Milazzo, tra il tracollo e il colpaccio

L’editoriale


Il pareggio ottenuto ieri pomeriggio dal Milazzo, allenato eccezionalmente, in settimana, da Carmelo La Spada (complice l’assenza per gravi motivi familiari di mister Tosi) ha lasciato intravedere molte cose buone per la squadra mamertina che era reduce dalla pesante batosta interna contro il Forlì, 0-4.

RISULTATO Già dal punteggio si capisce come la gara sia stata emozionante e vibrante, con continui colpi di scena: il 3-3 finale non mostra però che il match avrebbe anche potuto essere più ricco di gol, che non sono arrivati per le tante occasioni sciupate da una parte e dall’altra. Ai punti, probabilmente, il Milazzo avrebbe meritato qualcosina di più.

MODULO Mister La Spada conferma il 4-3-3 con il quale il Milazzo era sceso in campo contro il Forlì; sebbene contro i romagnoli non abbia dato i risultati sperati, contro il Fano le novità sono Campanella come terzino destro e i rientri di Salustri ed Evola, che hanno scontato il turno di squalifica. La squadra ha cominciato sin da subito a giocare bene e a macinare gioco.

PARTENZA SPRINT Un ottimo avvio da parte del Milazzo, dicevamo, condito da almeno due-tre occasioni più o meno nitide prima del vantaggio firmato da Mignogna al 6’. Il primo tempo è stato quasi tutto di marca milazzese, tranne qualche raro lampo dei marchigiani in avanti. I giocatori hanno fin da subito mostrato grinta e voglia di fare, per riscattare la sconfitta precedente.

POSSIBILE COLPACCIO C’è mancato poco perché il Milazzo tornasse in Sicilia con i tre punti: la mole di gioco offerta e le occasioni collezionate, infatti, lasciavano presagire che i mamertini potessero fare bottino pieno e far sorridere un po’ di più la classifica. Dopo la rete del 2-1, firmata da D’Amico in rovesciata, c’è stata l’ingenuità: fallo di Salustri e rigore che Piccoli mette in rete senza difficoltà.

POSSIBILE TRACOLLO Se c’è mancato poco per un successo a sorpresa dei siciliani, senza dubbio c’è mancato ancora di meno che i rossoblu restassero a bocca asciutta. Al 92’ la classica disattenzione difensiva, su azione di calcio d’angolo, e Colombaretti fa 3-2 per il Fano. Fortunatamente, soltanto 60 secondi dopo, Mancini ha riequilibrato il match pareggiando definitivamente i conti.

CRESCITA Impossibile non notare qualche progresso da parte della formazione rossoblu, dopo le prime due uscite, soprattutto quella disastrosa con il Forlì: la squadra ha dominato per più di un’ora e ha gestito il pallino del gioco portandosi costantemente in avanti, ma concretizzando poco, rispetto alle palle-gol collezionate. E’ ovvio che ancora c’è tanto da lavorare, ma dopo il match di Fano bisogna assolutamente guardare al bicchiere mezzo pieno, quello che ha fatto vedere una squadra che non molla mai. E ora, sfida alla Pro Patria con rinnovato ottimismo.


Luca Di Noto 17/09/2012
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