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Non sarà un capolavoro paragonabile al celebre romanzo di Primo Levi o all'omonimo film, ma la vittoria di ieri del Milazzo, se non altro, ha qualcosa a che vedere con l'interruzione di un'agonia chiamata "astinenza da vittorie" che durava da inizio campionato. Sarà stato l'esordio di Catalano sulla panchina rossoblu? Sarà stato un avversario, l'Ebolitana, che quasi mai ha messo in difficoltà i siciliani? Oppure l'arrivo del nuovo tecnico è servito realmente ai giocatori per dimostrare in campo che si poteva fare risultato sin da subito?
La gara di ieri contro la squadra campana si presentava, agli occhi di giocatori, staff, dirigenza e tifosi come l'occasione per poter invertire la rotta, sfruttando l'entusiasmo e la voglia di fare che possono derivare da un cambio in corsa alla guida tecnica della squadra: via Amura, Catalano in panchina, così aveva deciso una settimana fa la dirigenza mamertina e i giocatori hanno avuto una settimana di tempo per metabolizzare questo avvicendamento.
Avvicendamento interno, sì, perchè Catalano era l'allenatore in seconda e dunque questo può avere aiutato sia i giocatori, che conoscevano già il tecnico, sia il mister stesso che, viceversa, conosceva già i giocatori. E la differenza si è vista, perchè non c'è dubbio che i giocatori non siano cambiati, ma è cambiato lo spirito in campo e la squadra per la prima volta è riuscita a mantenere il vantaggio fino al termine della gara.
Morale alto, dunque, e squadra già proiettata come si deve al prossimo impegno, quello in programma tra soli due giorni contro il Melfi, reduce dalla vittoria interna con il Giulianova. I rossoblu a questo punto cercheranno il primo successo interno in modo tale da poter accumulare punti e riprendere il trenino di squadre che concorrono alla salvezza.
Questi progetti "divini", purtroppo, non ci è dato sapere, ma ciò che conta all'indomani della vittoria è sicuramente l'aver cancellato quel brutto zero alla voce vittorie stagionali. Farlo in trasferta, poi, dove i mamertini finora sono stati soliti disputare delle gare attendiste, ha ancora più gusto.
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