



Palermo: comunicato del presidente Maurizio Zamparini
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Un po’ di rammarico c’è, inutile negarlo. Negli ultimi minuti della gara di ieri, infatti, il Milazzo ha buttato al vento la vittoria e, conseguentemente, due punti in più che avrebbero permesso ai mamertini di terminare la stagione a quota 46 punti. Non sarebbe cambiato granché, questo è vero, ma almeno per una giornata la squadra rossoblu sarebbe comparsa nella parte sinistra della classifica, traguardo non da poco, dopo aver disputato tutta la stagione a galla, talvolta immischiato nella zona retrocessione, talvolta appena fuori.
Che il Milazzo si sarebbe salvato erano in molti a sostenerlo e, in effetti, le potenzialità della squadra sarebbero altre, considerate le promesse in rosa e i giovani della Primavera del Catania, gente di sicuro talento e affidamento. Forse è il caso di dire che i mamertini hanno chiuso la stagione con qualche punto in meno rispetto a quello che era nelle loro potenzialità, sicuramente, e questo non va dimenticato, sono stati tanti, troppi i punti lasciati per strada avendo permesso spesso agli avversari di recuperare proprio in extremis (la partita di ieri, quelle di Melfi e Perugia e quella interna contro la Vibonese insegnano).
Essere arrivati allo scontro contro l’Aversa Normanna già salvi era quello in cui speravano tutti; la squadra, ieri, ha cominciato la gara libera da pressioni, esprimendosi al meglio e terminando la prima frazione di gioco addirittura sul 2-0, sul campo di una delle squadre con la miglior difesa (in termini di gol subìti) del torneo. Nessuno se lo sarebbe aspettato, il Milazzo ci ha abituato a soffrire e si è spesso ritrovato nella condizione di recuperare il risultato, piuttosto che di gestirlo. Ieri, invece, negli ultimi minuti della gara erano in pochi a credere in una rimonta granata, nonostante l’assedio portato avanti per tutta la ripresa… Eppure è arrivato un inspiegabile pari.
Che siano errori di gioventù e inesperienza è possibile, sta di fatto che l’anno prossimo questi giocatori ritroveranno nel proprio “bagaglio” un anno di esperienza importante in più tra i professionisti, anche perché, vale la pena ricordarlo, a inizio stagione il Milazzo ha cambiato molto, cedendo giocatori in serie B, in Prima Divisione e restituendo al Catania i calciatori prestati dai rossazzurri, dovendo praticamente ricostruire la squadra. Senza contare che alla fine della scorsa stagione, da Milazzo è andato via mister Antonio Venuto, un’istituzione da queste parti, l’indimenticato allenatore che ha fatto sognare la piazza milazzese.
Ciò che conta è che il Milazzo abbia raggiunto l’obiettivo prefissato a inizio stagione, quella salvezza che a un certo punto del campionato sembrava complicatissima e difficile da raggiungere, grazie anche a una società che si è fatta carico di certe spese di competenza comunale; da parte sua, invece, il Comune è sembrato spesso immobile, ma su queste questioni è meglio tornare un’altra volta. Anche quest’anno il Milazzo ce l’ha fatta e anche l’anno prossimo, Messina permettendo, sarà tra i professionisti…
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