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Salvatore Amura è nato il 15 dicembre del 1964 a Torre Annunziata, frazione che si trova vicino Napoli. Comincia la sua carriera di allenatore nel 2005, quando il Catania gli affida il compito di allenare le giovanili e svolge questo compito per quattro stagioni. Nel 2009 passa alla squadra Primavera dei rossazzurri, squadra che guiderà per due anni, con la quale si toglie delle belle soddisfazioni conquistando un quarto e un terzo posto nelle regular season. Il 13 luglio scorso, però, per Amura arriva la grande occasione: viene chiamato sulla panchina di una squadra professionistica, il Milazzo, il cui posto di allenatore era rimasto vuoto dopo l'addio di mister Venuto. Ecco cosa ci ha detto il nuovo allenatore dei mamertini.
Mister Amura, negli ultimi anni ha conquistato tanti buoni risultati con la Primavera del Catania. Cosa si prova ad allenare una squadra di professionisti?
«Sicuramente è un’esperienza molto importante sia per il mio futuro di allenatore e sia per il futuro dei ragazzi che, sono certo, daranno il massimo per mettersi in mostra e proporsi alla gande platea del calcio professionistico. Dal punto di vista personale, ci metterò tutto quello che ho per ripagare la fiducia che la società ha riposto in me. Il lavoro non mi spaventa, anzi...».
Questo ritiro precampionato comincia tra molte incertezze, prima fra tutte quella riguardante il numero di gironi di Seconda Divisione e il numero delle squadre. Cosa si aspetta e si augura, in tal senso?
«Al momento non ci sono molte certezze purtroppo. Non è bello cominciare a lavorare e non conoscere la conformazione dei gironi. Un campionato a venti squadre, fra l’altro, renderebbe la vita ancora più dura a tutti, anche per le trasferte che potrebbero divenire lunghe e dispendiose sotto ogni punto di vista. Il nostro lavoro, comunque, rimane pressoché lo stesso. Preparare al meglio i ragazzi per farli rendere al massimo durante l’arco della stagione».
A Milazzo troverà tanti ex giocatori del vivaio rossazzurro. Questo potrà rendere più facile il suo compito?
«Sta a me, in ogni caso, renderlo facile o meno. Certamente, conoscere già le caratteristiche tecnico-tattiche e personali di molti ragazzi faciliterà non poco il mio compito, anche perché conosco piuttosto bene pure i calciatori che hanno militato nel Milazzo nella passata stagione».
L'anno scorso il Milazzo ha fatto molto bene, conquistando un ottimo terzo posto. Cosa le ha chiesto la dirigenza in termini di obiettivi per quest'anno?
«Salvezza tranquilla e valorizzazione dei giovani. Questi sono gli obiettivi che la società si è posta e che io dovrò perseguire con tutte le mie forze. A ciò, spero di aggiungere anche il raggiungimento dei risultati attraverso il bel gioco. Sono convinto che se proporremo un calcio brillante e accattivante i risultati non potranno non arrivare».
Dove può arrivare, secondo lei, questa squadra?
«Dipenderà solo ed esclusivamente da noi. Se saremo bravi e riusciremo a creare un gruppo coeso e granitico sono certo che riusciremo a toglierci tante belle soddisfazioni».
Attualmente la situazione della rosa è un po' in standby e nelle prossime settimane ci saranno alcuni acquisti. Cosa manca ancora a questa squadra?
«Probabilmente dobbiamo puntellare qualcosa nel reparto offensivo. E mi riferisco soprattutto all’innesto di una punta centrale. Vediamo anche chi, tra i giocatori della passata stagione, rimarrà in questo settore e poi tireremo bene le somme. Comunque, la società sa benissimo dove e come operare».
Grazie Mister e in bocca al lupo per questa stagione.
«Grazie a voi e incrociamo le dita…».
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