




di Pietro Ciccarelli*
Non conosciamo l’origine del toponimo Acquasanta, ma sicuramente il riferimento a qualcosa di “miracoloso” deve esserci se attorno al rettangolo di gioco nell’omonimo rione dal 1957 è nata una squadra che per anni, dopo i rosanero, ha fatto sognare i palermitani amanti di calcio. In origine si chiamava “Dopolavoro Cantieri Navali Riuniti”, ma per i palermitani era semplicemente “U Cantieri”.
Per la rubrica settimanale Generazione di Fenomeni, non ci occuperemo, in questa puntata, di ex calciatori, ma di fenomeni sicuramente. Il vecchio Cantieri Navali ha cambiato da parecchi anni il nome sociale, ma non è cambiato di molto tutto il resto: grande è stato il Cantieri Navali e grande è adesso la Fincantieri. Grandi
come calciatori, anche se giovani d’età, più specificatamente Allievi. Questa squadra, o meglio, la società della Fincantieri ha quasi tutti gli anni un appuntamento fisso con lo “scudetto”: sì, quel triangolino tricolore che ogni anno una squadra di serie A si cuce nella maglietta. La Fincantieri allievi, dal 2004 al 2011 e per sette anni consecutivi, ha fatto una corte spietata allo scudetto vincendolo nel 2004 e partecipando a due finali perdendo nel 2008 di misura conto la Liventina (Tv) e di recente, il 22 giugno 2011, la finalissima ai calci di rigore per 3-4 contro la Sestese, sul neutro di Asciano, in provincia di Siena.
Dal florido vivaio rossoblu sono passati fra i professionisti i fratelli Amedeo e Luigi Silvestri e il promettente Giuseppe Prestia, titolari nella Primavera del Palermo di Paolo Beruatto. Il Vicenza, squadra di serie B, ha pescato Antonino Lo Nardo e Luca Savasta. Man bassa ha fatto il Gela in Prima divisione, portandosi in giallorosso Domenico Balistreri, Gaetano Maiorana, Vincenzo Manfrè e l’attaccante di origine ganese Davies Opoku. In Puglia, si sono trasferiti, rispettivamente nel Taranto e nel Barletta, Giuseppe Maniscalco e Salvatore Tarantino, dopo una stagione nel Pomigliano.
Questi i tanti “fiori all’occhiello” di Matteo Di Fiore. «A parte il gioco di parole, saranno anche degli splendidi boccioli, ma nulla nasce dal caso». Il segreto? «Non esiste segreto - spiega con malcelato orgoglio, Matteo
Di Fiore, il tecnico delle meravigliose cavalcate dei rossoblu - è il frutto di un costante lavoro, non solamente dell’allenatore, ma anche di una società che non lascia nulla al caso, e naturalmente dei ragazzi e dei loro genitori. Certo, la fortuna deve un po’ sempre essere dalla tua parte, ma il successo arriva se sei convinto di quello che fai e soprattutto convinci i ragazzi a seguirti». Sono in 24 gli Allievi in organico e a contendersi la maglia da titolare la domenica. E’ doveroso citarli. Claudio Barone, Andrea Rizzo, Michele Brancato, Fabrizio Ragusa, Riccardo Lo Cicero, Marco Favarotta, Giorgio Inguglia, Alessio Vaccaro, Josehua Siragusa, il capitano Mario Falanga, Nicolas Maira, Cristian Pecoraro, Tommaso Bonanno, Walter Picone, Luca Davì, Antonio Di Bella, Mario Cosenza, Giorgio Stassi, Giuseppe Sangiorgio, Emanuele Bertuglia, Davide Calvaruso, Dario Farruggia, Andrea La Mantia e Roberto Crimi.
«Quante volte alla settimana ci alleniamo? Le sedute settimanali sono quattro di circa due ore. Iniziamo la preparazione immediatamente dopo Ferragosto con la consapevolezza da parte dei ragazzi che solo il lavoro paga. Pensi che due nostri giocatori fanno i pendolari, Siragusa da Castelvetrano e Maira da
San Cataldo». Mi chiede chi è il migliore della squadra? «Senza dubbio, i genitori. Sì, sono loro la nostra arma segreta. Periodicamente riuniamo dirigenti, staff tecnico, genitori e i ragazzi per discutere delle problematiche inerenti al nostro “lavoro” e per risolvere collettivamente i problemi che regolarmente sorgono durante la stagione. Nella sfortunata finale di Asciano erano ben 80 i genitori venuti in Toscana con ogni mezzo. Al di là, di come può finire una partita - si congeda e ringrazia Matteo Di Fiore - per noi della Fincantieri resta sempre la consapevolezza di avere svolto un buon lavoro e la certezza di far crescere in primo luogo degli uomini e poi dei calciatori».
(Nella foto in alto la formazione della Fincantieri; in basso la Fincantieri festeggia la vittoria del titolo regionale; qui sopra l'allenatore Matteo Di Fiore)
*Pietro Ciccarelli nasce a Mussomeli il 7 febbraio 1945. A sette anni con tutta la famiglia si trasferisce a Palermo, ma le sue vacanze estive sono tutte trascorse nel suo paese d'origine. Gli anni più belli e che fanno parte dei suoi ricordi sono gli anni Sessanta. Vive sia da spettatore che da protagonista il passaggio repentino dalla economia prevalentemente rurale all'arrivo della motorizzazione. Conclude gli studi magistrali, ma lavorerà per 35 anni nel settore dell'autoscuole. Due sono le sue vere passioni: il calcio e la letteratura italiana. Non ha mai giocato a calcio, in maniera seria, ma a 23 anni inizia a collaborare con Il Giornale di Sicilia, poi al Diario e al giornale L'Ora. Dal 1982 collabora ininterrottamente con La Sicilia di Catania, occupandosi di sport. Cercando su Google Pietro Ciccarelli, si possono leggere tutti i suoi scritti: calcio e recensioni di libri. Inizierà a collaborare con Golsicilia, con una rubrica che si occuperà di ex calciatori che hanno storie e ricordi da raccontare, dei talenti che potranno "sbocciare" e di tanto altro ancora... Ha pubblicato a sue spese il "libello" intitolato Generazione di Fenomeni, che parla della carriera dei giocatori nati a Palermo che hanno militato in serie A e B, che è andato letteralmente a ruba.
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