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Catania, presentati i nuovi acquisti

Motta, Carrizo, Ebagua e Seymour presentati alla stampa


LO MONACO «Penso che nessuno di loro abbia bisogno di presentazione, perché hanno un curriculum di tutto rispetto che parla per loro: a parte Ebagua, che proviene da contesti ‘dal pane duro’, ci sono Carrizo e Motta che hanno giocato in squadre di alto livello. Non inganni il fatto che si tratta di operazioni in prestito: per ognuno di loro ci sono le possibilità di permanenza a Catania, sono investimenti importanti con cui il Catania conta di far aumentare il livello tecnico della squadra. Molti pensavano non avessimo fatto niente: tutti si improvvisano commissari tecnici, ciascuno con la propria ricerca, ma noi abbiamo avuto sin da subito le idee chiare. Speriamo che il Catania possa trarre beneficio dalla loro presenza, e al tempo stesso che la loro esperienza serva ad una valorizzazione completa. Motta torna in Nazionale e comprerà casa a Catania. Quando ho incontrato Carrizo, con Cysterpiller, ho voluto guardarlo negli occhi, come faccio con tutti gli altri: ho sempre avuto fiducia nelle sue qualità, anche se negli ultimi anni la sua carriera è stata costellata da infortuni e cali di rendimento. Ha manifestato dei difetti, e ce li ha tuttora, ma quando ci sono la coscienza di aver commesso degli errori e la voglia di rimediare il comportamento non può che giovarne. La partenza di Alvarez è legata alla volontà del giocatore: prima della gara con il Parma aveva espresso il desiderio di lasciare Catania e di andare in una squadra ultima nel campionato spagnolo e in amministrazione controllata. Un calciatore è fatto non solo dalle capacità fisiche e tecniche, ma anche dalla testa e dal cuore, e in tal senso trovo positivo l’atteggiamento di Carrizo. Seymour ha già giocato nella nazionale del suo paese, sotto la guida di uno degli allenatori che stimo di più al mondo, ovvero Marcelo Bielsa: in una grande squadra lo avrei preso sin da subito».

MOTTA «Devo ringraziare la società, che mi ha dato la possibilità di dimostrare il mio valore. Non penso al ruolo in cui giocare, posso fare sia il terzino destro a 4 e l’esterno di centrocampo a 5, ma penso prima a mettermi a disposizione del tecnico. Montella? Me l’aspetto come l’ho lasciato da giocatore, mi trovo bene con lui, sta dimostrando il suo valore di allenatore. Sono impressionato in positivo dal centro sportivo. Della società mi è piaciuto l’entusiasmo e la voglia di arrivare a me: dal canto mio devo pensare a lavorare al meglio. In sei mesi senza giocare ho accumulato tanta rabbia, che sprigionerò in positivo appena scenderò in campo. Mi sono sempre allenato al massimo, comunque spetta all’allenatore decidere se e quando schierarmi».

EBAGUA «A Torino ho giocato poco negli ultimi due mesi, forse non ho dato il massimo per il modulo di gioco, l’ho espresso alla società e ci siamo separati: piuttosto ho dato il massimo a Varese. Sono qui per imparare e ‘rubare’ il mestiere agli altri. Spero di arrivare a cinque gol. Conoscevo già Catania, è una piazza importante: ho un amico che mi è venuto a trovare al Nord e mi ha parlato molto della città e del derby. Per me è indifferente giocare con o senza una spalla, anche se al Varese mi trovavo molto bene con una seconda punta accanto, nella fattispecie Neto Pereira. Devo ringraziare in primis il Catania, poi se sono arrivato qui lo devo anche a Sean Sogliano, cui sono legato al punto da aver dato a mio figlio il suo nome, e Giuseppe Sannino. I paragoni a Maxi Lopez mi sembrano esagerati, lui è un giocatore di grande valore, dal canto mio penso ad impegnarmi per la squadra: tecnicamente non mi considero un mostro, né mi reputo specializzato in una particolare abilità».

CARRIZO «Ringrazio il direttore per la fiducia che ha avuto in me. Ho avuto difficoltà alla Lazio, in un’esperienza che si è accompagnata a problemi fuori dal campo. Non penso alla nazionale, voglio tornare a giocare stabilmente: se uno pensa serenamente a lavorare, il resto può venire da sé. Non ho parlato con Andujar ultimamente, e poi non mi piace parlare di quello che è successo ad altre persone. Albano Bizzarri mi ha parlato molto bene di questa piazza, e ho sentito la fiducia della società: punto ad onorarla. Avevo paura di rimanere senza giocare ancora per altro tempo, ma devo essere grato alla Lazio per avermi dato la possibilità di accordarmi con il Catania. In diverse partite ho avuto delle pecche nell’atteggiamento, ma ho capito gli sbagli che ho fatto. Difesa a tre o a quattro? E’ il mister a decidere. Non c’è un portiere in particolare a cui voglio ispirarmi, guardo a molti colleghi perché mi piace interiorizzare tutto ciò che mi piace degli altri».

SEYMOUR «Arrivare al Catania è un’ottima opportunità, quando sono arrivato ho visto un gruppo forte ed entusiasta. Trovo ottimo il centro sportivo, non vedo l’ora di cominciare a lavorare. So giocare in qualsiasi ruolo nel centrocampo a tre. La mia stagione migliore all’Universidad de Chile, l’anno scorso. Il centrocampo rossazzurro è formato da giocatori validi ed esperti, dal canto mio penso a mettermi a disposizione del mister. Sono amico con Marcelo Salas, il calcio italiano è indubbiamente diverso da quello sudamericano: sono felice di essere arrivato qui. Non percepisco come una sconfitta il fatto di aver lasciato il Genoa, che mi ha dato la possibilità di arrivare in Italia. Marino mi ha detto che questa è una bella squadra, in una città gradevole. Io come Pizarro? David è fortissimo tecnicamente e molto maturo psicologicamente. E’ un giocatore che mi piace, anche per come gioca la palla». 



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Michele Patanè 02/02/2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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