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Francesco Galeoto, 19 anni da professionista

Generazione di fenomeni, di Pietro Ciccarelli


di Pietro Ciccarelli*

Subito a ridosso, neanche a due metri dal terreno di gioco del campo di calcio Rosolino Lo Cicero nel rione Arenella di Palermo, un ragazzo dai capelli biondi levigava per otto ore il marmo che sarebbe servito per le tombe del vicino cimitero dei Rotoli. Nel tardo pomeriggio, smessa la tuta e gli stivaloni di gomma per proteggersi dall'acqua, andava ad allenarsi. Sognava, sognava il ragazzo, ma la squadra dei Delfini, che militava in Prima categoria, era seguita solo dai parenti e qualche amico dei 22 atleti che la domenica scendevano in campo.

E così, nessuno sapeva di questo talento, che giocando da mezz'ala, faceva la differenza e i Delfini, nella stagione 1991-92, vinsero il campionato. Chi scrive non è un talent scout di professione, ma francamente per capire che Francesco Galeoto era un vero talento non ci voleva molto. In quegli anni, e ancora adesso, seguivo per il giornale catanese La Sicilia la partite del cosiddetto calcio minore, e chiesi al capo-servizio di potere scrivere un articolo su questo calciatore. Mi fu detto subito di sì e, addirittura fu creata un'apposita rubrica settimanale che parlasse delle "promesse" del calcio dilettanti. Iniziai proprio, e non poteva essere diversamente, con Francesco Galeoto. Il giovane si stupì che c'era un giornalista che volesse intervistarlo. I soliti "esperti", addetti ai lavori e osservatori, dopo aver letto il pezzo, dissero che sì il ragazzo era bravo, ma che ormai a 20 anni non poteva fare molta strada, al massimo arrivare nel campionato di Eccellenza.

Il presidente dei Delfini, un giorno mi disse: «Non m'importa dei soldi per il cartellino di Francesco, vado a parlare con la dirigenza del Palermo, e se mi promettono che lo faranno giocare da titolare nel torneo Primavera, Galeoto è già in rosanero». E così, quel giovane biondo che, secondo alcuni esperti non poteva giocare oltre l'Eccellenza, ha collezionato 19 anni da professionista, con 555 0 556 presenze (secondo le fonti alcuni gli accreditano 43 presenze nella stagione 2003-04 nel Treviso, altre 44 presenze) e 11 presenze in serie A con la squadra veneta. Gli almanacchi ricordano il suo esordio in A il 28-agosto-2005 a San Siro contro l'Inter. Ha contribuito alla promozione del Taranto dalla C2 alla C1 nella stagione 2000-01, del Genoa dalla serie B alla serie A nel 2006-07, del Crotone dalla Prima divisione in serie B nella stagione 2008-09, e in quest'ultima stagione ha militato nel Barletta Prima divisione. E pensare che per alcuni non poteva andare oltre i campionati dilettanti!

Ma non finisce qui. Nel 2005, è stato premiato come migliore giocatore del Treviso in una serata di festa nel Teatro San Marco di Vicenza. Da mezz'ala Francesco cambia ruolo diventando difensore di fascia destra, ruolo che copre tutt'ora con il motto: "Da qui non si passa". Chi scrive, da inguaribile tifoso di squadre della nostra Isola e del Palermo in assoluto, preferisce ricordarlo in C1 nel Trapani con Ignazio Arcoleo in panchina e nel Palermo per due stagioni con i gruppo dei "picciotti" palermitani Pietro Assennato,Giovanni Di Somma, Giancarlo Ferrara, Ignazio Ignoffo, Gaetano Lo Nero, Massimiliano Pisciotta, Giacomo Tedesco e Gaetano Vasari, Giuseppe Compagno e Davide Campofranco. E poi, se permettete, nella gara di Coppa Italia il 30 agosto 2005 contro il Parma alla Favorita e i palermitani Galeoto, Pisciotta, Giacomo Tedesco,Campofranco, Di Somma e l'indimenticabile e fantastica doppietta di Tanino Vasari.

Da quel ragazzo un po' imbranato e timido del 1991, Francesco (Ciccio a Palermo e Checco a Treviso) Galeoto è diventato un professionista eccezionale, un atleta e uomo che si è fatto voler bene in tutte le piazze dove ha giocato. Recentemente ha dichiarato che, nonostante i suoi 39 anni, che non ha alcuna intenzione di smettere e che nel suo futuro vede ancora il calcio, naturalmente come allenatore, ma che è ancora presto per appendere le scarpe al chiodo.

 

LA CARRIERA DI GALEOTO

 

1992/93 PALERMO 0
1993/94 CERVETERI 28
1994/95 TRAPANI 33
1995/97 PALERMO 67
1997/98 SALERNITANA 34
1998/01 PESCARA 77 (2 gol)
2001/02 TARANTO 27
2002/06 TREVISO 116 (3 gol)
2006/07 AREZZO 33
2007 GENOA 19
2007/08 MESSINA 40 (1 gol)
2008/2010 CROTONE 58
2010- BARLETTA 23

 

(Nela foto in alto a destra Francesco Galeoto; in basso a destra la formazione del Palermo sceso in campo contro il Parma in Coppa Italia il 28 agosto 2005, in piedi da sinistra a destra: Berti, Rizzolo, Di Già, Ferrara, Biffi, Giacomo Tedesco; accosciati da sinistra a destra: Vasari, Caterino, Pisciotta, Galeoto e Iachini)

 

Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d’origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all’arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell’autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L’Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno “sbocciare” e di tanto altro ancora… Ha pubblicato a sue spese il “libello” intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.


Redazione Golsicilia 08/06/2011
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