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Giuseppe D’Agostino e “La mia voce rosanero”

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


Mi sono chiesto, quando sono stato invitato alla presentazione del libro di Giuseppe D’Agostino, se il “professore” era ugualmente bravo nello scrivere così come la sua “voce” che inonda tutta la Palermo rosanero.

Pensavo di essere uno dei pochi, quando non sono a seguire le mie amate squadre dilettanti, a spegnere il volume del televisore e seguire la partite commentate da Giuseppe D’Agostino. Ed invece ho scoperto che siamo in tanti. Ma spesso, non mi occorre seguire le immagini in televisione, mi basta il resoconto di “The Voice”.

d'agostinoAdesso basta con il panegirico e la “sviolinata d’obbligo” per il collega, e passiamo al libro. Voglio essere “cattivo” e dare il beneficio dell’opera prima al professore di fisica con l’hobby del giornalismo, ma non ci riesco. Giuseppe D’Agostino entra in punta di piedi, quasi a volersi scusare per questo suo “appunti di viaggio” che vuole dividere con i tanti tifosi. Sì, in realtà, non è un libro, ma una serie di “sensazioni” o meglio, una confessione di tutti i peccati commessi in tanti anni di radiocronache. Appunto confessioni, quale a volersi scusare con i tifosi della sua “presunzione” di essere seguito ed amato dal un gran numero di radioascoltatori.

(A destra la copertina del libro "La mia voce rosanero")

Ma qual è il peccato di D’Agostino? Quello di amare incondizionatamente lo sport. Un peccato commesso da molti e tutti da spedire immediatamente a fare compagnia ai “lussuriosi” nel Quinto canto dell’Inferno dantesco. Perché lo sport, e in particolare il calcio, è amore infinito, che non si può tradire: è libidine, godimento, quasi un amplesso, è lussuria allo stato puro, senza se e senza ma. Di tutto questo Giuseppe D’Agostino è complice e parte attiva e soprattutto contagioso. Condanniamo Giuseppe? Ma quale condanna!! 

Per molti di noi giornalisti, come me, si fa per dire, fare l’inviato è “il sogno” per eccellenza. Occorrono, però, delle doti che nessuna scuola può insegnarti e Giuseppe ne ha dato prova da tanti anni. Era atteso alla “prima” come scrittore. Ma, forse, Giuseppe D’Agostino quando ha cominciato a scrivere il libro, il cui titolo non poteva che essere: “La mia voce rosanero”, non ha pensato di scrivere un vero libro. Forse un diario o un racconto di sensazioni e delle tante avventure a cui non immaginava di andare incontro. Questo lavoro di “The voice” riflette quello che ho sempre immaginato  fosse “la persona” Giuseppe D’Agostino.

Estrapoliamo, come usa farsi, un piccolo breve brano che troverete a pagina 75 de “La voce rosanero”.

ciotti“Gli istanti successivi furono un meraviglioso e indimenticabile delirio. Brienza che con le braccia aperte corse a perdifiato verso la panchina. Guidolin che si voltò e strinse il pugno in un gesto di esultanza che era totalmente inconsueto per un uomo calmo e misurato come lui. Gli spalti del Barbera che esplosero come se sotto i sediolini ci fossero trentacinquemila candelotti di dinamite”

(A sinistra il "maestro" di tutti i radiocronisti sportivi Sandro Ciotti)

“Nonostante tutto, seguire il calcio è la mia professione. Non c’è da stupirsi dunque che questa professione mi appaia fin troppo simile a una condanna. Se non altro, l’esperienza di tutti questi anni mi è servita per imparare due o tre cose sul calcio, che è venuto il momento di mettere per iscritto”. Pagina 152 del “Quarant’anni di parole” di Sandro Ciotti.  Sono pochi i giornalisti che sanno “parlare” e “scrivere”. Giuseppe D’Agostino ha superato l’esame e lui se ne intende… Vero professore?

Giuseppe D’Agostino, nato a Roma il 6 giugno 1966 ma da sempre residente a Palermo, svolge parallelamente da quindici anni le attività di docente e di giornalista sportivo. Ama definirsi “scienziato per vocazione, insegnante per scelta, giornalista un po’ per caso e molto per passione”.Laureato in Fisica nel 1995 all’Università di Palermo, ha insegnato informatica, matematica  e fisica prima all’Università e poi alle scuole superiori, coltivando nel frettampo l’attività di cronista. Nel 2000 diventa giornalista pubblicista e radiocronista delle partite del Palermo per Tele Giornale di Sicilia e Radio Giornale di Sicilia, con cui tuttora collabora. La sua voce, ormai conosciuta e amata da tutti i tifosi, ha accompagnato la scalata dei rosanero dalla serie C ai vertici del calcio italiano. Celeberrima la sua frase “il sogno è diventato realtà”, con la quale ha celebrato il ritorno del Palermo in serie A il 29 maggio 2004. Sposato dal 2001 con Giovanna, ha due figli, Federica di nove anni e Marco di tre.


Pietro Ciccarelli 06/06/2012
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