Milazzo: ''Ecco chi è…'' Daniele Grandi

La scheda dell’attaccante mamertino


Altro appuntamento con “Ecco chi è…”, rubrica targata Golsicilia.it che vuole aiutare i suoi lettori a conoscere meglio i protagonisti delle squadre siciliane dalla serie A all’Eccellenza. Oggi è il turno di Daniele Grandi, attaccante in forza al Milazzo.

CARRIERA Daniele Grandi nasce a Clusone, in provincia di Bergamo, il 5 febbraio del 1993. Comincia a giocare a calcio all’età di cinque anni, nell’oratorio Albino con alcuni bambini più grandi. Qui gioca due stagioni e, in seguito alla segnalazione del maestro Bonifacio, viene preso dall’Atalanta. Con la maglia nerazzurra compie tutta la trafila delle giovanili, dai Pulcini, dove realizza 15 reti sotto la guida di mister Mario Magrin, agli Esordienti, 17 volte in gol, ai Giovanissimi, dove mette a segno 12 marcature con, cinque delle quali nel corso delle finali nazionali, inclusa quella più importante che regala la vittoria e lo scudetto ai suoi e al tecnico Eugenio Perico. Passa poi agli Allievi Regionali, dove conquista il titolo di capocannoniere con le sue 27 reti. L’anno successivo, ecco il titolo di capocannoniere nazionale nella categoria Allievi Nazionali: 24 gol in 27 match, detiene il record di aver segnato contro tutte le formazioni affrontate (tra cui una tripletta alla Juve nelle finali scudetto). Nel campionato Berretti segna 15 gol in 20 gare, mentre l’esordio con la Primavera arriva in un anno travagliato: qui arrivano cinque gol in campionato e quattro durante il Torneo di Viareggio. Nel mercato estivo passa al Como, in Prima Divisione, dove gioca due partite in Coppa Italia e una in campionato. A gennaio decide di accettare l’offerta del Milazzo, per crescere caratterialmente e calcisticamente. Nella città del Capo sogna di realizzare la sua prima rete tra i professionisti e regalare alla sua squadra una vittoria.

CARATTERISTICHE Grandi è un attaccante centrale abbastanza possente che fa del fisico una delle sue doti principali, essendo alto 1,85 m per un peso forma di 79 kg. Mancino, è dotato di un buon sinistro, ma non disdegna anche il gol di destro e i tentativi di testa, avendo una buona elevazione, da buon opportunista in area di rigore. Undici anni di scuola Atalanta gli hanno lasciato in eredità il senso del sacrificio, della disciplina e dell’abnegazione, imparando a lavorare sodo e sapendo che bisogna guadagnarsi tutto sul campo. Unico punto debole da annoverare, un pizzico di inesperienza su palcoscenici importanti, ma quella, siamo sicuri, arriverà con il tempo…


Luca Di Noto 11/04/2013
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