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Altro appuntamento con “Ecco chi è…”, rubrica targata Golsicilia.it che vuole aiutare i suoi lettori a conoscere meglio i protagonisti delle squadre siciliane dalla serie A all’Eccellenza. Oggi è il turno di Daniele Compagno, centrocampista centrale in forza al Milazzo.
CARRIERA Daniele Compagno nasce a Palermo il 16 agosto del 1994. Comincia a tirare i primi calci ad un pallone nelle fila della Parmonval, squadra del suo quartiere, ma ben presto passa al Calcio Sicilia, squadra che disputa le proprie partite sempre nel capoluogo siciliano. Dopo due stagioni ecco che arriva la chiamata del Palermo: in rosanero gioca con i Giovanissimi Nazionali, con i quali colleziona la bellezza di 30 presenze e sette reti; poi due stagioni con gli Allievi Nazionali, la prima delle quali sotto età, in cui arrivano un totale di 57 presenze, cinque gol e una quarantina di assist. Lo scorso anno “emigra” in Sardegna per giocare con la Sassari Torres, squadra con la quale vince il campionato di Eccellenza e la Coppa Italia regionale, totalizzando dieci presenze, senza però realizzare alcuna rete. La stagione in corso comincia per lui a Palazzolo, in serie D, ma nel corso del mercato invernale si trasferisce a Milazzo. Compagno è legatissimo alla propria famiglia, che non smette di ringraziare per l’appoggio che non gli ha mai fatto mancare. Come calciatore e come uomo ha imparato molto dal padre Rosario, ex calciatore che ha militato nel Cosenza, in serie B, e che lo ha allenato nei tre anni a Palermo; inoltre sostiene che il proprio fratello, Andrea, il quale milita negli Allievi Nazionali del Catania, sia molto più forte di lui.
CARATTERISTICHE Compagno è un centrocampista centrale che combina bene la fase difensiva con quella offensiva, come dimostrano i numerosi gol e assist realizzati finora nella seppur breve carriera. Alto 1,84 m per un peso forma di 72 kg, può anche ricoprire il ruolo di mezz’ala. Destro naturale, i suoi punti di forza sono il tiro, che talvolta prova anche dalla distanza con anche con ottimi risultati, e gli inserimenti in attacco, mentre quello che definisce il suo “tallone d’Achille” è il piede debole, il sinistro.