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Il Milazzo e la professionalità… dei giocatori!

L’editoriale


Quella appena trascorsa è stata senza dubbio una delle settimane più difficili e complicate dell’intera storia della SS Milazzo. E purtroppo, nonostante la comicità dettata da alcuni avvenimenti in particolare - basti pensare al presidente Peditto che “gioca a nascondino con alcuni tifosi, restando nel portabagagli di un’auto - nessuno ha ritenuto quanto successo situazioni comiche, anzi… Le ultime settimane, dal punto di vista societario, hanno fatto letteralmente ridere, ma, come si suol dire, in certicasi purtroppo si ride per non piangere: e sono quelle lacrime amare che ti fanno capire che la società non ha né capo, né coda.

La dirigenza ha commesso tanti, troppi errori e sicuramente il primo è quello di aver preso tutto eccessivamente alla leggera: il fatto di non pagare i giocatori dall’inizio del ritiro e lasciarli a loro stessi (senza materiale tecnico), sono cose che non si vedono più neppure in Terza Categoria. A Milazzo, Peditto si è praticamente fatto portavoce di quei tifosi che non avrebbero mai voluto il ritorno di Lo Monaco. E certe dichiarazioni del presidente, certe sue uscite, ci hanno lasciato in più di una occasione abbastanza stupiti, a bocca aperta.

Ma passiamo ora alla partita di ieri: gli aggettivi e le qualifiche che abbiamo usato per la società, infatti, non possiamo certo usarli per definire la squadra. Una squadra dal cuore grande, passata in svantaggio contro una big del campionato e, contro tutti i pronostici, capace di recuperare il passivo di due reti e chiudere il match conquistando un punto. Una squadra fatta di veri professionisti, i quali, nonostante tutte le problematiche inerenti anche ai loro stipendi, si sono “lamentati” soltanto per un pomeriggio, tornando subito ad allenarsi, anche se sul fronte salari tuttp è rimasto invariato..

Contro la Pro Patria, sono bastati soltanto sei minuti per cominciarea vedere tutto nero. Sei minuti è il tempo che ha impiegato Serafini per portare i suoi in vantaggio, con il punteggio poi “rimpinguato” anche grazie alla rete di Falomi. Nell’intervallo qualcosa deve essere successo, ma dalle distinte si intuisce solamente che Della Penna ha lasciato il posto a Calcagno. E che qualche minuto dopo il ritorno in campo, mister La Spada farà un cambio decisivo: fuori Cartone, dentro Dama, il giocatore che ha dato il via alla riscossa mamertina. Rimonta completata da D’Amico, che si sta dimostrando una pedina importante nello scacchiere tattico rossoblu.

Una squadra di professionisti, dicevamo, e dalla professionalità encomiabile. Quella rossoblu è una compagine che, continuando così, può rendere orgogliosi i tifosi e gli appassionati delle sorti della squadra rossoblu. I calciatori andrebbero ringraziati uno per uno, ma siamo sicuri che con gli applausi, domenica dopo domenica, riceveranno quel giusto calore che li porterà a dare il 120% anziché il 100%. Ok, gli applausi non sono certo lo stipendio, ma questi giocatori hanno dimostrato di vivere anche per la soddisfazione dei supporters mamertini. E in questo caso, la società ha molto da imparare dai propri ragazzi…  


Luca Di Noto 24/09/2012
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