



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
Serie B: ''Chi sale e chi scende'' nella 12^ giornata
Messina: andamento lento, forse troppo…
Eccellenza B: bene Tiger, Modica, Vittoria e San Pio X, flop Siracusa. Cade la Fc Acireale
Dal Nord con amore… Da Cesto a Gino, da Gonars ad Alvaro…
Sono diventati più palermitani dei palermitani. Sono arrivati a Palermo per indossare la maglia rosanero e sono rimasti per sempre nel capoluogo, innamorati del nostro sole, del nostro mare e dei profumi della nostra eterna primavera.
Nel 1947 arriva per giocare nel Palermo, direttamente dalla Juventus, Cestimyr Vycpàlek (foto a destra) una grande mezzala che contribuirà a far promuovere il Palermo in Serie A. Durante la guerra era stato internato nel campo di concentramento di Dachau uscendone vivo e, finito il conflitto il secondo conflitto mondiale, riprende a giocare. Assieme ad un altro cecoslovacco, Korostelev, viene ingaggiato dalla Juventus. Il bianconero, insieme al rosanero, saranno per sempre legati alla sua vita di calciatore e di uomo. La spiaggia di Mondello diventa la sua seconda casa e non manca un’estate in cui lo si può incontrare a prendere il sole. Compra anche un villino. Poi l’avventura a tutti nota del suo passaggio dall’esonero del Mazara, in serie D, allo scudetto con la Juve nelle stagioni 1971-1972 e 1972-1973. Ci ha lasciati per sempre il 5 maggio del 2002, dieci giorni prima di aver compiuto 81 anni. È sepolto a Palermo.
Da “Cesto”, come affettuosamente veniva chiamato Vycpalek, a Benigno De Grandi. Meglio conosciuto come Ninetto e detto “Fiordaliso”. Anche lui arriva da una grande squadra, il Milan, dove nell’anno dello scudetto 1950-1951, aveva disputato 30 partite. È sempre rimasto legato alla maglia rosanero allenando dagli Allievi alla prima squadra. Vive ancora a Palermo, dove ha fra l’altro svolto il ruolo di Direttore Tecnico e Osservatore sportivo in varie squadre siciliane. Ha anche fatto il rivenditrice di macchine e l’amministratore di condominio. Prima di Francesco Guidolin, è stato l’ultimo allenatore, nella stagione ’71-‘72, a portare il “suo” Palermo in serie A.
Da Montecatini Terme, via Atalanta, arriva il centrocampista Alvaro Biagini (foto a sinistra) che rimarrà per sempre a Palermo, dove vive ancora oggi e, assieme a Tonino De Bellis, dirige una scuola calcio. Gioca quattro stagioni nel Palermo, poi passa al Catania e per sei anni vive con i “cugini” rossazzurri l’avventura in serie A con Carmelo Di Bella in panchina. Quella squadra divenne famosa per il “Clamoroso al Cibali”.
Da Taranto, a soli 19 anni, arriva il giovanissimo terzino destro Antonio De Bellis, detto Tonino. Sarà per anni il beniamino dei tifosi rosanero. Dopo allenerà anche lui il Palermo, come hanno fatto Vycpàlek, De Grandi e Biagini, stagione 1972-1973.
Graziano Landoni, dopo avere giocato nel Messina, Lazio e Atalanta e Catania, arriva nella stagione 1967-1968 al Palermo e subito dopo ne diventa capitano contribuendo alla promozione dei rosa in serie A. Allenerà, ma senza tanta fortuna, anche lui il Palermo nella scalognata stagione 1983-1984, al posto di Gustavo Giagnoni e non potrà evitare la retrocessione in C.
Ha superato da poco i 70 anni, ma è ancora in “forma”. Gestisce un negozio in via Empedocle Restivo.
(Nella foto a destra il Palermo stagione 1967/1968)
Anche “Ginone” Raffin è rimasto a godersi il sole di Palermo e a fare anche lui il negoziante. Giramondo, ha giocato nel Lecco, Biellese, Livorno, Venezia, Brescia, Palermo, Pro Vercelli e Casale. Come allenatore è stato alla guida del Potenza e due stagioni nel Sorrento. Non molto dotato tecnicamente, sfruttava la sua altezza (1.90 m.) e la sua prestanza fisica.
di Pietro Ciccarelli