



Acireale, Rabbeni a GS.it: «Non abbiamo lavorato come avremmo voluto»
Serie A: Top&Flop della 36^ giornata
Il possibile ritorno del Siracusa: tutte le ultime novità
Due Torri, Alacqua a GS.it: «Voglio regalare la Serie D a questa gente»
Come ogni mercoledì su Golsicilia.it arriva il momento del confronto con il giornalista Antonio Costa, corrispondente da Catania per Radio Sportiva e conduttore della trasmissione televisiva “Forza Catania”, in onda il giovedì sera sull’emittente Sestarete (ch. 215 del digitale terrestre). Il ritorno alla vittoria di sabato scorso con l'Udinese è stato, come prevedibile, il punto di partenza del confronto, proseguito poi l'argomento scottante del momento, la mancata convocazione di Lodi, la second life di Andujar e la lunga vigilia dello scontro dell'"Olimpico" contro la Lazio del sabato pre-pasquale.
Con l’Udinese vittoria fondamentale per mettere alle spalle i ko con Inter e Juventus e rimettersi in corsa per l’Europa. Quale aspetto o episodio della partita ti ha impressionato di più in positivo e ti dà fiducia per la qualificazione in Europa League?
«Ciò che mi ha impressionato di più è stato il fatto che, sebbene Bergessio mancasse, Gomez, Barrientos e Castro hanno dimostrato di saper risolvere la partita in qualsiasi momento con giocate importanti. Certo, una cosa è giocare contro l’Udinese con Di Natale in campo, un’altra cosa è farlo senza il numero 10 bianconero, anche se il Catania può sempre recriminare per la suddetta assenza di Bergessio. In settimana Guidolin si dispiaceva del fatto che i rossazzurri fossero davanti ai friulani, ma lo sono comunque con merito, e buona parte delle squadre che precedono il Catania in classifica difficilmente hanno fatto qualcosa in più degli etnei: mi riferisco in particolare a Milan e Fiorentina, che forse devono i punti che hanno in più all’esperienza. La squadra di Maran ha perso punti stupidi per strada, sappiamo tutti i motivi, ci sono anche episodi arbitrali nel mezzo. Ma per quello che hanno fatto vedere finora in questa stagione, i rossazzurri meriterebbero il quarto posto in classifica».
Agli onori della cronaca quest’anno sono giustamente balzati gli elementi di maggior spessore tecnico, degni emblemi del salto di qualità dei rossazzurri. Ma questa stagione sta segnando anche una ripresa sorprendente e fino a questo momento silenziosa, quella di Mariano Andujar. Pensi anche tu che nel brillante campionato condotto sinora c’è anche il suo zampino, non solo per il rendimento ma anche per l’entità della sua presenza in campo e nello spogliatoio?
«Sicuramente, oltretutto se il portiere non para non si va da nessuna parte, sarebbero dolori. E’ un ruolo fondamentale, delicatissimo, e il campionato italiano dimostra che chi subisce pochi gol tende a mantenersi in alto o comunque nella metà sinistra della classifica. Andujar sta facendo il suo dovere, sta mostrando comunque di essere fondamentale all’interno dello spogliatoio, soprattutto dopo che la scorsa estate è tornato con umiltà, con un atteggiamento visibilmente diverso da quello che teneva prima. Pulvirenti lo ha indicato come uno dei più importanti elementi della squadra, credendo sin da inizio anno nel suo riscatto. Dopo qualche incertezza iniziale, due gare con grandi prestazioni gli sono bastate per acquisire quella tranquillità che ha tuttora e che è provvidenziale per il resto della squadra: per il resto dello schieramento è un grande aiuto sapere di avere dietro di sé un portiere sicuro e in forma».
Tocchiamo adesso un tasto dolente per molti tifosi etnei, oltreché per il diretto interessato. Ancora una volta Francesco Lodi non è stato tenuto in considerazione dal ct della Nazionale Prandelli. La piazza non ha fatto mancare il proprio disappunto, condividi la decisione di Prandelli, che lo ha ignorato in favore di giocatori come Poli che nulla hanno più di lui? Cosa ne pensano i tuoi colleghi? Come la spiegheresti?
«Non saprei, sono restio ad accettarla per un motivo semplice: Lodi, come Poli, sebbene meno giovane anch’egli sembra avere un futuro assicurato, con il Milan che a giugno tornerà a farsi vivo per lui, e se non arriverà a giocare in Europa con la casacca rossazzurra comunque lo farà con altre maglie. Ha un futuro e un presente che parla chiaro. Si potrebbe reindirizzare la questione intorno al piano anagrafico, a tal proposito ho sentito molti additare delle contraddizioni nella scelta di Gilardino che ha 30 anni, ma che dire di Totti, 36 primavere, che sta giocando benissimo e sta facendo un grande campionato inducendo l’apertura di Prandelli ad una sua convocazione in vista dei Mondiali 2014? Davvero, sono perplesso».
Tra due sabati, con la sosta per la Nazionale in mezzo, la sfida dell’Olimpico contro la Lazio, indicata a ragione dall’ad Gasparin come uno scontro diretto nel post-gara con l’Udinese. Pensi che gli errori e la bruciante sconfitta con l’Inter possano aiutare i rossazzurri non solo a prepararla bene, ma anche ad affrontare al meglio la contesa in tutto l’arco dei 90 minuti?
«Il Catania che gioca come sa non ha nulla da temere contro nessuno, certo una cosa è giocare determinate partite in casa, un’altra farlo fuori. Al di là di tutto la Lazio è in difficoltà, non lo sono assolutamente i rossazzurri, lo abbiamo visto sabato contro l’Udinese; si sono verificate sconfitte frutto del caso, della sfortuna o di errori arbitrali, gli etnei se giocano come hanno sempre fatto possono ripetere l’impresa di battere la Lazio all’”Olimpico”. Bisogna vedere se rientra Klose, ma guardando la partita in prospettiva anteriormente preferisco giochi il tedesco piuttosto che uno meglio rodato, che tra l’altro poteva essere Floccari ma anche quest’ultimo adesso si è infortunato. E’ indubbio che Klose sia un campione e possa risolvere le partite in ogni singola circostanza, ma appena rientrato dall’infortunio potrebbe avere problemi a trovare i giusti meccanismi nel gioco della squadra in quanto non ancora al 100%».
Domenica AlbinoLeffe-Lecce e Cremonese-Trapani: chi la spunterà tra giallorossi e granata?