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Oggi è stata, nei fatti, una nuova festa dello sport ad Agrigento; da un lato, la dominatrice del panorama professionistico siciliano, ossia quel Catania capace di staccare i cugini del Palermo, caduti in B, ed andare a giocarsi l'Europa contro Lazio ed Inter, mentre dall'altro la squadra siciliana che più ha meravigliato in ambito dilettantistico, vale a dire l'Akragas di Pino Rigoli.
Una sorta di supercoppa siciliana tra le due formazioni che hanno dominato i rispettivi ambiti professionistici e dilettantistici; questo il pubblico dell'Esseneto, nonostante la giornata feriale, lo ha capito ed è corso in gran numero allo stadio, cercando contemporaneamente sia l'ultimo abbraccio ai propri beniamini che hanno ridato la serie D alla città, sia di strappare un autografo a quei giocatori conosciuti soltanto in televisione.
PRIMO TEMPO A testimoniare il clima di grande festa dell'Esseneto, anche un nutrito gruppo di tifosi catanesi, entrati quasi improvvisamente in gradinata a suon di petardi e cori, facendo sentire la propria vicinanza agli 11 di Maran anche in questa amichevole; i rossazzurri iniziano con quasi tutti i titolari in campo, formazione tipo invece per Rigoli. Incredibile ma vero, i primi dieci minuti sono quasi un monopolio Akragas; Arena e Contino in avanti, con Bonaffini e Criniti a centrocampo, sembrano davvero trovarsi alla grande e l'Esseneto entusiasta applaude ad un quasi insperato equilibrio tra una squadra di A ed una di Eccellenza. Al 9' minuto i biancazzurri passano anche a condurre con il capitano Contino, ma l'arbitro annulla per fuorigioco. Ma il Catania, una volta prese le misure, inizia a premere il piedino sull'acceleratore e pareggia i conti delle reti annullate intorno al 20', quando il primo assistente alza la bandierina su un colpo di testa vincente di Bergessio. In grande spolvero anche Federico Russo, estremo difensore biancazzurro, palermitano doc e quindi molto immedesimato in quello che per il numero uno dell'Akragas era un vero e proprio derby; ma Russo è costretto a capitolare al 26', quando Bergessio lo trafigge, questa volta in posizione regolare e si va sull'1-0, tra gli applausi dello sportivo pubblico agrigentino. Ma dopo appena un minuto l'Akragas si fa sotto, con Arena che crea scompiglio nella difesa etnea e sfodera un diagonale a fil di palo che esce di un soffio.
Tutto sommato, per tutti i primi 40 minuti la partita è in equilibrio, poi a fine primo tempo, il Catania decide di far valere la propria superiorità tecnica, forzando il gioco e chiudendo il match; al 42' infatti, Bergessio dal limite dell'area, dopo aver pensato al tiro, serve Capuano sulla fascia, il quale crossa al centro dell'area di rigore, dove Barrientos è lesto a schiacciare di testa ed a violare per la seconda volta la porta di Russo. Passano pochi minuti ed al 45' è ancora Bergessio a scrivere il proprio nome sul taccuino, grazie ad un assist di Bellusci, sul quale l'argentino ha vita facile ad insaccare ed a siglare una personale doppietta.
SECONDO TEMPO Nonostante il passivo, nè il pubblico nè i giocatori dell'Akragas perdono grinta ed entusiasmo, cercando di onorare al meglio questa importante vetrina; passano sei minuti dall'inizio della ripresa e Natale Gatto, da poco entrato, viene atterrato nell'area di rigore avversaria e per il Sig. Bennici di Agrigento il fallo merita la massima punizione. Sul dischetto si presenta Arena, il quale piazza la palla all'angolino sulla destra di Andujar e per il "genio" biancazzurro arriva la soddisfazione di aver messo a segno una rete ad una formazione di serie A. In tribuna, sono in molti a chiedersi se il nome di Arena sia entrato nei taccuini di qualche dirigente rossoblu presente all'Esseneto, visto che poco dopo è lesto a driblare il neo entrato Gianluca Maran ed a cogliere il palo interno da una posizione molto defilata. Applausi dal pubblico per il numero dieci, ma anche rammarico per una grande occasione sciupata per riaprire clamorosamente il match. Complice anche un'abbondante girandola di sostituzione, in cui nel Catania si fanno vedere, tra gli altri, Francesco Lodi e Adrian Ricchiuti, la partita cala vistosamente il ritmo e si arriva a fari spenti verso il triplice fischio, tra gli applausi di un più che soddisfatto pubblico.
Oggi all'Esseneto non è mancato nulla: non è mancata la sportività, la voglia di emergere, la voglia di confrontarsi con una piazza di serie A, così come non è mancata la festa, da ambo le parti, per gli obiettivi raggiunti nei rispettivi campionati.
A ribadirlo è anche il presidente etneo, Antonino Pulvirenti, il quale ha faticato non poco per liberarsi dalla morsa dell'affetto del pubblico della tribuna dell'Esseneto: «Una bella giornata di sport - ha dichiarato Pulvirenti - in passato ho fatto anche io queste categorie e quando dovevo venire a giocare ad Agrigento, sapevo che ad aspettarmi c'era un pubblico molto caloroso, che oggi non si è smentito».
In casa Akragas, il risultato più che onorevole ottenuto contro il Catania, è la ciliegina sulla torta in una stagione praticamente perfetta, ma in sala stampa bocche cucite sia tra i dirigenti che tra lo staff tecnico sul futuro. E' lo stesso Rigoli, a ribadire come ancora è presto per parlare della prossima stagione: «Sono soddisfatto di questa ultima uscita dei miei giocatori - ha rimarcato in sala stampa - Ma del futuro ancora non so nulla, ci si incontrerà nelle prossime settimane e vedremo».
Anche altri dirigenti biancazzurri, a fine gara, hanno rinviato l'appuntamento sull'annuncio di eventuali novità alle prossime settimane comprese tra maggio e giugno.