moto ricambi ed accessori, caschi personalizzati, vespa, givi, cif, bardahl, agv , airoh, yamaha, suzuky calzaturificio scarpe per bambini a palermo vendita ricambi ed accessori per cellulari nokia, samsung, iphone, smarthphone tipografia , incisioni laser, cassette per vino, registri scolastici, traforo laser, stampa digitale
 

Sceneggiatura di un amore…’Pu palluni’ (puntata 1)

Generazione di Fenomeni, di Pietro Ciccarelli


«Ma a te piace il calcio?».

«Sì, ma non ho visto mai una partita vera. Il televisore a casa non l’abbiamo ancora e vado al casino dei civili, ma non sempre, purtroppo. Gli unici che ho visto giocare  sono alcuni ragazzi che nel pomeriggio vanno dietro le case popolari».

«Cosa sono le case popolari?».

«Quelle che vengono assegnate ai poveri e agli impiegati del comune e a quelli dell’EAS. Si sono messi assieme e si sono fatti un palazzo che noi in paese chiamiamo: “il grattacielo rosso”».

Michele, pur provandoci a volere prendere in giro il “viddano”.- Così gli abitanti del capoluogo chiamano gli abitanti dell’entroterra. Cede alla curiosità e chiede a Melo: «Cos’è l’EAS?».

«Sono quelli che mandano l’acqua dentro le case». Risponde con sicurezza il “viddano”.

«Ma si scimunitu - risponde di rimando Michele, che forte della sua superiorità di cittadino non gliela vuole dare per vinta al paesano - l’acqua nelle case la mandano quelli del Municipio».

«Forse in città, al mio paese la manda il signor Nenè Nevorelli , ogni tre giorni e quando ritarda per lui sono guai seri. Spesso rischia di essere preso a vastunati».

«Ma tu viddano sei?» Provoca Michele, che vuole affermare la sua superiorità di ragazzo del capoluogo della Sicilia.

«Che vuoi dire con “viddano”?» - Ribatte Melo senza lasciarsi irretire.  «Al paese “viddanu” significa contadino e non è una parola d’offesa e poi io sono figlio di civili. Mio padre è stato socio fondatore del Casino dei civili». 

«Mizzica, ora uno apre un casino  e passa pure per persona per bene e, come dici tu civile. Mi viene di ridere».

«Guarda che da noi Casino, significa circolo ricreativo». 

«E appunto più ricreativo di un Casino…».

A Melo non piace affatto la piega che sta mettendo il colloquio e comincia ad innervosirsi. Melo è un bravo ragazzo, ubbidiente, studioso, ma facilmente irritabile, come vedremo nel seguito della storia e cerca di troncare sul nascere l’inutile sfottò di Michele.

«Senti se hai voglia di  fare lo spiritoso dimmelo, così rido pure io la facciamo finita».

«Miii chi sei permaloso, caro il mio viddano rignicolo»

«Io sarò viddano, come dici tu, ma rignicolo proprio no». 

«Ma che hai capito? Ti pare che ti volevo offendere un’altra volta e ti volevo paragonare ad un ragno, rignicolo significa paesano ancora arretrato ra caminata a peri».

Il cittadino rimarca ancora di più la presunta superiorità, chiamando a supporto i negozianti vicino alla stazione.  «I commessi dei negozi, quando vedono avvicinare uno di paese dicono: “prepariamoci che stanno arrivando i rignicoli e fra poco ci divertiamo a prenderli in giro”».

Melo scocciato dell’andazzo della conversazione, comincia a farlo capire all’improvvisato amico. «Ma non avevamo cominciato, se mi piaceva il calcio, perché sta andando a finire che quasi ci  stiamo sciarriannu?».

«Che ne so io? Hai cominciato tu con la storia del casino». Michele, mette in campo il suo vocabolario personale, con una serie di parole tipicamente gergali con Melo, ancora educatino e figlio di persone civili  non riesce a capire. Ne viene fuori un altro battibecco, che solo in apparenza sembra allontanare i due, ma che sarà l’ulteriore cemento di un’amicizia che durerà per tutta la vita.

«A proposito. Ma, pilu ni firrìa al tuo paese?».

Melo, sorpreso, ma subito di rimando: «Per prima cosa, non ho l’abitudine di dire parolacce e, ho capito che quest’ultima lo è; secondo poi, non capisco cosa vuoi dire?».

«Può essere, non sai chi è u pilu.

«Cosa è lo so. Non capisco che vuoi dire, con “ni firria”».

«Ora vengo e mi piego, come dice mio padre: “ci sono ragazze con cui ci si può facilmente ‘ngrizzare, se vi sono i Casini, quelli veri, dove si incontrano le pulle”».

«Sì fitusu e vastasu. Mi metti in difficoltà con queste parole palermitane. Sei furbo, ma con me non attacca, hai capito benissimo che abito da poco in città e molte parole del dialetto palermitano non le capisco».

«E che vieni dall’America? Mi pare che il tuo paese è in Sicilia e poi non lo faccio apposta, noi parliamo così. ‘Ngrizzare significa, quando ti metti con una ragazza, ma solo per divertirti. E poi tu poco fa - ribatte risoluto Michele - con la storia delle case popolari e dell’EAS non hai fatto lo stesso?». (fine 1^ puntata).

Di Pietro Ciccarelli


Redazione Golsicilia 17/05/2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti Articoli correlati
Golsicilia.it © 2013 Testata giornalistica telematica sportiva registrata presso il Tribunale di Palermo con pratica n.6 del 03/02/2010 e il Registro operatori della comunicazione con pratica n.20399
Direttore responsabile Dario Li Vigni  –   Edito dalla Montalbano editore di David Montalbano - via Cortigiani, 19 – 90135 Palermo – P.I. : 02582420846