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Talento rosanero in dono alla Capitale. Potrebbe essere il titolo per raccontare la storia calcistica di Gaetano D’Agostino che ha iniziato a dare i primi calci nelle giovanili del Palermo, ma gli osservatori della Roma presero al volo la proposta di un talent scout locale che segnalò il ragazzino appena sedicenne alla Roma. Giocò subito da titolare nella Primavera dei giallorossi diretta da Aldo Maldera. Era la Roma del primo ciclo di Zdenek Zeman e al timone della società della famiglia Sensi.
Di quella squadra Primavera gli unici a continuare la carriera con apprezzabili risultati furono Luca Ferri, Daniele De Vezze, Andrea Giallombardo, ma il migliore di tutti, lo è ancora all’età di appena 30 anni, Gaetano D’Agostino. Il futuro regista deve però attendere due stagioni per l’esordio in serie A. Debutta, infatti, il 5 novembre del 2000 in Brescia-Roma 2-4.

Gaetano D’Agostino, nasce a Palermo il 3 giugno 1982, m. 1,82, Kg 77. Dopo tanta anticamera nelle Roma trova spazio nel Bari, in serie B, il cui amministratore unico e fra i migliori direttore sportivo è quel Carlo Regalia, ex validissimo centravanti e altrettanto ottimo uomo mercato che con la complicità di Attilio Perotti in panchina “consegna” la squadra al talentuoso regista palermitano che ricambia con 30 prestazioni di notevole spessore tecnico, meritandosi la riconferma per l’anno successivo: in totale nei 2 anni fra i biancorossi pugliesi D’Agostino colleziona 63 presenze e solo due reti, ma di ottima fattura.
Il suo ritorno alla Roma è inevitabile, ma la corsa per una maglia da titolare è aspra e difficile. Il nostro Gaetano deve vedersela con Dacourt, Mancini (Faiolhe Amantino Alessandro), Perrotta, l’inamovibile Francesco Totti e gli allora emergenti Aquilani e De Rossi, e così a gennaio va a “dirigere” in serie A la squadra del Messina di Bortolo Mutti e l’ex stopper rosanero Mauro Di Cicco che fa da secondo all’ex centravanti atalantino. Inevitabile tifare Messina se D’Agostino, con Totò Aronica e Alessandro Parisi, forma il trio dei palermitani.

Consacrazione definitiva nell’Udinese: in totale 114 presenze e 12 gol, di cui ben 11 nel 2008-09 con la “guida” del marsalese Pasquale Marino. Poi in Toscana, prima nella Fiorentina di Sinisa Mihajlovic, 20 presenze e 5 gol e dalla scorsa e attuale stagione nel Siena di Beppe Sannino, prima, e Serse Cosmi, poi.
P.S. Abbiamo scritto della Roma e mi sembra doveroso ricordare un altro, palermitano non rosanero, recentemente scomparso, Bartolomeo Tarantino (nella foto a sinistra). Un difensore che giocò prima fra i dilettanti nel Licata, meritandosi la maglia azzurra della categoria, per passare in seguito alla Roma dei Cudicini, Losi, Carpanesi, ex rosanero, degli argentini Francisco Ramon Lo Jacono, Valentin Angelillo, per un breve periodo allenatore del Palermo, Pedro Manfredini, detto Piedone, e del campione del Mondo 1950, l’uruguaiano Juan Alberto Schiaffino. Poi Tarantino giocò nel Venezia, sempre in A, con a fianco Tonino De Bellis. Bartolomeo, detto Bartolo, è anche il padre del più famoso Massimo, di cui scriveremo nelle prossime puntate, anche lui, palermitano non rosanero.