



Catania-Bologna 2-0: le pagelle del match
E' tornato il Lodi show, il Catania batte il Bologna e torna in corsa
Messina: anno nuovo, vecchia storia
Ecc. B: la Tiger vola a +4. S.Pio forza 9, Modica e Siracusa corsare, Igea e Taormina travolgenti
Acque sempre più agitate a Milazzo. E non parliamo del porto o del maltempo, ma della burrasca societaria che sta mettendo la posizione del club nel calcio professionistico sempre più a rischio. I dirigenti sono tutti scomparsi: Peditto & Co. risultano irrintracciabili e neppure il Comune, dunque, può avere un interlocutore serio, o pseudo-tale. La riunione svoltasi ieri sera, convocata dal presidente del Consiglio Comunale Pergolizzi, è stata caratterizzata dalla relazione di Pippo Midili.
L’assessore allo sport ha iniziato il suo racconto dall’ormai lontano mese di giugno, quando i Lo Monaco affermarono di avere intenzione di rimettere la società nelle mani del Comune: «A oggi non mi risulta che questo passaggio sia avvenuto. Nonostante questo a metà luglio, abbiamo concesso il nostro stadio per le gare interne: un atto indispensabile per l'iscrizione al campionato. Il 25 luglio abbiamo appreso della cessione al gruppo Peditto, il quale dopo aver promesso di presentarsi il primo di agosto, è venuto al Comune venti giorni dopo. E’ seguita la presentazione della squadra che – è bene dirlo - non è stata promossa dall'Amministrazione comunale».
A prendere la parola è poi stato il consigliere Franco Cusumano, grande tifoso della squadra mamertina, il quale non è stato per niente tenero con le persone che compongono, o comporrebbero - a questo punto il condizionale è d’obbligo - la nuova società: «Questa nuova società è fatta da prestanome dei Lo Monaco. Personaggi senza soldi da bandire immediatamente da Milazzo. Tutta la situazione attuale era una truffa già preparata per infangare, calpestare e deridere l'immagine di Milazzo. Ormai la squadra è retrocessa ma dobbiamo cercare di salvare il titolo. Denunciamoli penalmente, devono mollare la società».
Nuovamente l’assessore allo sport Midili, prendendo nuovamente la parola, ha tirato in ballo questa volta la Lega: «Il tesseramento di ben 42 giocatori è un’anomalia che doveva risaltare subito e solo a fine mese gli ispettori della Covisoc saranno a Milazzo per accertamenti. Sulla questione stadio invece va chiarito che l’agibilità è sospesa solo per le gare della SS Milazzo. Quella che manca è la sicurezza esterna allo stadio, che deve essere garantita dalla società. Alla riunione con la Commissione di Vigilanza l'amministratore delegato Tortorella si è presentato senza nessun documento in mano. Per questo non è stato dato l'ok».
Non si è fatta attendere la replica del presidente della Lega Pro, Mario Macalli, che questa mattina ai microfoni di Tlp ha affermato: «Penso che il Milazzo sia una squadra con grandi problemi che non risolverà. Credo finirà di giocare presto. Ha già falsato un campionato facendo giocare la squadra ‘Berretti’. I problemi del Milazzo non li conosco perché i controlli non li faccio io. Io organizzo i campionati. La fidejussione in mano ce l'ho, come Lega sono a posto. L'assessore cerchi di far bene l'assessore a casa sua che a casa nostra ci pensiamo noi. Faccia attenzione a come parla, perché lo porto in tribunale. Stia zitto che è meglio».
Infine, non si capisce ancora se Peditto & Co. abbiano effettivamente la voglia e la capacità di vendere una società mai gestita fino in fondo. Se così fosse, comunque, sono diverse le ipotesi per l’acquisizione del club mamertino: la più longeva è quella della presunta cordata romana che sarebbe in trattative già da diversi giorni, mentre nelle ultime ore si era fatta strada anche la voce che l'onorevole Cesare Previti fosse interessato alla società, notizia prontamente smentita alla nostra redazione dallo stesso avvocato: "L'avvocato Cesare Previti smentisce categoricamente di aver mai manifestato l'intenzione di rilevare la società Milazzo Calcio, ovvero di voler partecipare a qualsivoglia iniziativa concernente il futuro assetto societario della medesima società".
Palermo ''campione d'inverno'': a chi vanno attribuiti i meriti maggiori?