



Catania-Bologna 2-0: le pagelle del match
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Abbiamo intervistato Vincenzo Lo Monaco, direttore generale del Milazzo penultimo in classifica, che domani affronterà l'Isola Liri. Con lui abbiamo parlato della situazione di classifica della squadra, ma anche dei rischi che corre Catalano e del nuovo allenatore Trimarchi. Inoltre ha parlato anche di mercato e, infine, ha dedicato un pensiero a chi ha perso persone care a causa dell'alluvione.
Direttore, come mai la decisione di affiancare Trimarchi a mister Catalano?
«E’ un allenatore esperto e che conosce molto bene il mondo del calcio. Diciamo che adesso il giusto mix di esperienza, da un lato, e voglia dimettersi in mostra e far bene di Catalano, al quale è scaduta la deroga, potranno sposarsi a meraviglia».
Il rapporto che vi lega al Catania vi ha permesso di portare in rosa qualche giovane di belle speranze. C'è la possibilità che a gennaio qualcuno della Primavera rossazzurra arrivi in rossoblu?
«Vediamo, stiamo monitorando la situazione a 360° sia con i giovani e sia con i meno giovani».
Dei baby rossazzurri si parla un gran bene e ci sono giocatori come Donnarumma, Aveni, Comegna e Messina che sono di sicuro avvenire. Se potesse prenderne soltanto uno chi sceglierebbe?
«Beh, vedo che siete ben informati. Ha fatto quattro nomi di ragazzi di sicuro avvenire e che porterei volentieri a Milazzo. Ma, al momento, mi sembra difficile tale ipotesi, comunque staremo a vedere».
La società al momento rischia grosso data la posizione di classifica e i tifosi chiedono due o tre acquisti. Cosa si farà durante il mercato di gennaio?
«La società, ribadisco, non rimarrà con le mani in mano. Lo abbiamo dimostrato già lo scorso anno quando abbiamo puntellato l’organico con gli innesti di N’Ze e Piccolo, se ricordate. Ci saranno dei movimenti nel prossimo mercato e saranno funzionali alle carenze riscontrate in questo scorcio di campionato».
In che misura, finora, hanno inciso sulla squadra l'umore dei tifosi e i pochi supporters presenti sugli spalti?
«Direi tanto, perché tranne quei fedelissimi che ci seguono sempre e comunque, il resto non ha mostrato interesse verso i colori rossoblù. Un vero peccato, avrebbe fatto molto piacere per primi ai calciatori riscontrare affetto da parte di un’intera città. Pazienza».
Se dovessero arrivare un paio di ulteriori risultati negativi, mister Catalano rischierebbe il posto?
«Bisogna vedere in che modo arrivano le sconfitte, se sono frutto del caso o di continue prestazioni poco convincenti. Per prendere delle decisioni così drastiche ci vuole un’attenta disamina dei fatti. Noi, comunque, speriamo da domenica di tornare al successo».
Qual è il progetto che la società intende portare avanti a medio-lungo termine?
«Quello che è sotto gli occhi di tutti. Un gruppo di giovani da portare avanti, un vivaio florido dove possano crescere in modo sano i calciatori del domani figli della nostra terra, con la speranza di vederli calcare palcoscenici importanti».
Infine, una domanda di struttura dei campionati. Cosa ne pensa Lo Monaco della possibile rivoluzione dei gironi in Lega Pro?
«E’ una rivoluzione che potrebbe partire già nella prossima stagione e che per certi aspetti è positiva. Di contro, però, la Lega dovrebbe adottare alcune iniziative per aiutare le società ad abbattere i costi, altrimenti diventa dura per chiunque».
Al termine dell'intervista, Lo Monaco rivolge un pensiero alle vittime dell'alluvione che nei giorni scorsi ha colpito la provincia di Mesina, pensiero a cui sentiamo di unirci:
«Mi permetta di chiudere questa intervista con un doveroso pensiero alle vittime dell’alluvione che ha flagellato il nostro territorio nei giorni scorsi e alle tante famiglie sfollate. Noi, domenica, scenderemo in campo con il lutto al braccio, un piccolo segnale che, forse, serve a poco ma che vuole dimostrare tutta la nostra vicinanza alla gente colpita da questa tragedia immane».
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