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Alla fine è arrivata la tanto temuta notizia: scongiurato il pericolo fusione con il Messina, che sarebbe stato vissuto da tifosi e appassionati di Milazzo Calcio come un vero e proprio smacco, la società ha deciso di mollare le ancore e andare via, lasciando il titolo sportivo nelle mani del Comune, che ora dovrebbe provvedere all’iscrizione della squadra al prossimo campionato di Lega Pro oppure al reperimento di nuovi investitori disposti a farsi carico delle sorti della squadra. Il tutto, comunicato con una nota ufficiale della società, attraverso il proprio sito internet.
Tale comunicato, o nota che dir si voglia, parte come una precisazione: si smentisce quanto affermato dal sindaco Pino e “da non meglio identificato assessore tal Midili”, riferendosi provocatoriamente all’assessore comunale allo Sport, affermando che il titolo sportivo appartiene solo ed esclusivamente alla società e che non è stato acquisito a costo zero come voluto far credere dall’Amministrazione. La Società rivendica il pagamento di vecchi debiti e il pagamento di tasse e vertenze per mancato pagamento di stipendi a calciatori e staff, per un totale di circa 200 mila euro.
Si passa poi alla questione stadio: la proprietà rivendica i lavori di “rifacimento del manto erboso e dei locali lavanderia per un controvalore di euro 110.000, intervenendo in diverse ulteriori situazioni (numerazione posti tribune/panchine, etc.) per il completamento di alcuni punti strutturali senza i quali lo stadio della riviera di Ponente non avrebbe mai ottenuto l'ok da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo”. Il tutto, sostiene la Società, con proventi che sarebbero dovuti servire per la gestione economica della stagione 2010/11.
Ecco quindi le 27 prescrizioni da osservare entro e non oltre la fine del campionato 2010/11 per mantenere l’agibilità di 2.500 posti; come si apprende, soltanto 6 di questi punti sono stati rispettati, con la conseguenza di un'ulteriore deroga per il campionato 2011/2012 con le restanti 21 prescrizione da osservare. “Ad oggi - comunica la Società - con questa situazione, la Lega ci ha confermato l'impossibilità di usufruire dell'impianto”. E senza impianto, manco a dirlo, non si può fare calcio.
La nota ufficiale prosegue anche con toni polemici nei confronti del Comune: “Al contrario di quanto riferito dall'Amministrazione comunale (e in particolar modo da tal Midili che evidentemente anticipa proclami da campagna elettorale, nonostante il Comune di Milazzo si avvii verso un preoccupante dissesto finanziario), la Lega ha più volte precisato che non ci saranno ulteriori deroghe (come ribadito dal presidente Macalli in un recente incontro con l'attuale dirigenza). Solo al termine della stagione 2011/2012 l'Amministrazione comunale ha dato disponibilità per la stipula della convenzione, costringendoci ad una importante assunzione di responsabilità che ci ha spinto ad affrontare costi di varia natura pur non disponendo della gestione dell'impianto. In virtù delle tante promesse mai mantenute, la proprietà prima di firmare la suddetta convenzione ha preferito fare il punto della situazione”.
Ecco poi, come di rito, i ringraziamenti ai tifosi, “quei pochi rimasti fedeli e innamorati dei colori rossoblu”, come tiene a sottolineare la dirigenza, dopo i quali arrivano altre critiche all’indirizzo delle istituzioni: “Con rammarico dobbiamo riconoscere la realtà della situazione. Le istituzioni non hanno mai garantito giusta assistenza alla società, soprattutto alla voce strutture e campi di allenamento, tanto da rivolgerci a Comuni limitrofi per poter usufruire di impianti degni di tal nome per il regolare svolgimento delle attività della Ss Milazzo”.
Neppure i tifosi, però, sono risparmiati nella parte finale del comunicato: la critica che la società fa ai supporters mamertini è quella di non aver saputo stare vicini alla squadra nei momenti di difficoltà, non riuscendo a riempire il “Grotta Polifemo” neppure con i biglietti in vendita alla “modica cifra di 3 euro”. La Società ricorda anche di aver investito a Milazzo e sul Milazzo, soltanto dopo continue richieste d’aiuto arrivate da parte dell’Amministrazione, con promesse fatte e mai mantenute.
Il finale lascia pochi dubbi sulle intenzioni dei dirigenti: “La società, nonostante in questi due anni abbia raggiunto tutti gli obiettivi prefissati alla vigilia (salvezza, bilanci in regola e nessun punto di penalizzazione), sostenendo costi complessivi per circa euro 2.500.000, ha constatato l'impossibilità di affrontare un ulteriore campionato alle condizioni preesistenti. Questa società accoglie, quindi, l'invito ''masanielliano'' del sign. sindaco Pino e di tal Midili e gli consegna virtualmente la squadra, così come acquisita, invitandoli a presentare regolare fidejussione e tassa d'iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro e li ritiene, sin da ora, responsabili per una eventuale cancellazione della Ss Milazzo dai ranghi federali”. Il futuro calcistico nella città del Capo, insomma, è sempre più nero.
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