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Beppe Vegna, ovvero il calcio di punizione

Generazione di fenomeni di Pietro Ciccarelli


di Pietro Ciccarelli*

Adesso è un tranquillo signore sessantenne in attesa della pensione. E francamente, per chi non lo ha conosciuto, difficilmente può pensare che questo signore dall'aria tranquilla sia stato il terrore dei portieri delle squadre siciliane di serie D.

Non era un attaccante, ma una mezz'ala che non disdegnava mai l'appuntamento domenicale con il gol. Specializzazione: il calcio di punizione. Il segreto? «Non esiste una formula magica. Prima studiavo la posizione della barriera e attendevo che un giocatore avversario uscisse dalla barriera, e poi miravo l'angolo più distante dal portiere e quasi sempre facevo gol». Beppe Vegna ci racconta la sua "avventura calcistica" con un sorriso lievemente velato di malinconia e senza apparente emozione. «Nel periodo in cui giocavo io - dice Giuseppe Vegna, per tutti Beppe - noi siciliani non venivamo considerati al livello nazionale. Tanti di noi avrebbero potuto spiccare il volo verso altri lidi e invece, complice anche la "cecità" dei dirigenti delle squadre dilettanti, i più fortunati dovevano "accontentarsi" al massimo della serie C». Vegna propone un esplicativo esempio della sua carriera e di molti altri talentuosi coetanei. «Mi sono trovato a superare un muro - spiega l'ex centrocampista - al di là del quale c'era la gloria e i milioni; ed invece non sono riuscito a scalare la vetta e oltrepassare il muro».

I soldi?. «Ne ho guadagnati un bel "gruzzolo" che mi ha consentito di formare una famiglia e mi sono preso tante tante soddisfazioni. A Gela, quando militavo nel Terranova, passeggiando per le vie del centro era un continuo salutare e acclamazioni in piena regola, neanche fossi Roberto Bettega (vero idolo dei tifosi della Juventus degli anni Settanta, ndr). La finale fra Siracusa e Cantieri Navali? E come si può dimenticare. Io militavo dalla parte opposta, cioè nel Siracusa. Assieme a Mimmo Di Matteo e Sebastiano Schiavo eravamo i tre palermitani contro il "mio" Cantieri Navali"». Di quella finale è ancora tutto è ancora tutto impresso nella memoria dell'ex di entrembe le squadre. «La gara si disputo al "Vomero" di Napoli, dopo che le due squadre avevano vinto a pari merito in campionato con 47 punti ciascuna. Il primo spareggio si disputo a "Celeste" di Messina e finì 0-0. Il regolamento d'allora non prevedeva né tempi supplementari né calci di rigore, ma la ripetizione della gara che si disputò una settimana dopo a Napoli. Ad inizio partita, passò in vantaggio il Cantieri Navali con Losio. Per il Siracusa sembrava finita, ma ai tempi supplementari il palermitano Sebastiano Schiavo batté una punizione per il Siracusa ed fu il pareggio. Non rimase più tempo per il recupero, e l'arbitro - non erano a quel tempo previsti i calci di rigore - alzò al cielo la monetina che decretò la vittoria del Siracusa». Le formazioni?. «Sono trascorsi quasi quarant'anni dal quel 7 giugno 1971, ma ci provo. L'arbitro era il signor Celli di Trieste. Il Siracusa schierava: Fazzino, Degl'Innoccenti, Corvino, Schiavo, Conti, Di Matteo, Anastasio, Lobascio, Vegna (poi fui sostituito nel finale con Peluso), Paterliti. L'allenatore era Enzo Benedetti, ex "bandiera" del Palermo. Nel Cantieri Navali c'erano: Franco Morana in porta, Agliuzza, Sposito, Totò Di Gaetano, Ciccio Di Gaetano, Bonardi, Femiano, Fatta, Losio, Franco Tirrito e Raimondo Alduina. Allenatore era Carmelo Del Beppe VegnaNoce».

Il Palermo e perché non ho mai giocato in prima squadra? «Erano altri tempi e noi giovani palermitani non venivamo neanche presi in considerazione». Capitolo chiuso da tempo e Beppe Vegna preferisce glissare. Dopo tanti anni, ha ormai metabolizzato. «I miei ricordi più belli - risponde Vegna - sono legati agli anni trascorsi a Siracusa, nel Terranova, nell'Akragas, allenato da Totò Di Gaetano, e le tante stagioni da tecnico. A Licodia Eubea, squadra di Promozione, per due anni ho abitato nella cittadina con tutta la famiglia, spesato di tutto, stipendio e ai premi di partita a parte. E poi i tanti gol messi a segno e le tante vittorie di campionato sia da giocatore che da allenatore. Akragas, Alcamo, Folgore, Ravanusa, Lercara, Termitana, Carini e poi con il mio Cantieri Navali, adesso Fincantieri, dalla Seconda Categoria in Eccellenza».

Pensavate che Beppe Vegna fosse uscito definitivamente dal gioco del calcio? Ma neanche per sogno. Eccolo ancora a sbracciarsi e ad urlare alla guida degli Allievi Regionale dello Sporting Arenella. Sì, proprio la squadra del suo rione, l'Arenella, dove è nato e ha dato i primi calci a "u palluni".

 

(Nella foto in alto a destra il Cantieri Navali, con Beppe Vegna secondo giocatore in piedi da sinistra, accanto al fisioterapista; nella foto in basso a destra Beppe Vegna oggi)

 

* Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d'origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all'arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell'autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L'Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno "sbocciare" e di tanto altro ancora... Ha pubblicato a sue spese il "libello" intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.


Redazione Golsicilia 27/04/2011
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