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Andiamo a ripercorrere la prima parte della stagione del Milazzo: oggi parleremo della gestione Amura, con le prime dieci giornate affrontate dai mamertini, assolutamente da dimenticare.
L’avvio di campionato per il Milazzo è tutt’altro che felice. I rossoblu disputano la prima giornata sul campo di un Chieti partito con l’obiettivo minimo di centrare i play off. La squadra mamertina disputa una gara mediocre, giocando alla pari con gli avversari, ma esce dal campo sconfitta di misura per una rete messa a segno da Berardino su punizione. Sette giorni dopo al “Grotta Polifemo” arriva la corazzata Paganese, costruita in estate per “uccidere” il campionato. I campani riescono a espugnare il campo del Milazzo imponendosi per 2-0 grazie alle reti di Orlando, nel primo tempo, e Scarpa, nella ripresa.
La terza giornata rappresenta il primo turno infrasettimanale; i mamertini giocano in notturna e sono di scena sul campo della Vigor Lamezia. Passati in vantagio a fine primo tempo con Proietti, che realizza su rigore il primo gol stagionale dei siciliani, gli uomini di Amura si fanno prima recuperare da Romero per poi essere sconfitti in extremis a causa di una rete realizzata da Lattanzio. Il quarto turno di campionato offrirebbe ai mamertini l’occasione di trovare il primo successo stagionale: al “Grotta Polifemo” arriva un’Aprilia nepromossa e anch’essa a quota zero punti. Ciò che però ne viene fuori è una brutta partita, terminata a reti bianche.
I rossoblu non si dànno però per vinti e soprattutto non arrivano a Catanzaro per recitare il ruolo di vittima sacrificale. Anche i giallorossi rappresentano una big del campionato e passano in vantaggio con Masini poco prima della mezz’ora. Qualche minuto dopo, è Malafronte a riequilibrare il match che termina 1-1. Tre giorni dopo ecco L’Aquila, altra formazione di alta classifica, di scena al “Grotta Polifemo”. Gli abruzzesi si impongono di misura, ma a pesare sulla sconfitta sono i due rigori parati da Testa, portiere aquilano, che respinge prima un penalty calciato da Bucolo e poi un altro battuto da Proietti.
Un altro buon risultato i mamertini lo ottengono sul campo del Gavorrano del bomber Fioretti, continuamente a segno con la maglia dei toscani. Il Milazzo si porta avanti con una punizione imprendibile calciata da Bucolo, ma la squadra di casa pareggia i conti proprio con la punta menzionata poco fa. I rossoblu ospitano poi un Giulianova reduce da ottimi risultati fuori casa; anche al “Grotta Polifemo” gli abruzzesi fanno bottino pieno condannando la squadra siciliana alla terza sconfitta interna. A decidere il match è una rete di Picone.
Un altro k.o. è quello che il Milazzo subisce in casa del Campobasso. I molisani partono subito forte trovando due reti nei primi 15’ di gioco con Balistreri e Altobello. Nella ripresa però i mamertini riescono a realizzare il gol della bandiera con Benci. La decima giornata è quella fatale per l’ex tecnico della Primavera del Catania. Il Milazzo riceve il Fano, squadra alla portata dei rossoblu, ma non va oltre l’1-1 contro i marchigiani. A Bucolo, in rete su assist di Scalzone, risponde Zebi qualche minuto dopo. La dirigenza, non contenta della gestione Amura e pressata anche dalle proteste dei tifosi, opta per l’esonero del mister che conclude mestamente la sua avventura sulla panchina mamertina.
Quattro punti in dieci gare, tre sconfitte interne e tante, troppe lamentele da parte dei tifosi: questo il triste bilancio della gestione Amura, cacciato dopo un quarto di stagione. I problemi erano tanti, su tutti il fatto che la squadra non riuscisse a costruire gioco e la difficoltà a trovare la via del gol: cinque le reti realizzate, troppo poche, contro le 12 incassate.
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