



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
Serie B: ''Chi sale e chi scende'' nella 12^ giornata
Messina: andamento lento, forse troppo…
Eccellenza B: bene Tiger, Modica, Vittoria e San Pio X, flop Siracusa. Cade la Fc Acireale
Frase abusata, lo so, ma non mi viene altro in mente per parlare del calcio “dilettante” palermitano nel periodo del suo maggiore fulgore o apogeo (Miii!!!). Pensate, il Palermo faceva il sali e scendi fra serie A e B e mai conobbe la serie C, almeno a mia memoria, dalla stagione 1945-46 fino alla 1983-84. Ma non è di questo che volevamo parlare in questa puntata di Generazione di Fenomeni.
Il Palermo, dunque, fra A e B per circa 40 anni, ma il “tifoso” del calcio, quando i rosanero giocavano in trasferta e tutte le squadre di qualsiasi categoria giocavano all’orario classico delle 14,30, aveva solo l’imbarazzo della scelta. Le seconde squadre di Palermo giocavano in serie D, e non come quest’anno con solo 3 squadre di città appena appena in Promozione.
Tornando agli anni Settanta, in serie D erano 3 le squadre che si disputavano il “primato” cittadino: il Cantieri Navali, l’Amat e la Juventina. In Promozione - l’equivalente dell’attuale Eccellenza - altre 3 squadre: Bacigalupo, Kalsa e Stella Maris. Da vecchio bibliografo e, con l’avvento di Internet in continua “caccia” di libri o foto, nel sito della Storia del Cefalù Calcio ho trovato, nell’archivio di Totò Valenziano, una foto da “pelle d’oca”, almeno per quelli della mia generazione: la Juventina del Dott. Renzo Barbera, che prima di passare alla presidenza del Palermo sfogava la sua passione per il calcio al vertice di questa squadra che aveva il suo terreno di gioco al “Resuttana”, cioè a meno di un chilometro dallo Stadio della Favorita.
La foto è stata scattata alla Favorita, dove spesso giocava la Juventina in occasione di qualche gara di “cartello”, con la presenza numerosa di spettatori che lo “spiazzo” in terra battuta del Resuttana non poteva contenere con l’aggravante e il rischio di vedersi l’intera gara in piedi. Nella foto in alto da sinistra a destra si riconoscono Buzzanca, Cirrito, Piazzi, Di Cristofaro, Bandini. Accosciati, sempre da sinistra a destra troviamo Girgenti, Valenziano, Tranchina, Minutella, Guadagna e un giovanissimo Ignazio Arcoleo.
Usando il mio computer personale che qualcuno chiama “memoria” o “cervello” abbozzo, ma posso anche sbagliare, quello che presumibilmente era lo schieramento in campo in quella gara: Di Cristofaro, Guadagna, Valenziano, Girgenti, Cirrito, Buzzanca, Arcoleo, Bandini, Piazzi, Tranchina e Minutella.
Il portiere Vittorio Di Cristofaro, classe ’41, palermitano, era uno dei migliori portieri della serie D, ma gli facevano una “concorrenza” spietata in quel ruolo anche Franco Morana, Gianni Catania e Gennaro Morello. Terzino destro Guadagna, arcigno difensore, anche se lui non ha mai accettato questa etichetta e me lo ribadì qualche anno fa, quando ci siamo rivisti. Terzino sinistro il cefaludese Totò Valenziano, antesignano di quel ruolo, che allora veniva chiamato terzino fluidificante. Mediano Girgenti, di cui onestamente non ricordo molto, gli anni avanzano per tutti e spero vogliate perdonarmi. A centro area il lungo Cirrito, anche lui di Cefalù ed invalicabile stopper. Da libero giocava Buzzanca, fratello dell’attore di successo palermitano Lando Buzzanca. Il calciatore era un vero signore dentro e fuori dal campo, sempre elegante nel vestire. A destra, il “grande” Ignazio Arcoleo agl’esordi di quella che sarà un grande carriera e del quale non mi soffermo più di tanto, perché è abbastanza conosciuto. Perché con il numero 7, si chiederà qualcuno? Era il “pupillo” del tecnico Cesto Vycpalek, che preferiva dare “l’incombenza” del lavoro duro a centrocampo a Girgenti e Bandini. Vero ed autentico numero 10, nel migliore termine del ruolo (alla Del Piero, Diamanti, Baggio per intenderci e fatte le dovute proporzioni) Pippo Tranchina. In avanti le 2 punte Pazzi e l’alcamese (forse?) Minutella. Tutti siciliani tranne Bandini e Piazzi. Salvo errori o omissioni questa era la Juventina di Barbera, come veniva chiamata in questo modo dai palermitani, per non confonderla con un’altra Juventina che nel 1941-42, dopo aver fatto fusione con il Palermo, venne a formare uno squadrone che militò nel girone H di serie C e vinse il campionato.
P.S. Tutto a memoria. Se qualcuno mi venisse incontro a correggere i miei ricordi non precisi gli sarei grato.