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LODI
INTER «La affrontiamo in un momento particolare, come è accaduto all’andata, e dobbiamo giocare come in quell’occasione in cui l’abbiamo battuta. Saranno molto arrabbiati, da parte nostra dobbiamo far valere l’arma dell’entusiasmo. Non dobbiamo farci ingannare dal momento negativo in cui versa attualmente, anche perché possiede individualità in grado di incidere in maniera determinante sulla partita. E’ giusto pensare a qualcosa di diverso, partendo anche da un risultato positivo nella gara di domenica, ma non dobbiamo perdere di vista il nostro obiettivo primario che è la salvezza».
MOMENTO PERSONALE «Sto passando un ottimo momento, sia a livello personale sia per i risultati che sta facendo la squadra. Sono migliorato molto rispetto a inizio anno e posso e devo migliorare ancora nel ruolo di mediano davanti alla difesa, una posizione che non ho mai ricoperto negli anni passati ma che mi è sempre piaciuta. In serie B avevo un ruolo più di movimento, giocavo più defilato e più vicino alla porta: adesso mi sento più coinvolto nel gioco e per questo ringrazio Montella».
NAZIONALE «Ci penso, è normale, ma non ne faccio un assillo. L’ottenimento di traguardi via via più importanti può essere una conseguenza del fatto di lavorare con impegno e concentrazione nella squadra in cui si gioca: penso prima a fare bene con la mia di nazionale, che è il Catania. Essendo nel pieno della maturità mi reputo in tempo per arrivarci, ma davanti a me ci sono giocatori di alto livello come Pirlo e De Rossi che vantano pure stagioni importanti».
FUTURO «La mia priorità è giocare con continuità, questo per me conta di più rispetto ai benefici economici. Me ne vado solo se lo decide la società, e se mi si propone di firmare per rimanere a vita qui a Catania lo faccio subito».
CARRIZO
UN’ALTRA OPPORTUNITA’ «A Catania sto avendo una seconda opportunità, e posso solo ringraziare chi mi sta permettendo di giocare in serie A e di dimostrare di essere all'altezza di questa categoria. Alla Lazio per me non c'era più posto, ma lì il mio rendimento è stato condizionato da problemi personali: problemi che adesso non ci sono, è tutto diverso. E’ stata molto importante la gara di Siena, lì ogni intervento era un’occasione per acquistare la fiducia in me, sia da parte di me stesso che da parte dei compagni».
COS’E’ CAMBIATO? «Prima nelle partite facevo tutto di testa mia, prendevo le iniziative che volevo io; adesso sto cominciando ad ascoltare gli altri e così non posso che crescere. Mi hanno colpito molto le parole che Bergessio mi ha detto domenica negli spogliatoi: “è tornato il vero Carrizo”. La Nazionale? Andiamoci piano, la prima cosa a cui penso è fare bene qui. Mi trovo benissimo a Catania, e già prima di arrivare me ne avevano parlato bene Andujar e Bizzarri. Qui in Italia il ruolo del portiere implica un modo di giocare diverso: ho capito subito che bisogna sfruttare il proprio potenziale nelle uscite e in tutte le occasioni ordinarie, per dare sicurezza alla squadra. Meno si rischia, meglio è: non è come in Argentina, dove il portiere gioca spesso con i piedi e partecipa di più al gioco».
IMMEDIATO FUTURO «Non penso già da ora alla partita con la Lazio, sarà una gara che vale tre punti, come tutte le altre: la mia mente adesso è rivolta all’Inter. Al momento è in difficoltà, ma è sempre una delle migliori squadre del campionato e ha giocatori di qualità. Dovremo avere carattere, è normale che ci sarà l’emozione ma siamo dei professionisti e dovremo cercare di portare punti a casa».
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