




di Pietro Ciccarelli*
Non poteva essere diversamente da parte di un calciatore: sono 11 le maglie che il palermitano Massimiliano Pisciotta ha indossato nella sua quasi ventennale carriera da professionista. E resta anche, se vogliamo, da aggiungere la maglia azzurra del Ragusa in D e quella gialloblu della Cosmos, settore giovanile. Lo abbiamo rintracciato tramite telefono nella nuova casa, e sembra anche quella definitiva, di Lammari, una frazione del comune di Capannori in provincia di Lucca. «Sono contento – dice l'ex "picciotto" rosanero - di sentire l'accento palermitano. Mandi un saluto alla mia Palermo e quartiere dove sono nato, Borgo Vecchio».
Max Pisciotta si sottopone volentieri alle domande e spiega, secondo il suo modo di vedere, perché
da un rione - tantissimi a Palermo - dove non esistono strutture adeguate per lo sport e il calcio in particolare, sono usciti fuori giocatori come Vittorio Guzzo, che militò nel Lecce ed Ascoli negli anni 60-70, Alfonso Ammirata, detto Fofò, ex tecnico della Primavera del Palermo e attualmente del Gela, il popolarissimo Tanino Vasari e non ultimo certamente Pisciotta. «Noi ragazzini stavamo interi pomeriggi a giocare al pallone per la strada e tutto questo contribuiva ad affinare, malgrado non esisteva un vero campo di calcio, la tecnica individuale e a tirar fuori necessariamente la "grinta", altrimenti soccombevi». Inizia a fare sul serio in una squadra giovanile dall'ambizioso nome di Cosmos (società che ha scoperto e valorizzato anche Lirio Torregrossa, poi passato nel Licata di Zeman e nel Torino, ndr). Si fa le ossa e matura definitivamente nel Ragusa in D. A fine stagione risulta e viene premiato come miglior centrocampista di serie D della stagione, siamo nel 1990-91. Poi passa fra i rosanero del Palermo, nella Primavera e il debutto in C1. Rimane fra i "rosa" quattro anni, collezionando una presenza in C1 e 82 in serie B con Gaetano Salvemini prima e due stagioni "magiche" con Ignazio Arcoleo, facendo parte dei cosiddetti "picciotti di Arcoleo".
Cosa ricordo di quelle due stagioni? «L'immensa voglia di far bene e la spensieratezza che il mister ci infondeva. Si andava agl'allenamenti come fossimo tutti un'unica famiglia e a casa nostra. No, nessuna rivalità fra di noi: era davvero uno spogliatoio unito. Poi in tanti abbiamo percorso strade diverse, anche se tutti meritavamo di fare la stessa carriera, ma il calcio è fatto così». Se gioco ancora? «Sì, in Eccellenza nella squadra del Lammari, ma solo per divertimento. Il mio futuro? Penso che non mi sposterò più da Lammari. In fondo è a solo a sei chilometri da Lucca e poi sono stanco di girare in lungo e in largo la Penisola».
Nella sua carriera Massimiliano Pisciotta ha giocato per cinque anni in Sicilia, un anno in Toscana,
due in Puglia, due a Roma nella terza squadra della capitale, uno nelle Marche e uno in Campania. Abbastanza per decidere di fermarsi al due passi da Lucca. Gli anni più belli e la squadra in cui mi sono trovato bene? «Ogni esperienza della mia carriera ha avuto i suoi lati negativi e positivi. Certo, giocare in B nella squadra della tua città e con a fianco ben nove palermitani e quattro siciliani non è facile da dimenticare (Pietro Assennato, Davide Campofranco, Giuseppe Compagno, Giovanni Di Somma, Giancarlo Ferrara, Francesco Galeoto, Giovanni Ignoffo, Gaetano Lo Nero, Giacomo Tedesco e Gaetano Vasari, Giorgio Calabrese, modicano, Giorgio Lucenti, ragusano, Angelo Tasca, modicano, Nino Barraco, marsalese, ndr) ma anche nelle altre squadre ho ricevuto sempre l'affetto dei tifosi e la stima degli allenatori e dei dirigenti. Forse, l'ultima stagione in C2 nella Nuova Igea, mi ha lasciato un po' d'amarezza. Infatti, la società è fallita». Se sono il capitano del Lammari? «No, mi diverto e basta. Mi è stata offerta la fascia, ma non mi interessava e ho lasciato ad altri, che ci tenevano più di me».
Cosa farò dopo 20 e passa anni da calciatore? «Sono decisioni importanti. Farò l'allenatore o qualche altra cosa. Ripeto – conclude Pisciotta – sono stanco di girare la Penisola e resterò con ogni probabilità in Toscana. Ho letto il suo post su Golsicilia che parlava di Tony Di Maggio. Abbiamo trascorso assieme una bella stagione ad Acireale. Mandi i miei saluti a Tony e uno saluto particolarissimo ai tifosi rosanero, che sognano la Champions League, e alla mia Sicilia».

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Carriera di PISCIOTTA MASSIMILIANO |
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425 partite di cui 83 in B nel Palermo (fonte Wikipedia)
(Nella foto in alto Max Pisciotta con la maglia del Ragusa nel 1991; in basso Pisciotta e Cardinale, attuale alleantore della Palermitana; ancora più in basso la formazione del Palermo 1994/95: da sinistra a destra Brambati, Taccola, Ferrara, Biffi, Mareggini; accosciati da destra a sinistra Maiellaro, Battaglia, Caterino, Pisciotta, Iachini, Campilongo. In quella stagione era allenatore Gaetano Salvemini e presidente Liborio Polizzi e amministratore delegato Giovanni Ferrara)
*Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d'origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all'arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell'autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L'Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno "sbocciare" e di tanto altro ancora... Ha pubblicato a sue spese il "libello" intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.
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