



Marsala, Gerardi a GS.it: «Penalizzati da tre errori arbitrali, ma accettiamo la sconfitta»
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Domenica 17 giugno 2012 si affronteranno nella finalissima play off nazionali Akragas Città dei Templi e Città de la Cava, due squadre che si sono dimostrate all'altezza della competizione e che non hanno nessuna intenzione di gettare al vento una stagione di lavoro massacrante e di progetti. Squadre con una storia importante e che hanno fatto del loro passato, motivo di nostalgia e di determinazione nella voglia di conquistarsi un nuovo futuro, probabilmente un futuro che le vedrà soffrire, gioire e combattere in una serie superiore. "17" è il giorno di giugno che decreterà la vincitrice assoluta dei play off, ma il "17" torna in gioco, se si vuole pensare al fatto che gli Akragantini non vedono la serie D da ben 17 anni. Ci sono più di diciassette buoni motivi per non uscire sconfitti da questo match, vedi i due risultati utili su tre e le altre condizioni strutturali che vedono l'Akragas leggermente favorito; oggi, noi di Golsicilia.it abbiamo chiesto al presidente Giovanni Castronovo, anima e fulcro dell'Akragas, le sue emozioni ed i suoi pensieri sulla prossima gara.
La partita di andata è stata difficile, ma siete riusciti ad uscire a testa alta e con un ottimo risultato. Quanto conta al fine della gara di ritorno?
«E'stata una gara bella, avvincente, combattuta, ma soprattutto correttissima. Aver realizzato due reti in trasferta ci proietta alla gara di ritorno con maggiore ottimismo e fiducia. Siamo consapevoli delle insidie che nasconde la partita di domenica, ma confidiamo nello stato di smagliante forma della squadra e nel grande calore dei nostri 5000 tifosi che gremiranno gli spalti dello stadio "Esseneto" che ci consentirà di giocare in 12... Sperando che l'arbitro ci consenta di giocare con un uomo in più... (Ride, ndr)».
Vedendo il bel gioco delle due squadre, tutti hanno pensato: "Peccato, che ne debba salire solo una!". Qual è il suo pensiero?
«É vero. Entrambe le squadre meriterebbero la "D". Facciamo cosi', domenica andiamo noi in serie D ed il Città de la Cava verrà ripescato... In questo modo saremo tutti contenti».
Parliamo di Marasco, giocatore di un'altra categoria. Quanto è stato importante il suo apporto in società?
«Avere un giocatore come Marasco è indubbiamente un lusso per l'Eccellenza. Le sue reti sono state determinanti per arrivare al punto in cui siamo. Ritengo però che la vera forza della squadra non sia il singolo ma il collettivo, sapientemente amalgamato e gestito dal nostro mister Vincenzo Montalbano che ritengo essere il principale artefice dei nostri successi».
Come si comporterà la società in caso di promozione o in caso di sconfitta? Soprattutto dopo aver speso due mesi di stipendio in più, nonchè altre spese legate al progetto.
«Vincendo, dovremo onorare gli ulteriori impegni presi con i calciatori. Speriamo di poterlo fare. Se così non fosse presenteremo domanda di ripescaggio. La città di Agrigento merita ampiamente la serie D, la quale deve essere una tappa di passaggio in attesa di poter fortificare l'assetto societario e puntare alla Lega Pro, categoria nella quale ritengo la Citta'dei Templi abbia tutto il diritto di stare».
Vincenzo Montalbano rimarrà comunque?
«Penso che oggi possiamo pacificamente affermare che esonerare Montalbano è stato davvero un grave errore. L'averlo richiamato è stata una delle scelte piu'giuste prese dalla società nell'arco di questa stagione. Vincenzo, che dal giorno del suo ritorno è imbattuto, ha rigenerato un gruppo assai sfiduciato ed a pezzi fisicamente, forgiando un collettivo a sua immagine e somiglianza che ci sta regalando gioie e soddisfazioni. Ancora non abbiamo discusso con lui della possibilità di proseguire il nostro rapporto, essendo concentrati soltanto al raggiungimento dell'obiettivo finale. Penso comunque che da ambo le parti ci sia la disponibilità a continuare il progetto intrapreso».
Avete la maggiore affluenza del campionato d'Eccellenza, ogni squadra che viene ospitata da voi rimane a bocca aperta, quanto è importante questo fattore per voi?
«Il pubblico, e in particolare gli splendidi tifosi della curva Sud, costituiscono per la nostra società un vero e proprio fiore all'occhiello di cui andiamo fieri. Molto spesso la loro presenza massiccia in trasferta (come in occasione della finale dei play off regionale con l'Alcamo) ha di fatto ribaltato a nostro favore il fattore campo. Mi piace sottolineare che il pubblico Agrigentino durante questa stagione si è distinto per sportività e correttezza, ricevendo diversi elogi (come è anche accaduto a Cava) da parte dei funzionari di polizia».
Un pensiero sulla possibilità del ripescaggio?
«All'ipotesi ripescaggio in questo momento non voglio neppure pensarci. Abbiamo la possibilità di essere promossi direttamente in soli 90 minuti e intravediamo gia'l'obiettivo, per cui ritengo che, pur rimanendo con i piedi per terra, abbiamo tutte le carte in regola, dopo ben 17 anni di attesa, di regalare questa storica promozione in serie D a tutti i tifosi biancazzurri. Mi auguro che il 17 giugno diventi per la città di Agrigento una data storica. Io ci cre"D"o (sottolineando volontariamente la "D" ndr)».