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S.G.E.S. Palermo, mi ritorna in mente…

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


di Pietro Ciccarelli*

Devo al bel libro di Vittorio Di Simone, “Lo Sport, metafora di cittadinanza in Sicilia”, uscito nel 2006, se ogni tanto mi rituffo nel passato e mi rivedo giovane ed appassionato di calcio. Seguivo allora un mio compagno di classe che giocava in una squadra di Allievi, la Rigamonti. Si doveva fare in fretta, dopo l’allenamento, a farsi la doccia e lasciare libero lo spogliatoio: dovevano allenarsi quelli della SGES, acronimo di (Società Generale Elettrica Siciliana) che militava in Promozione (l’attuale Eccellenza, ma se permettete, come tasso tecnico equivale almeno alla Seconda divisione di adesso, ndr).

Era una combriccola di “ragazzoni” che amavano giocare a calcio e fare scherzi fra di loro, ma giocavano da veri professionisti. Quando iniziavano l’allenamento, invece di ritornare a casa e andare a studiare, rimanevo a bordo campo a osservarli ed era un vero spettacolo. Pian piano cominciai a simpatizzare con molti di loro e negli anni successivi, cominciando a collaborare con i quotidiani come cronista sportivo, la simpatia diventò vera amicizia. Ma a me piace ricordarli come erano in quel lontano 1963 (come risulta dalla foto a destra). Ecco la formazione: Gianni Catania, Ludovico Sposito, U Miciò Di Cesare, Vittorio Di Simone, Franco Firicano, Ciccio La Mattina, Carluccio Tarantino, Paolo Casisa, Peppe Zappulla, Enzo Zummo e Totò Firicano. Portiere di riserva Vincenzo Provenzani. All. Silvio Cammarata e medico sociale Dottor. Sergio Mantia.

In quegli anni ancora non esisteva ancora a centro area lo stopper e il libero. Ci si schierava in difesa con due terzini di fascia e un centromediano, a centrocampo con un mediano di difesa e un mediano d’attacco, una mezzala di centrocampo (solitamente il pensatore o regista), una mezzala d’attacco e 3 attaccanti: ala destra, centravanti e ala sinistra. Il modulo 3-4-3, preferito da tutte le squadre, compreso la Nazionale Italiana e il favoloso Brasile di Pelè. Abbozzo, con l’ausilio dei pochi neuroni rimastimi, di dare un profilo tecnico di qui Fenomeni per davvero.

Il portiere Gianni Catania, fortissimo fra i pali. Volava da un capo all’altro della porta con la massima disinvoltura, come se non avesse fatto altro nella sua vita. La presa? Calamita aveva nelle mani… (passate il sicilianismo, ndr) Perché non ha fatto carriera? Meglio un posto alla Generale e in seguito Enel, che l’incerto mondo del calcio. Ludovico Sposito, una roccia e dotato di buona tecnica individuale. Calci sugli stinchi degli avversari? Sapientemente distribuiti, mai quando osservato dall’arbitro. Un impiego sicuro al Policlinico. U Miciò Di Cesare: calci, solo calci, fortissimamente calci. Vittorio Di Simone, ottimo controllo di palla e generoso combattente. Laurea e un futuro da funzionario all’Enel. Franco Firicano, il terzo di 6 fratelli tutti calciatori. Forse il più modesto, ma si guadagnava la pagnotta… Ciccio La Mattina. Avete presente Frank Raijkard? U stissu… Tocco di palla, visione di gioco e intelligenza calcistica da vendere. Troppo amico mio per continuare… Un posto sicuro alla Esattoria. Carluccio Tarantino, ala destra nell’accezione migliore del termine. Bassino di statura, ma i cross erano perfetti. Paolo Casisa, la mente della squadra. Fra il pallone e lui c’era di mezzo solo la “panza”. Peppe Zappulla, in area ogni tiro era un gol. Enzo Zummo, ovvero, quando l’unico amore è il pallone. Il pallone è mio e non lo passo a nessuno. Totò Firicano, la dannazione dei difensori: dribbling, tiro da qualsiasi posizione. Anche per lui un posto all’Enel. Silvio Cammarata, un buon amico per questi ragazzi. Con questi giocatori c’era ben poco da insegnare. Il Dottor Sergio Mantia, ortopedico fra i più apprezzati a Palermo. Fu in seguito anche medico sociale del Palermo. Sarà vero quello che ho scritto o la memoria mi tradisce???

P.S. Se vi è piaciuta la mia dissertazione al di fuori del tempo e dello spazio, la prossima settimana vi parlerò dei giocatori del Cantieri Navali, che vedete nella foto, gentilmente messa a disposizione da Francesco Di Gaetano, figlio del grande Totò e attuale secondo di Roberto Boscaglia nel Trapani in Prima divisione.

 

 

*Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d'origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all'arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell'autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L'Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno "sbocciare" e di tanto altro ancora... Ha pubblicato a sue spese il "libello" intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.


Redazione Golsicilia 27/07/2011
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