



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
Serie B: ''Chi sale e chi scende'' nella 12^ giornata
Messina: andamento lento, forse troppo…
Eccellenza B: bene Tiger, Modica, Vittoria e San Pio X, flop Siracusa. Cade la Fc Acireale
di Pietro Ciccarelli
Dal mitico maestro Cutrera, che allenò il Palermo dell’immediato dopoguerra, a Carmelo Del Noce, secondo di Mimmo Renna nella stagione ’80-81, e per finire ad Ignazio Arcoleo. Sono in pochi i palermitani che hanno allenato la squadra rosanero. Salutiamo con piacere la “promozione” come secondo di Devis Mangia del palermitano di Corso dei Mille Onofrio, detto Nuccio, Barone. Per l’occasione e per concessione di me medesimo dal “libello” Generazione di Fenomeni, edito nel 2008, sempre da me medesimo a spese dello scrivente me medesimo, da pagina 30 della medesima pubblicazione e, sempre scritta da me medesimo, stralciamo la pagina dedicata a Onofrio Barone.
“Come i vini in cui esistono le annate buone e meno buone così, per chissà quale inestricabile motivo, per i calciatori a volte si verifica la stessa cosa. Così nel 1964 sono nati dei formidabili calciatori come Roberto Mancini, Beppe Iachini ex rosanero. In casa nostra Giacomo Modica, di Mazara del Vallo, ma cresciuto nel Palermo dove giocherà anche in prima squadra. E poi quel Totò Schillaci, capocannoniere a Italia ’90 e “giapponese” per un paio d’anni. Ma c’è anche Onofrio Barone, nato a Palermo, appunto il 4 luglio del 1964. Barone inizia nelle giovanili del Palermo e per alcuni dirigenti la sua non eccelsa statura è un valido motivo per ritardare il debutto in prima squadra.
Chi ci crede è un giovanissimo aspirante giornalista sportivo, che ha la “tracotanza” di scrivere che per lui Barone è un grande centrocampista e si meraviglia come mai i tecnici della prima squadra rosanero non si sono accorti di lui. Apriti cielo! Il giovane cronista subisce una tremenda reprimenda per avere osato tanto! Deciso a difendere la sua opinione non scende a compromessi e alla fine sceglie di non scrivere più e studiare lettere. Adesso è uno stimatissimo professore universitario. Chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso…?
Bando ai pettegolezzi e torniamo al calcio e al tanto sospirato debutto in prima squadra nel 1982 agli ordini di Mimmo Renna: accumula 18 presenze e un gol. Stesse presenze l’anno successivo, ma niente gol. Nel 1984, il purgatorio della C1 e stavolta da titolare fisso. Si conferma ottimo giocatore dai piedi buoni e professionista serio anche nell’85, con 30 presenze. Una sfortunata stagione nel Messina, poi ad ottobre in rossonero nel Foggia. Cinque anni nella città di Renzo Arbore con la serie A tanto attesa, e l’esordio niente meno che, a San Siro contro l’Inter, il primo settembre 1991.
Ormai è un uomo d’ordine in mezzo al campo e possiede a 28 anni la necessaria esperienza per meritare la fiducia dei Matarrese che lo vogliono nella città di San Nicola, Bari. Poi Verona in coppia con Baroni, ma non ci si deve confondere. Un’altra squadra rossonera, la Lucchese e nel ’98 il ritorno nella squadra d’origine, il Palermo in C1. Nuccio a 35 anni non smette e va a mettere a disposizione la sua esperienza nel Trapani in serie D.
Ha iniziato la nuova avventura da allenatore. Comincia come secondo di Beppe Materazzi e poi di Antonio Conte nel Bari. Poi l’esperienza non del tutto positiva ad Ibiza, e adesso nuovamente nella sua “seconda” casa il Renzo Barbera. Auguri “Carboncino”!
(Nella foto a sinistra Nuccio Barone; a destra il Bari stagione 1993/1994 in cui si riconosce a destra il portiere Alberto Fontana)