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Milazzo, Catalano a GS.it: «Ripartiremo col piede giusto»

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Molti lo ricordano come una bandiera, altri come il secondo di Venuto. Oggi, però, Gaetano Catalano è l’allenatore del Milazzo, seppur coadiuvato dal responsabile della prima squadra Nicola Trimarchi. Catalano detiene ancora oggi il record di presenze con la maglia dei mamertini, ben 325 partite disputate in rossoblu. In vista della ripresa del campionato e della gara contro il Chieti, mister Catalano è intervenuto ai nostri microfoni.

Mister, Il Milazzo ha chiuso il girone d'andata con un punto di vantaggio rispetto alla zona play out. Cosa si aspetta da questo girone di ritorno?

«Mi aspetto di ripartire con il piede giusto, in pratica di proseguire sulla scia delle ultime giornate del girone di andata. La squadra è cresciuta sotto ogni punto di vista, sia atletico e sia tecnico, quindi, spero che i ragazzi continuino su questa strada».

I tifosi aspettavano da tempo il mese di gennaio per il calciomercato. Secondo lei, di cosa avrebbe bisogno la squadra per migliorare il proprio rendimento?

«Gli elementi che ho a disposizione, intanto, mi vanno bene. La società, e lo sapete sia voi addetti ai lavori sia i nostri tifosi, è sempre molto vigile e attenta alle dinamiche del mercato. Ho 25 ragazzi a mia disposizione che si sacrificano giornalmente e lottano per conquistarsi una maglia da titolare, poi se arriva la classica ciliegina sulla torta la accetterò ben volentieri».

Le prossime tre giornate saranno molto impegnative e affronterete tre tra le prime sei squadre in classifica. Faccia un pronostico sulle tre partite.

«Calma! Noi domenica affrontiamo il Chieti e, adesso, pensiamo soltanto alle maglie a strisce neroverdi. Sarà una partita molto dura contro una squadra solida e qualitativamente molto valida. Poi, da lunedì cominceremo a pensare alla Paganese e via dicendo... Fare pronostici o tabelle di marcia serve a poco, rischi di essere subito smentito…».

E' risaputo il rapporto di collaborazione che intercorre tra Milazzo e Catania. Alla società ha fatto qualche richiesta particolare, magari su qualche giocatore della Primavera rossazzurra?

«No nessuna in particolare. Dal Catania attingiamo sempre ottimi calciatori, ma in questo momento non ho pensieri particolari. D’altra parte, negli scorsi giorni, la società ha tesserato il centrocampista Guerriera, un ex Primavera Catania che ci darà una mano in questo girone di ritorno».

Lei è stato promosso allenatore dopo lo scarso rendimento che la squadra aveva avuto con Amura in panchina. Come è riuscito a migliorare questo rendimento?

«Sicuramente nelle prime dieci giornate mister Amura ha pagato lo scotto di molti giovani che si accingevano per la prima volta a disputare un campionato così difficile come quello di Seconda Divisione. Io sono riuscito a ricompattare un po’ il gruppo miscelando i vecchi con i nuovi e siamo stati bravi, tutti insieme, a risalire la china. I ragazzi hanno tante qualità e sono certo che molti faranno tanta strada nel calcio che conta».

Molti tifosi invocano l'utilizzo di Kouadio, affermando che si tratta del difensore più forte che il Milazzo ha a disposizione. Come mai, però, l'ivoriano non scende mai in campo?

«E’ giusto che i tifosi discutano della propria squadra, ma io so benissimo come sta il ragazzo e come sta cercando di recuperare i ritmi dopo il brutto infortunio che lo ha colpito. Riprendere non è mai facile e, purtroppo, la posizione in classifica non aiuta di certo un suo impiego dal primo minuto».

In panchina le è stato affiancato Trimarchi, un tecnico di sicura esperienza. Il vostro è un rapporto di reciproca collaborazione, ma è capitato di essere in disaccordo su questioni prettamente tecniche?

«Con il mister Trimarchi abbiamo uno splendido rapporto sia dal punto di vista umano e sia dal punto di vista tecnico. Accetto di buon grado i suoi consigli, dall’alto della sua grande esperienza,  ma posso assicurarvi che si lavora in sinergia e con molta armonia».

Infine una curiosità. Molti tifosi la considerano una bandiera e hanno accolto molto positivamente il suo arrivo in panchina. Cosa sente di dire ai supporters mamertini?

«La mia vita calcistica è legata indissolubilmente alla maglia rossoblù. Ho un bel rapporto con la città e con i tifosi e questo, naturalmente, mi inorgoglisce. Spero, innanzitutto, che i tifosi ci seguano con maggiore interesse e ci diano una mano tornando in massa allo stadio, magari, già a partire da domenica nella difficile sfida con il Chieti. Cosa mi sento di dire? Soltanto che il Milazzo manterrà la categoria…».


Luca Di Noto 07/01/2012
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