



S.C. Siracusa, Cutrufo: «Ci aspettavamo il sostegno della piazza, ma raggiungeremo la Serie D»
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Gioca in Promozione nella squadra dei Delfini Vergine Maria, ma non è pentito scelta maturata solo un mese fa. Anzi, dice con orgoglio, che la sua decisione è stata consapevole e stimolante. Antonio, detto Ninni, Cangelosi, classe ’93, è quello che si dice un talento naturale. Una definizione che dice poco e non chiarisce fino in fondo il suo modo spontaneo di giocare a calcio, fatto di visione di gioco, controllo di palla, e capacità di liberarsi dell’avversario di turno con la massima naturalezza.
Esagerato per un giocatore che gioca in Promozione e in una squadra che occupa un ancora pericolosa zona salvezza? Forse, ma permettetemi una mia digressione personale. I tanti anni di esperienza nel seguire per “professione” e per hobby gare di calcio mi fa dire che Ninni Cangelosi è uno con il pallone ci sa fare. A Palermo si usa dire: “Ci rici ru tu a u palluni”.
Tanta è la naturalezza con cui tratta la sfera di cuoio. Come calciatore inizia negli Allievi del Palermo sotto gli occhi attenti di mister Dario Golesano. Poche gare in prima squadra in Eccellenza nell’ormai scomparso Sporting Arenella, ma divide le sue rare presenze con un doppio impegno settimanale fra Allievi e Juniores dei rivieraschi. Quanto basta per trasferirsi nella Berretti del Trapani per 2 stagioni.
Il primo anno con Mario Gabriele e la stagione successiva agl’ordini di Stefano Firicano. Resta, però, fermo per 6 mesi per una frattura al menisco, ma ritorna “come nuovo” accettando l’offerta della Parmonval, ad inizio della stagione in corso dove gioca 8 gare. Poi i Delfini Vergine Maria, sotto la guida del tecnico Christian Perricone che non ha alcun esito a consegnargli la maglia numero 10: vorrà pur dire qualcosa.
Da quando lei è entrato a far parte dei verdi del rione Arenella, la squadra ha collezionato 2 pareggi consecutivi e da 4 settimane vince senza conoscere ostacoli. Merito suo, naturalmente?
«Non credo sia soltanto merito mio. È tutta la squadra che ha cambiato marcia. Oltre al mio contributo, che lascio giudicare agli altri, sono arrivati tanti nuovi ragazzi come il portiere Muratore, Tumminia, il forte difensore Di Grazia, Di Stefano, Pantano e sono rimasti i vari Di Maria, Palazzolo e l’intramontabile Maurizio Gallì, 43 anni. L’ambiente è sereno e poi, non perdiamo da 6 partite.
Peccato il girone d’andata chiuso all’ultimo posto con solo 7 punti in classifica, una sola vittoria e 11 sconfitte».
Quando arriverà la chiamata da una grande squadra per Ninni Cangelosi?
«Intanto la ringrazio della fiducia, che detto da lei, che ha una vasta esperienza in merito, non può che farmi piacere. Spero presto, ma non prima di avere contribuito alla salvezza dei Delfini Vergine Maria. Tanti mi fanno complimenti e sembra che sia seguito da squadra professionistiche e di serie D, ma nulla di concreto ancora. Ci terrei tanto a fare il calciatore di professione».
Chi scrive è stato tanti anni fa facile profeta per un altro ragazzo che giocava nello stesso campo, Ciccio Galeoto, chissà…