanino Conti, Ignazio Arcoleo e Totò Schillaci palermo– giocò splendidi campionati con la magia rosanero e lasciando una “traccia” indelebile nel cuore e nella mente degli indomabili tifosi della sua generazione. Una sola stagione nel Catania, agl’ordini di Don Carmelo Di Bella, a fine carriera. Tanino Troja con la maglia del Palermo ha disputato 178 partite e solo 12 gare nel Catania. Tanti i gol dell’attaccante, ma il più bello rimane il gol di testa a volo d’angelo al Cagliari, con in porta il miglior portiere di quel periodo, Enrico Albertosi.

(Nella foto a destra il Palermo  stagione 1969/1970)

 

Lorenzo Barlassina, centrocampista d’ordine e diligenza, militò nel Palermo dal ’73 al ’75 con 71 presenze e 2 gol e dopo una breve parentesi nella Pistoiese passò al Catania dal ’78 al ’82 con 134 gare e 16 gol.

Altro centrocampista che militò nelle due squadre siciliane fu Angelo Pereni. Nel Catania dal ’66 al ’72, giocò 192 partite e da centrocampista 8 gol che non sono un bottino da disprezzare. Giocò una stagione nel Palermo. L’ultima in serie A, nel ’72-73, quando, il Palermo, allenato prima da Umberto Pinardi e in seguito da Alvaro Biagini, scese in B, e iniziò il calvario nelle serie minori per ritornare in serie dopo ben 31 anni. Ricordiamola quella squadra: Girardi, Pasetti, Viganò, Reja, Landini, Landri, Favalli, Arcoleo, Troja, Vanello, Vallongo. Con Ferretti, portiere, Sgrazzutti,Fumagalli, Pereni, Ballabio.

Sedette anche nella panchina rossoazzurra nel ’93-’94. Gianni Di Marzio, napoletano di nascita, è stato un buon attaccante, ma non ha mai raggiunto i grandi palcoscenici. Ben diversa la sua carriera di allenatore. Ha guidato squadre di serie A e anche nella stagioni ’82-’83 e ’83-84 il Catania di Angelo Massimino. Dopo estenuanti spareggi con Cremonese e Como, riportò in A in Catania. Nel ’92-93 guida il Palermo in serie B, nell’epoca di Giovanni Ferrara e Liborio Polizzi. Oggi è un acuto osservatore del calcio nostrano e collabora con diverse testate giornalistiche, seguendo in modo particolare il Catania. È il padre del telecronista televisivo Gianluca Di Marzio.

Claudio Ranieri, più famoso come allenatore. Giocò nella Roma, Catanzaro, Catania e Palermo. Giocò 2 stagioni nel Catania nel ruolo di libero, collezionando 92 presenze. Nel Palermo giocò in 2 stagioni solo 40 partite. Essendo, come è noto, nato a Roma s’intende maturamente di derby, Riportiamo una sua dichiarazione in proposito tratta da un sito Internet: “La mia vita è tutta un derby. Il derby, sotto certi aspetti, è la partita più facile perché è talmente vissuto dalla città e dalle tifoserie che un allenatore deve semplicemente controllare le emozioni: calmare l'ambiente, se c'è troppa euforia; tirarlo su quando è depresso”.


Pietro Ciccarelli 21/11/2012
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