



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
Serie B: ''Chi sale e chi scende'' nella 12^ giornata
Messina: andamento lento, forse troppo…
Eccellenza B: bene Tiger, Modica, Vittoria e San Pio X, flop Siracusa. Cade la Fc Acireale
di Pietro Ciccarelli*
In quel fatale e lontano 7 giugno del '71, il Cantieri Navali perse al Vomero di Napoli contro la corazzata Siracusa e soltanto grazie (si fa per dire) alla monetina il secondo spareggio, dopo quello giocato al Celeste di Messina, per accedere alla serie C. E chi scrive, sempre in quel fatale 7 giugno del '71, perse anche la ragazza di quel periodo, grazie (e ancora ci risiamo con il "si fa per dire") alla maledetta monetina.
Cosa c'entra la sconfitta del Cantieri Navali con la ragazza di chi scrive? Apparentemente nulla, se non fosse che quel pomeriggio più che alla ragazza quel giorno chi scrive (sempre io) aveva la mente allo spareggio della squadra guidata da Carmelo Del Noce. Una minaccia improvvisa cadde
sulla testa (sempre di chi scrive): o la smetti di pensare alla partita ed uscire dalla discoteca ogni 5 minuti per telefonare al giornale o ti lascio. Grosso dilemma. Feci la scelta peggiore: persi la ragazza e perse anche il Cantieri Navali. Grazie alla foto taggata da Lando Alduina, figlio del grande Raimondo, mi è tornato in mente quest'episodio della mia vita di super-amante, fino a sfiorare la mania, di calcio. E' facile, visto il successo del post della settimana scorsa su Generazioni di Fenomeni, rifare lo stesso discorso basandomi sulla foto pubblicata da Alduina.
Cominciamo... Il portiere, Ciccio Morana, dalla sua un solo difetto, anzi due: l'altezza e avere scelto il periodo sbagliato per nascere. Oggi, non avrebbe rivali anche in categorie superiori. Sognò un posto da titolare nel Palermo, ma conosciamo la "lungimiranza" dei dirigenti rosanero di quell'anni. Ludovico Sposito, in questa foto "capellone", secondo la moda di quel periodo, ma lui resta il miglior terzino destro di quell'anni. Totò Di Gaetano, in questa gara relegato a terzino sinistro. La sua generosità in campo non conosceva confini. Giocò una stagione da centravanti in serie D e mise a segno 18 gol.
Francesco Di Gaetano, vista l'altezza che si ritrovava, non aveva rivali nei cross in area di rigore.
Agliuzza, i piedi non erano il suo forte, ma di testa in area i palloni erano tutti suoi. Girava una battuta: a furia di colpire il pallone di testa, persi tutti i capiddi. Bonaldi, arrivò al Cantieri durante il servizio militare. Ottimo centrocampista. Ciro Femiano, campano d'origine e per tanti anni è rimasto legato alla Sicilia dove ha anche svolto compiti da direttore sportivo. Il giocatore, non si discute, poteva fare di meglio. Franco Tirrito, il classico regista con i piedi buoni, diede al Cantieri quel tocco in più per andare in alto.
Giovanni Fatta, palermitano della Kalsa, classe pura. Arrivò, forse in ritardo, in serie B nel Catania. Losio, altro esponente delle reclute militari "catturati" dell'ufficiale dell'esercito Carmelo Del Noce. Velocità e ottimo anche sotto rete. E infine Raimondo Alduina, ancora oggi, i nostalgici come me, e siamo in tanti, ricordano la sua castagna e le sue micidiali azioni in contropiede. Nell'altra foto, Totò Firicano e Natale Casisa, un'amicizia nata nei campi di calcio e continuata nella stessa azienda di lavoro nel post-calcio e che dura ancora. Abitano nello stesso stabile da più di trent'anni.
(Nella foto in alto la formazione che affrontò il Siracusa nella finale per lo spareggio; in basso Totò Firicano e Natale Casisa, quando giocavani assieme in serie C nel Benevento. stagione 1959-'60)
*Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d'origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all'arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell'autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L'Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno "sbocciare" e di tanto altro ancora... Ha pubblicato a sue spese il "libello" intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.