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"I campionati si vincono soltanto con un'ottima difesa, senza quella non si va da nessuna parte". Recita così, più o meno a memoria, una delle leggi fondamentali del calcio. E consultando almanacchi e ripercorrendo campionati recenti e anche meno, si scopre che difficilmente la squadra più forte non fosse anche quella con la miglior difesa.
Ieri il Milazzo è riuscito a pareggiare non prendendo gol dal Perugia, una delle squadre che puntano dritte dritte alla promozione e che finora vanta il miglior attacco (con Catanzaro, Chieti e Gavorrano), della categoria e che conta in rosa uno dei migliori realizzatori del campionato, Clemente. Il reparto difensivo, insomma, da qualche giornata a questa parte gira veramente bene: soltanto tre le reti subìte nelle ultime sei partite, da quando Catalano è in panchina, con conseguente fiducia trasmessa anche al resto della squadra.
Chi segue il Milazzo, chi ha questa passione e porta i colori rossoblu nel proprio cuore avrà però notato che c'è anche una tendenza che sarebbe opportuno capovolgere: i gol realizzati sono troppo pochi, soltanto dieci, e i mamertini hanno il peggior attacco del campionato, alla pari con Ebolitana e Aversa Normanna. Soprattutto tra le mura amiche, i rossoblu sono andati a segno soltanto quattro volte, divise in due occasioni (una rete al Fano e tre al Melfi).
I ragazzi di Catalano difficilmente, quando va bene, riescono a segnare più di un gol e soltanto in una circostanza, contro il Melfi appunto, l'attacco non è rimasto fermo a quota uno. Come se fosse un dato storico, quasi epocale. Per il resto i mamertini hanno segnato un gol nelle sfide contro Vigor Lamezia, Catanzaro, Gavorrano, Campobasso, Fano, Ebolitana e Arzanese. Reti che non sono servite, però, ad avere una situazione di classifica che possa far sorridere e guardare al futuro con più ottimismo.
C'è da dire che la prossima sfida sarà quella in casa del Celano, squadra ultima in classifica con la peggior difesa (35 gol subìti). Gli abruzzesi già in tre partite hanno subito cinque reti ciascuna (contro Aprilia, Vibonese e Fondi che di certo non sono tra le squadre più prolifiche e pericolose sottoporta). Insomma la squadra abruzzese sembra già condannata alla retrocessione, ma attenzione: il Celano ha vinto una sola partita e l'ha fatto contro la capolista L'Aquila. E se è vero che i campionati si vincono solo con le ottime difese, possiamo aggiungere che senza un attacco che realizzi gol la situazione di classifica difficilmente migliorerà.
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