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Torna l’appuntamento di Golsicilia.it con la rubrica “Ecco chi è…”, focus di approfondimento per tutti i giocatori delle squadre siciliane dalla serie A all’Eccellenza. Per la parte dedicata al Catania, il protagonista odierno è il centrocampista Francesco Lodi.
CARRIERA Francesco Lodi nasce a Napoli il 23 marzo 1984. Tira i primi calci ad un pallone in due scuole calcio di Frattamaggiore, prima di approdare, a 16 anni, alle giovanili dell’Empoli. Con i toscani disputa le sue prime gare da professionista quando non è neanche maggiorenne, e nel 2003 si laurea campione d'Europa di categoria con la Nazionale Under 19.
Comincia a giocare con maggior frequenza nella seconda parte della stagione 2003-04, quando viene prestato al Vicenza in serie B. Con i berici disputa 11 gare senza segnare, ma è un buon viatico in vista della stagione successiva, la 2004-05, dove gioca titolare nell’Empoli neoretrocesso vestendo spesso i panni del protagonista: raccoglie 27 presenze e segna 6 reti, le sue prime da professionista, tra le quali si ricorda un bolide da posizione angolata in trasferta contro la Ternana.
Grazie anche al suo contributo l’Empoli torna subito in serie A, ma nella massima serie Francesco gioca di meno e allora per lui si aprono le porte di una compagine con una categoria meno gratificante ma a cui darà tanto: il Frosinone, sul punto di giocare il suo primo storico campionato di serie B. In Ciociaria la salvezza è considerata un miracolo e le prime partite sono di assestamento, ma Lodi si cala subito nella realtà gialloblù e risulta essere uno dei principali trascinatori della squadra laziale, che si salverà grazie ai suoi 11 gol in 40 partite. Il napoletano si supererà però nell’annata successiva, la 2007-08, dove non solo si conferma in doppia cifra, ma raggiunge addirittura quota 20 reti.
L’Empoli, che lo aveva ceduto in prestito con diritto di riscatto e contro-riscatto, esercita quest’ultima facoltà nel gennaio del 2008, riportandolo in Toscana nel 2008-09: per lui stagione interlocutoria, con 12 reti, prima del ritorno in serie A, stavolta con l’Udinese che lo acquista in prestito con diritto di riscatto.
Nella massima serie Lodi aveva già esordito l’8 novembre 2003 in Sampdoria-Empoli 2-0, ma l’unica soddisfazione che arriva a togliersi in Friuli è il primo gol in tale categoria, il 18 ottobre 2009 in Udinese-Atalanta 2-3. Con Marino infatti non trova molto spazio, e il suo minutaggio non aumenta di molto durante la parentesi con De Biasi, quindi a giugno il club bianconero friulano non lo riscatta e lo fa tornare all’Empoli.
Nell’estate 2010 torna al Frosinone in comproprietà con l’Empoli, ma nel gennaio successivo il Catania identifica in lui il giocatore con geometrie e incisività nelle conclusioni dalla distanza di cui ha bisogno: l’Empoli riscatta metà del suo cartellino dalla squadra ciociara e la cede ai rossazzurri, con cui quindi torna a giocare in serie A.
Le premesse sono positive e c’è l’aria di un colpo intelligente messo a segno dall’ad di allora Pietro Lo Monaco, sensazioni confermate dall’importanza che Lodi riveste adesso nello scacchiere tattico etneo, oltreché dalla media voto delle sue prestazioni e dalla sua percentuale realizzativa tra punizioni e rigori.
CARATTERISTICHE TECNICHE Dal punto di vista tattico Lodi è stato autore di una continua e inattesa metamorfosi: nato c ome mezzapunta, centrale o esterna, all’Empoli viene impiegato come mezzala sinistra, nel Frosinone gioca molto vicino alla porta, in qualità di trequartista o esterno alto, mentre prima all’Udinese e poi al Catania avvia e perfeziona l’adattamento al ruolo di regista nel 4-3-3, con risultati sorprendentemente positivi.
Mancino di piede, nelle ultime stagioni ha sviluppato la visione di gioco e la rapidità dei movimenti, accompagnandole alla fantasia mai sopita e alla precisione in rifinitura e nelle aperture. Dall’altro lato ne ha risentito in negativo la lucidità negli ultimi 20 metri, ma l’abilità nei calci piazzati lo rende un elemento particolarmente affidabile quanto ad esigenze realizzative. Non ha un tiro molto potente, ma ha la castagna dalla distanza.