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Quando si raggiunge un ottimo risultato in modo così bello e insperato, sembra difficile credere che ci sia ancora il rischio di poter retrocedere. Ma purtroppo, dopo il pareggio raggiunto in extremis nel difficile campo della Juventus, in virtù dei risultati positivi delle inseguitrici, sono soltanto due i punti di vantaggio della squadra del presidente Pulvirenti sulla zona retrocessione. Qualche critica alla squadra di Simeone occorre farla anche questa volta, ma sono tanti anche gli spunti positivi offerti dalla formazione etnea nella fresca serata piemontese.
Il Catania, a dir la verità, a Torino era partito meglio degli avversari. Nei primi venti minuti ha gestito il pallino del gioco, costringendo i padroni di casa a difendersi. Poi, però, dopo il rigore (dubbio) trasformato dall’intramontabile Del Piero, la musica è cambiata. I rossazzurri sono spariti, regalando campo e azioni da gol a ripetizione alla squadra di Gigi Delneri che è riuscita prima a raddoppiare in maniera casuale e, poi, a sfiorare la terza marcatura. Ma, come per magia, gli uomini del “Cholo” Simeone sono riusciti a risorgere nel quarto d’ora finale. Alejandro Gomez, il migliore dell’undici catanese nel primo tempo, servito dall’asse Ricchiuti-Bergessio, ha riaperto il match all’81’ con un tiro ravvicinato; poi, all’ultimo respiro, il gioiello su punizione di Francesco Lodi ha suggellato la rimonta che fino a lì era sembrata impossibile. Bene anche Capuano, che, poco prima del 90’, salva il risultato respingendo in scivolata un tiro di Pepe a botta sicura.
Tra le note negative della partita degli etnei possiamo inserire Mariano Izco, ritornato dopo quattro mesi in campo, e schierato titolare, senza nessun minuto sulle gambe, in un match così delicato e, per di più, in un ruolo che non è proprio il suo. Infatti, c’è stata maggiore spinta e più aiuto per Maxi Lopez, fino a quel momento isolato, quando all’inizio del secondo tempo il numero 13 rossazzurro è stato sostituito dal connazionale Bergessio. A centrocampo Pablo Ledesma, lontano parente del giocatore visto in serie A nella stagione 2008/2009, non ha ricambiato la fiducia che per l’ennesima volta ha riposto il tecnico argentino (5,5 il voto di Golsicilia ai suoi 59’ giocati contro la Juventus). Dicevamo, infine, della solitudine di Maxi Lopez, una costante di questa stagione. Viene da pensare se l’idea del bistrattato ex tecnico rossazzurro, Marco Giampaolo, non fosse azzeccata: giocare con due punte, forse, avrebbe aiutato Lopez che, in tandem con Bergessio o Morimoto, avrebbe potuto usufruire di una maggior collaborazione.
Insomma, le scelte di Simeone ancora una volta non hanno convinto del tutto, ma la salvezza è ancora pienamente nelle mani dei rossazzurri: basterà, infatti, vincere la prossima partita casalinga contro il Cagliari, che non ha più nulla da chiedere alla sua stagione, per ipotecare la permanenza in serie A per il quinto anno consecutivo.
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