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Maurizio Miranda: una roccia ancora da scalfire

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


Solo 5 partite in maglia rosanero in serie B, nella stagione ’82-’83 e poi più nulla. Anche per Maurizio Miranda, si può dare benissimo la definizione latina: nemo profeta in patria. Dopo avere fatto la trafila nelle giovanili rosanero, passa in prestito al Francavilla, in Puglia, e deve fare i conti con un certo Lamberto Leonardi, che, impressionato dalla sua stazza (1,85 m per 79 kg), decide di trasformarlo in centravanti. Solo 7 presenze.

Il Palermo non crede in lui e Maurizio Miranda va in C2 nell’Alcamo, dove riprende a giocare nel suo ruolo naturale di “stopper” e colleziona ben 32 presenze e anche un gol. Poi la svolta. Il tecnico della Primavera del Palermo di un paio d’anni prima, un certo Zdenek Zeman, si ricorda dei tanti suoi “allievi” e lo “chiama” a Licata in C1, dove esplode definitivamente, assieme al gruppo di palermitani “non visti” dal Palermo. Partecipa alla straordinaria avventura del Licata: dall’Eccellenza di Natale Casisa alla serie B di Giuseppe Papadopulo, in solo 6 anni.miranda

Maurizio Miranda non si ferma solo a Licata. Nella sua carriera da professionista inserisce nel curriculum ben 75 presenze, suddivise fra Alcamo, Licata, Foggia e Messina. «Non voglio immaginare come sarebbe andata la mia carriera di calciatore senza l’aver conosciuto, prima di tutto un “uomo” come Zeman e poi lo straordinario tecnico che ha dimostrato e dimostra di essere». Ricordo – prosegue Maurizio Miranda – che quando il boemo andò ad allenare il Parma in serie A, mi cercò, ma in quel periodo ero reduce da un infortunio e l’affare sfumò».

(foto a destra, Maurizio Miranda con la maglia rosanero)

Persona schietta e sincera Maurizio Miranda. «Vuole proprio sapere come sarebbe stata la mia carriera senza Zeman? Avrei fatto la fine dei tanti ragazzi palermitani, vivacchiando sui campi minori della Sicilia, com’è accaduto a tanti altri meno fortunati di noi del  “gruppo licatese”; e purtroppo accade ancora». Ma Miranda non può stare lontano dai “prati verdi” (quando ci sono in Sicilia…) e prosegue la sua carriera da allenatore, conseguendo anche il “patentino d’allenatore professionista di 2^ categoria”, cioè può allenare fino alla Prima divisione Lega Pro.

Foto in basso, Foggia stagione 1989/1990. Da sinistra: Zangara (palermitano), Ferrante, List, Maurizio Miranda, Codispoti, Rambaudi; accosciati: Nunziata, Fonte, Manicone, Signori, Barone (attuale 2° di Mangia).

foggiaCome tecnico ha iniziato ad Iglesias (Sardegna) in Eccellenza come allenatore-giocatore, poi nell’ordine Bagheria, Cephaledium, Sancataldese, Panormus e Gattopardo in serie D e una Coppa Italia vinta con il Casteldaccia oltre a due stagioni a Carini. Una professione quella di allenatore sempre legata ad un filo, meglio ai risultati. Il nostro Maurizio Miranda, attualmente collabora con una Scuola calcio, ma il suo “mestiere” è quello di allenatore professionista. La domenica è in giro sempre fra i campi di calcio, pronto a documentarsi e in attesa di una proposta seria e, anche se fuori della nostra Isola, va bene ugualmente…

di Pietro Ciccarelli


Redazione Golsicilia 30/11/2011
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