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Milazzo, punti preziosi buttati al vento

L’editoriale


Minuto 87 della gara contro la Vibonese: Doukara, l’attaccante francese della squadra calabrese, mette in rete un pallone pesante, il pallone che pareggia i conti con il vantaggio mamertino firmato da Mangiacasale poco più di un quarto d’ora prima. Per il Milazzo è un brutto, anzi bruttissimo, colpo: quella salvezza tanto agognata e che con la vittoria sarebbe stata molto più vicina, dato che i siciliani avrebbero anche superato diverse dirette concorrenti, sembra di colpo più lontana.

Tutto sembra complicarsi in un solo attimo e, come se non bastasse, i ragazzi di Catalano e Trimarchi vanno addirittura vicini a un k.o. che avrebbe avuto del clamoroso, con l’espulsione di Lanzolla e la punizione di Caridi terminata di poco a lato. Non tanto per la gara in sé e per sé, che ha avuto ben poco da offrire in termini di occasioni e spettacolo, quanto piuttosto per come si era messa la partita, con una classifica che poneva il Milazzo in una posizione di classifica relativamente tranquilla.

Quali i difetti di questa squadra? Forse ancora sono molti, alcuni trascinati da inizio stagione e dalla gestione Amura, altri che vengono fuori partita dopo partita. C’è però da constatare che spesso in difesa si commettono errori elementari, quegli svarioni che, come ama dire qualche tifoso, possono commettere soltanto “giocatori distratti”. Ricordiamo sempre, però, che si tratta di ragazzi di poco più di 20 anni e che criticare può essere costruttivo, è vero, ma a volte può anche essere letale.

Sterilità offensiva? Ieri il Milazzo ha schierato in attacco un Chiaria forse ancora non al meglio della condizione fisica: l’ex melfitano aveva saltato le ultime due gare per infortunio, ma ieri, data l’importanza della partita, la sua vena realizzativa poteva essere una mano santa per la squadra. Assistito non al meglio dai compagni, i quali spesso cercavano la punta, troppo isolata, esclusivamente con lanci lunghi, Chiaria ha cercato di fare il possibile.

Il gol, però, come ogni tanto capita, è arrivato dalla panchina: merito di quel “folletto”, Fabio Mangiacasale, subentrato a un Proietti ancora non al top della condizione. Al piccolo jolly mamertino, sono bastati appena nove minuti per essere decisivo: servito da Cuomo, Mangiacasale aveva trovato il guizzo giusto per battere il portiere avversario e portare in vantaggio i suoi. Peccato non sia bastato, due punti pesanti sono volati via, ma ora guai a perdere un colpo…


Luca Di Noto 02/04/2012
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