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Il Catania di Rolando Maran archivia il primo mini-spezzone del proprio campionato con 4 punti in due gare, un bottino che nulla dice sull'evoluzione futura della stagione e sulla possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissi.
Le impressioni lasciate dalle gare con Roma e Genoa sono però molto positive, e riguardano non soltanto la qualità del gioco, aspetto in cui i rossazzurri hanno mantenuto gli standard dell'anno scorso, ma anche e soprattutto la gestione della gara e dei momenti meno favorevoli.
Quasi tutti i tifosi presenti ieri sera al "Massimino" si erano ormai rassegnati ad un epilogo amaro dopo il 2-2 di Jankovic, ma la caparbietà, accompagnata ad un grande auto-controllo, è stata determinante nell'indurre i rossazzurri a mettere a segno il gol dei tre punti con la rete numero 13 in serie A di Francesco Lodi.
Con un'altra punizione il numero 10 napoletano ha tolto le castagne dal fuoco, dando ancora una volta dimostrazione non solo dell'elevata percentuale realizzativa nei calci da fermo dalla sua zolla prediletta, ma anche di una buona dose di sangue freddo che è un must per chi deve trascinare la squadra in determinate situazioni.
Una padronanza della gara in tutti i suoi aspetti ha però permesso di apprezzare la maturità che tutto il Catania acquisisce giorno dopo giorno, partita dopo partita. Poco frequente trovare negli anni passati partite con una mole di gioco e di occasioni così elevata come in quella contro il Grifone di De Canio, poco fortunato negli episodi ma battuto con merito.
Ordinario rendimento da 7 pieno per Almiron, in moderata crescita Biagianti, consistente e determinato Gomez, neanche minimamente infiacchito, almeno all'apparenza, dalla mancata soddisfazione del desiderio di andare via espresso in estate.
Un'altra individualità che spicca nella piovosa serata del "Massimino" è quella di Gonzalo Bergessio, che nel giro di pochi minuti spazza via tutte le critiche e i dubbi sulla sua incisività in zona gol con la prima doppietta personale in serie A.
Un calcio alle difficoltà e, forse, anche a tutti i discorsi sulla necessità di una prima punta da doppia cifra che il "Lavandina" ha dovuto amaramente sentire per tutta l'estate: sta a lui adesso confermarsi e lanciarsi segnando più regolarmente, sempre nel segno della sua grinta e della sua determinazione.
Tra gli aspetti da rivedere vi è la tenuta mentale, venuta meno nel finale sia a Roma sia ieri sera. All'Olimpico Nico Lopez non ha perdonato, mentre con il Genoa Andujar è stato chiamato agli straordinari rispondendo presente.
Le partite durano 90 minuti e le distrazioni non sono ammesse fino al triplice fischio: su questo, c'è da esserne certi, Maran e i suoi lavoreranno con la precisione che loro appartiene e con la sicurezza di avere i valori tecnici e psicologici per dire la propria anche quest'anno.
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